Corso Accademico di Tromba Naturale

Conservatorio di Musica "A. Pedrollo" di Vicenza
Semipreseziale a Vicenza

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Informazione importanti

  • Laurea
  • Blended
  • Vicenza
  • 1500 ore di lezione
Descrizione

Obiettivo del corso: Obiettivo prioritario del corso è quello di introdurre lo studioso alla prassi esecutiva della musica barocca sulla tromba naturale fornendogli un quadro d’insieme per un approccio filologicamente rigoroso. Si vuole pertanto far comprendere la differenza fra un’esecuzione della musica barocca con tromba moderna e quella con tromba naturale, e, inoltr.
Rivolto a: Il corso accademico si rivolge ai labiofonisti, diplomati e non: è particolarmente consigliato agli allievi che frequentano il triennio e il biennio superiore, e a coloro che sono iscritti ai corsi superiori del corso ordinamentale, dotati della preparazione tecnica di base sul labiofono d’elezione. Inoltre, visto il carattere storico del seminario, si auspica la partecipazione anche degli allievi delle altre classi.

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Vicenza
Contrà S. Domenico, 36100, Vicenza, Italia
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Domande più frequenti

· Requisiti

Diploma di maturità

Programma

In seguito alla riscoperta della musica barocca avvenuta tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX secolo, sono sorte numerose scuole di musica antica all’interno delle quali viene insegnata la prassi esecutiva barocca e si è avviata la costruzione di copie degli strumenti originali aumentandone sempre di più la fedeltà sino ad arrivare all’utilizzo delle medesime tecniche costruttive. Oggi queste scuole e queste iniziative prendono sempre più piede in Europa (si veda, ad esempio la “Schola Cantorum Basiliensis”) e, recentemente, anche in Italia si assiste ad un maggiore interessamento per le opere e le prassi esecutive del periodo barocco. Questa accresciuta attenzione riguarda molti strumenti, ma, in Italia, è piuttosto limitata con riferimento ai labiofoni. Da queste considerazioni scaturisce la presente proposta.

Pochi sono i suoni che riescono a stimolare nell’immaginario collettivo l’evocazione di emozioni forti ed ataviche come lo squillo di una tromba. Ed in effetti, ripercorrendo la storia di questo strumento, si è in grado di risalire a testimonianze antichissime, legate a ritualità ancestrali, quando il roco, ma potente richiamo degli antichi “tubi sonori”, accompagnava momenti tra i più significativi della vita umana, nei quali il sacrificio cruento spesso si coniugava con la sacralità. Nel corso dei secoli il ruolo sacrale e bellico della tromba si arricchisce di finalità celebrative del potere costituito e ludiche, e la natura primordiale della tromba viene piegata alle necessità dell’arte.
Nel XVII secolo la tromba conquista il massimo del riconoscimento della nobiltà della sua natura. Nobili e militari sono infatti i componenti delle corporazioni dei suonatori di tromba, gli unici autorizzati ad esibirsi con questo strumento dalla vocazione marziale che viene sublimata in duelli musicali fatti di melodiche passaggiature, di contrapposizioni timbriche o di ammiccamenti simbolici perché “ogn’amante è guerrier....”. Ed è anche guerra tra le rigide caratteristiche fisiche di uno strumento così essenziale e la pervicacia degli strumentisti, chiamati ad improbe fatiche per superare l’ambito del semplice segnale militare (sempre ancorato al registro medio - grave) e ad inoltrarsi nelle mirabili possibilità del registro acuto - quello denominato clarino - dove, applicando tecniche segrete e talento distillato, il suonatore raggiunge i vertici dell’espressività musicale, potendo sfruttare pressoché tutta la scala cromatica della tromba naturale.
Scuole compositive che meglio riescono ad esaltare le potenzialità di questo strumento prosperano nel periodo barocco. Tali scuole, situate in tutta Europa, ma principalmente nel Nord Italia ed in particolar modo a Venezia, Modena e soprattutto a Bologna fanno capo ad esecutori specializzati, chiamati poi in tutta Europa sia ad esibirsi sia ad insegnare. A loro guardano i compositori più rappresentativi del linguaggio barocco, quali sono i vari Vivaldi, Frescobaldi, Viviani, Manfredini, Jacchini, Torelli, ecc.., impegnati sul versante della forma a continuare quel cammino di emancipazione della musica strumentale avviatosi nel pieno 500 e che nel primo 600 usa avvalersi della “moderna” tecnica del basso continuo (spesso affidato all’organo o al cembalo) nella Sonata e nel Concerto a uno o più strumenti. Il repertorio che si viene a creare permette di realizzare opere ed esecuzioni di indiscusso valore e successo che trovano nella tromba naturale un protagonista di primario rilievo sia come strumento solistico che come elemento di assiemi strumentali di svariata ampiezza.
Si, la tromba naturale, e non lo sconcio strumento del diavolo Barbariccia ricordato da Dante o l’odierna tromba a pistoni, dove la tecnologia ha in qualche modo sopperito alle limitazioni fisiche in precedenza caratterizzanti codesto strumento. Ma la “macchina” (così viene gergalmente indicato l’insieme delle valvole comandate dai pistoni dello strumento moderno) è un prodotto ottocentesco, e chi vuole avvicinarsi al repertorio preclassico con rigore filologico deve ritornare all’antica guerra con la buccina, conquistando un timbro più chiaro e rarefatto rispetto alla presenza più perentoria e caricata della tromba moderna.
Nel tentativo di carpire l’essenza profonda della tromba naturale, non ci si deve scordare delle parole dei grandi maestri dell’epoca in cui codesto strumento raggiunse il suo apogeo. Girolamo Fantini, trombetta maggiore del Serenissimo Gran Duca di Toscana Ferdinando II, nel suo trattato Modo per Imparare a Sonare di Tromba Tanto di Guerra Quanto Musicalmente in Organo, con Tromba Sordina, col Cimbalo, e ogn’altro istrumento.... (Francoforte, 1638), secondo la tradizione ancora rinascimentale, ricorda quale fosse il modello da imitare: “... il perfetto cantore ...” soprattutto per quel che riguarda la tecnica ed il gusto della diminuzione e cioè della variazione virtuosistica.
Del resto, in seguito alla riscoperta della musica barocca avvenuta tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX secolo, sono sorte numerose scuole di musica antica all’interno delle quali viene insegnata la prassi esecutiva barocca e si è avviata la costruzione di copie degli strumenti originali aumentandone sempre di più la fedeltà sino ad arrivare all’utilizzo delle medesime tecniche costruttive. Oggi queste scuole e queste iniziative prendono sempre più piede in Europa (si veda ad esempio la Schola Cantorum Basiliensis) e, recentemente, anche in Italia si assiste ad un maggiore interessamento per le opere e le prassi esecutive del periodo barocco. Questa accresciuta attenzione riguarda molti strumenti, ma, in Italia, è piuttosto limitata con riferimento ai labiofoni. Da queste considerazioni scaturisce la presente proposta di un corso seminariale di approfondimento.

Ulteriori informazioni

Alunni per classe: 12

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