Cibo & Psiche: un equilibrio “Alchemico”

Dietatletica Bio-sofica
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  • Evento
  • Livello base
  • 3 ore di lezione
  • Durata:
    1 Giorno
Descrizione

Il contenuto del cibo interagisce con un organismo, e questo è suscettibile di inferenze emotive. Si innesca una vera e propria reazione chimica che, a prescindere dalla quantità e dalla qualità degli alimenti, può far conseguire benefici o danni, a seconda che il vissuto esistenziale dell'individuo ne permetta o meno una sana assimilazione.

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Cosa impari in questo corso?

Conoscenza di sè
Nutrizione
Psicologia

Programma

PERCORSO ESISTENZIALE E COMPORTAMENTO ALIMENTARE

Come la formazione emotiva influisce sull’approccio al cibo e sugli effetti degli alimenti nel nostro corpo


Relatori

A cura della Dott.ssa Huober Nerina e della Dott.ssa Ritrovato Angela, psicologhe-psicoterapeute.

Dr. Moscarella Giovanni, Biologo Nutrizionista



Perché il connubio Cibo & Psiche?

Il contenuto del cibo interagisce con un organismo, e questo è suscettibile di inferenze emotive. Si innesca una vera e propria reazione chimica che, a prescindere dalla quantità e dalla qualità degli alimenti, può far conseguire benefici o danni, a seconda che il vissuto esistenziale dell'individuo ne permetta o meno una sana assimilazione.

Le valenze psicologiche legate all’alimentazione sono diverse: il cibo ha un valore simbolico sia per quanto riguarda gli aspetti culturali, sia per gli aspetti relazionali e intrapsichici associati ad esso.

Bisogna pensare che quando ci si nutre, si mangiano e trasformano anche le emozioni e i sentimenti presenti nel cuore di ciascuno.

La digestione e l’assimilazione dei cibi è un quotidiano esempio di incredibile “trasformazione alchemica”.

Assumiamo delle molecole minerali, vegetali, animali, e all’interno del corpo queste si trasmutano in molecole umane.

Vista in questa ottica , la digestione e l’assimilazione del cibo assumono un’importanza cruciale, dato che non si tratta solo di un semplice “fenomeno chimico”, ma di un’ “alchimia” a cui l’uomo può contribuire non solo con i propri visceri, ma anche, o forse soprattutto, con la personale corretta “disposizione emozionale” e spirituale.

L’alimentazione è innanzitutto un bisogno primario per la vita, infatti se non ci nutriamo non viviamo. Essenziale per la vita umana, il cibo però svolge funzioni che vanno ben oltre il sostentamento. Sul cibo (centro del nostro benessere fisico e psichico) si concentra una sempre maggiore attenzione pubblica, come testimoniato dall’interesse, per certi versi anche ossessivo, che a questo argomento riservano i mass-media.

Il cibo è anche espressione di molteplici significati affettivi e relazionali-familiari, per cui oltre ai fattori prettamente fisiologici o sensoriali, ad esempio la scelta di un determinato alimento, ritroviamo l’influenza di fattori sociali e culturali. Inoltre, le variabili psicologiche agirebbero da mediatori dell’influenza di quelle fisiologiche sia nelle condotte sane che nei disturbi dell’alimentazione, per questo si parla anche di “psicologia del cibo”.

La relazione tra cibo e psiche è molto forte, perché l’ingerire cibo è un’azione condizionata dal nostro stato emozionale e mentale, ma a sua volta sono le stesse emozioni e pensieri che poi vengono condizionati dalla quantità di cibo ingerito. Da queste complesse dinamiche derivano i disturbi psicosomatici o ancora i più complessi disturbi alimentari.

Quando si è sereni, la voglia di mangiare e sedersi a tavola è maggiore; quando invece ci assale l’ansia, i pensieri attanagliano la mente e le preoccupazioni tartassano il nostro equilibrio già precario, allora il desiderio di mangiare si affievolisce fino a sconfinare in digiuni o ferree diete ipocaloriche oppure va ad aumentare in modo disfunzionale l’ingestione alimentare, cadendo vittime delle “abbuffate”.

Non sempre è facile essere consapevoli di queste azioni, perché spesso diventano automatiche e si sviluppa una coazione a ripetere, ma il nostro corpo e il nostro atteggiamento ci danno segnali inequivocabili, andando a minare anche le relazioni personali.

Scopo del Seminario


- Conoscere il legame cibo-natura-psiche nei nostri avi primitivi e gli adattamenti del metabolismo umano durante l’evoluzione antropologica.
Le alterazioni fisiologico-emotive e le interazioni “tossiche” tra cibo e cellule.
- Il "prendere coscienza" di quali sono i meccanismi inconsci che inducono a risposte organiche anomale, al fine di "decondizionarci" e predisporci a una maggiore ed efficace percezione di noi stessi e dell'ambiente.
-Promuovere, durante il seminario, il confronto di idee per analizzare e riconoscere le proprie risorse e i propri limiti, sviluppare una riflessione sui comportamenti alimentari, sulle abitudini e sulle cause (es. esperienze personali e familiari, l’influenza della pubblicità, il contesto sociale ecc.)
-Favorire un atteggiamento interrogativo verso la realtà, in particolare verso questa realtà: alimentare, partendo anche dal proprio vissuto personale.
-Riconoscimento di particolari comportamenti o abitudini alimentari corretti e non corretti attraverso, solo se i partecipanti al seminario vorranno, la somministrazione di questionari (ovviamente in forma anonima).


Quando

martedì 16 Aprile ore 18.00

Dove

Via Scarlatti, 105 - 80127- Napoli presso lo Studio del Dott. Moscarella.

www.nutrirsi.net

http://dietatleticabiosofica.weebly.com/cibo-e-psiche.html

Contributo

Per gli associati 10 euro
Per i non soci * 20 euro

* CI SI PUO' ASSOCIARE ANCHE CONTESTUALMENTE AL SEMINARIO (COSTO 10 EURO), PER AVERE LA RIDUZIONE DEI COSTI ANCHE SU TUTTI GLI ALTRI SEMINARI CHE SEGUIRANNO.

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