Come gestire e aggiornare i piani triennali anticorruzione e il piano della trasparenza

Ceida - Centro Italiano di Direzione Aziendale
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Il centro presenta a continuazione il programma pensato per migliorare le tue competenze e permetterti di realizzare gli obiettivi stabiliti. Nel corso della formazione si alterneranno differenti moduli che ti permetteranno di acquisire le conoscenze sulle differenti tematiche proposte. Inscriviti per poter accedere alle seguenti materie.

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Cenni alla redazione e all’aggiornamento dei PTPC. Le modalità dell’attività preliminare all’aggiornamento e/o alla redazione tardiva: predisposizione delle schede- intervista ai fini della ricognizione delle attività. La perimetrazione delle macroaree di indagine sfuggite alla prima mappatura. Il metodo di intervista e di compilazione della scheda ricognitiva ai fini integrativi del Piano. Come riconoscere i settori a rischio ulteriori: classificazione e attribuzione dei valori di rischio ai singoli processi e attività. Le unità responsabili dell’azione amministrativa. La filiera delle competenze e delle responsabilità. Come predisporre le schede di attribuzione per la delineazione delle ccdd. “best practice” per i processi “a rischio”. L’aggiornamento e/o redazione del piano anticorruzione in attuazione delle disposizioni sulla trasparenza. Ulteriore selezione dei dati da pubblicare in relazione ai procedimenti e ai processi, agli atti politici e a quelli di gestione. Come costruire e/o implementare la sezione “Amministrazione trasparente” secondo l’allegato A al T.U. trasparenza alla luce delle omissioni precedenti. La gestione del sito web: le diverse sezioni e i collegamenti obbligatori con i siti degli enti e società vigilati, controllati, finanziati o regolati. Le conseguenze della mancata redazione del Piano. Distinzione tra amministrazioni che hanno redatto il Piano entro il 31/3/13 e quelle che l’hanno redatto entro il 31/1/14. Codice di comportamento e Programma della trasparenza: le incidenze date dagli adempimenti relativi. Come approvare il Piano da parte dell'organo politico. L’attività dell’Autorità Nazionale per l’AntiCorruzione (ANAC) quale stimolo per la prevenzione della corruzione. Il coinvolgimento dei cittadini e degli stakeholders (portatori di interessi). Le indicazioni contenute nel Piano nazionale, nelle circolari di Funzione pubblica e nei siti di Civit (oggi, ANAC) e Funzione pubblica. L’individuazione e la nomina dei responsabili anticorruzione e trasparenza: competenze nell’attuazione dei contenuti dei PTPC dopo il 31/1/14. Il coordinamento obbligatorio tra il sistema recato dalle norme anticorruzione e quelle recate dal d.l.vo 231/01 negli enti e società vigilate: i modelli e sistemi organizzativi. Le linee guida ANAC sull'applicazione della disciplina anticorruzione alle società pubbliche e agli enti di diritto privato in controllo pubblico.
Le peculiarità relative a enti pubblici economici e a società partecipate. Le responsabilità dei Responsabili dell’anticorruzione estesa anche alle società vigilate. Rapporti tra Piano nazionale e Piani triennali. Rapporti tra Piano nazionale e altri Piani (della trasparenza, della performance, ecc.). Le singole competenze del Responsabile anticorruzione nello svolgimento dell’ordinaria azione amministrativa: la vigilanza. Come gestire la segnalazione di un’ipotesi di violazione alle disposizioni del PNA e del PTPC. La individuazione del soggetto violatore. La tutela del dipendente che segnala gli illeciti, in particolare le nuove linee guida: determina ANAC n. 6 del 28/4/15. L’indagine interna. Gli elementi portati dall’indagine e la relativa valutazione. Il doveroso rilievo delle prove e degli elementi a discarico. La comunicazione agli organi competenti. La comunicazione all’UPD: l’attivazione delle procedure disciplinari ai sensi del d.l.vo 150/09. Indicazioni operative su come adempiere agli obblighi fissati dalla legge anticorruzione. I rimedi: indicazione degli strumenti di controllo costante dello sviluppo dei processi e individuazione delle procedure per prevenire e snidare i fenomeni corruttivi e perimetrazione dei livelli di competenza e di responsabilità nell’attuazione del Piano.

Il legame con il Piano della formazione: formazione sull’etica e deontologia, formazione professionale mirata per le attività a maggiore rischio. La rotazione dei dipendenti: come operarla. Il controllo sul rispetto delle norme comportamentali: definizione nel Codice di deontologia generale (d.P.R. 63/13) e locale. La responsabilità da accesso e da divulgazione di dati. Il ruolo del Responsabile della prevenzione alla corruzione e del Responsabile unico della trasparenza. La responsabilità: disciplinare, amministrativa, civile e penale di coloro che sono coinvolti nell’attività preventiva della corruzione. La gestione dei siti web. Le ipotesi di responsabilità penale per divulgazione del segreto d’ufficio. Le sanzioni.


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