La comunicazione ed linguaggio del corpo

Centro Studi Diapason
A Salerno

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  • Corso
  • Salerno
  • Durata:
    3 Giorni
Descrizione

Obiettivo del corso: Apprendimento del funzionamento del linguaggio non verbale.
Rivolto a: Consultare con il centro.

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Inizio Luogo
Consultare
Salerno
Via irno 35, 84100, Salerno, Italia
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· Requisiti

Consultare con il centro.

Programma

Imparare a comunicare in maniera emozionale dà delle sensazioni bellissime e anche un senso di protagonismo e di contatto con il mondo in cui viviamo.

Perché invece di essere dei semplici spettatori non proviamo a entrare fisicamente e mentalmente, con le nostre emozioni dentro il mondo meraviglioso del contatto tra esseri umani?
Chi guarda la televisione, a parte la possibilità di cambiare canale, assorbe passivamente quello che gli viene proposto.
Chi va su internet fa un passo in avanti perché può scegliere tra infinite combinazion
e.
Chi “chatta” già crea una forma di comunicazione che però ha il difetto di non mostrare la figura completa ma solo delle parti e spesso la paura fa mettere numerose maschere.
Essere dentro la comunicazione significa invece vincere la paura e partecipare fisicamente, intellettualmente ed emotivamente ai fatti che avvengono e spesso scoprirne la parte migliore.
Quante cose si possono fare? Aiutare le persone alle quali vogliamo bene, capire meglio il prossimo, modificare con un’azione diretta la stessa realtà che ci circonda. Aumentare di conseguenza la nostra autostima ed essere più sicuri di se stessi.
La comunicazione interpersonale diventa sempre più difficile e questo per due motivi.
Il primo è l’enorme accelerazione dei cambiamenti che sono avvenuti negli ultimi cento anni e che non possono più essere capiti con comportamenti e regole tradizionali.
Questa constatazione comporta un turbamento, una incapacità a comprendere perché è sempre più difficile adattare situazioni nuove a vecchie regole che si stanno dimostrando, anche contro la nostra volontà, incapaci a spiegare e a spiegarci ciò che ci avviene intorno.
Il secondo motivo meno evidente, ma più subdolo e difficile, è la sovrapposizione di modi di comportamento spinti fino all’irrazionale perché ogni società tende a contrastare con le sue proprie regole una situazione sociale, e di conseguenza personale, che sta sfuggendo dalle mani. In questi casi, apparentemente, l’unica maniera di sopravvivere è il rifugiarsi in un ‘unica realtà, la propria e, per difendersi, radicalizzare le proprie convinzioni che è il modo per costruire l’integralismo inteso come unica verità obiettiva da contrastare attivamente alle altre.
Questa radicalizzazione, come sappiamo non porta a niente se non a una regressione verso la guerra: tra se stesso e se stesso, tra famiglie e famiglie, tra tribù e tribù e così via.

La lettura del linguaggio del corpo

IL linguaggio del corpo è una vera e propria lingua , con le sue regole di sintassi con la sua grammatica, con le sue parole, di cui alcune semplici altre di uso non comune,
con vari gradi di apprendimento e con molti dialetti.
Il ” mordersi il laterale inferiore del labbro” , come tutti i gesti , può avere molte interpretazioni.
Per decodificarlo non dobbiamo, essere affrettati e verificare che il gesto, non sia prodotto da una abitudine o da un disturbo (Fastidio fisico), analizzare il luogo dove si sta svolgendo l’evento, verificare il tipo di rapporto che esiste tra gli interlocutori e
inserire il gesto nel complesso della postura.
Sarà la somma , di tutti questi elementi a permetterci di effettuare una corretta decodifica.
Vediamo quindi cosa può significare“ mordersi il labbro “
E’ segno di gradimento, di interesse , di eccitazione sessuale , ma può essere anche , fastidio imbarazzo nervosismo. Tutte le possibilità sono valide:
Come una frase, non può essere , tagliata dal testo a cui appartiene, se si ne vuole conoscere il vero significato, così un gesto non può essere letto singolarmente, ma deve essere decodificato nell’ambito di una sequenza di gesti ed azioni , ed in un determinato contesto di tempo e di spazio.
Quindi bisogna stare molto attenti nel non attenersi ad un singolo gesto, ma integrarlo in un sistema, come precedentemente esposto.
Chiunque abbia un gatto avrà visto come si comporta e come il suo comportamento sia una lingua a tutti gli effetti che può essere interpretata e decodificata.
Infatti, la materia di studio primario, su cui si è sviluppato lo studio del paraverbale è l‘ etologia....
...il corpo non può mentire in quando, determinati stimoli non controllabili L’animale che è in noi , prede il sopravvento , anche se racchiuso
nella corazza prodotta dalle strutture e sovra strutture culturali Il cervello rettile è quello che governa i segnali, che sono i più interessanti,
per chi studia questa disciplina ,di cui potremmo definire padre fondatore l’etologo Desmond Morris...
...questo studio non è da confondersi con quello che viene proposto dalla PNL con al sua distinzione dei “ famosi” canali “ visivo, uditivo, cinestetico” che sono esclusivamente, canali di scelte preferenziali percettivi, ma si basa su ricerche comparative ed analitiche degli schemi di comportamento e reazione su base statistica.
La sublimazione dei comportamenti, la necessità di gestire il territorio, i meccanismi automatici che guidano la vita , la sopravvivenza ed il miglioramento della specie sono, volenti o nolenti gli elementi base di questa disciplina.
Un tempo, neanche molto lontano, eravamo poco più che scimmie antropomorfe ed i gesti non erano molto diversi da quelli che facciamo oggi ed i segnali che inviavamo sono assolutamente simili a quelli che inviamo oggi
Dal gesto poi si è passati ai segnali e quindi ai segni, ma moltissime cose sono rimaste invariate

Il work shop della durata di tre giorni da venerdì a domenica è adatto a chi voglia realmente e con il tempo adeguato dedicare tre giorni di approfondimento su argomenti divenuti ormai essenziali nella vita di relazione e nel lavoro.

Il work shop aiuterà a comprendere in profondità le emozioni dei nostri interlocutori, per creare una comunicazione empatica, superare i conflitti, parlare ad una platea, avere la capacità di convincere e motivare.


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