Conferenza: Consapevolezza Yoghica

Centro Yoga Progressivo - Meditarte8 Ass. Cult.
A Roma

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  • Evento
  • Roma
  • 1 ora di lezione
Descrizione

Obiettivo del corso: Un momento di condivisione per approfindire alcune tematiche, chiarire dubbi, scambiare informazioni e conoscenze relative all'ampio mondo dello yoga. Vengono inoltre sviluppate tematiche di approfondimento sull'aspetto esoterico dello yoga.
Rivolto a: Tutti.

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Dove e quando

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Roma
via sardegna 43 (via veneto), 00187, Roma, Italia
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Domande più frequenti

· Requisiti

Nessuno

Programma

Modulata sulle esperienze del programma di docenza svolto nell'annualità e sulle singole problematiche individuali. Vengono sviluppate tematiche di approfondimento sull'aspetto esoterico dello yoga.

Ingresso libero e gratuito previa prenotazione

lo yoga segreto
Anzi segretissimo, ma non per colpa di nessuno, semplicemente perché il vero Yoga non è in quello che si vede. Questa cosa qua si sa eppure si glissa concentrando l’insegnamento in modo ossessivo su quello che si vede. Un’antica storia sufi, ma forse anche indiana, tibetana, cinese o tutte e quattro quante sono, ci racconta come quest’atteggiamento non sia per niente nuovo. Si narra che un tale, in una buia notte senza luna, perse la chiave di casa proprio davanti al suo portone. Una tremula lampada fissata in alto sopra la trave che sormonta il portone disegna un cerchio di luce in terra e l’uomo, chino e in affanno, cerca senza trovare. Sopraggiunge uno straniero di passaggio che vede l’uomo così affaccendato e, incuriosito, gli chiede che cosa stia facendo. “Cerco la chiave della mia casa.” risponde il tipo senza distogliersi dall’impresa. “Se me lo permetti, vorrei aiutarti” ribatte benevolo lo straniero e completa: “quattro occhi vedono meglio di due!”. E così i due si rimettono subito all’opera, ma non ci vuole davvero molto tempo perché lo straniero si accerti che proprio lì, nello spazio illuminato dalla lampada, non vi è alcuna traccia di quella chiave. Come mai il poveretto si ostina a cercare in quel piccolo fazzoletto di terra illuminata? Non si è accorto che dove cerca non c’è nulla? La chiave non potrebbe trovarsi altrove? “Perdonami, amico mio” gli chiede flautato lo straniero che aggiunge non senza imbarazzo “ma da quanto tempo stai cercando?”. “Da almeno un’ora.” risponde senza distrarsi il cercatore. “… scusa l’inchiesta, amico mio, sempre qui?, voglio dire sempre qui sotto la lampada?” “Sì!” il cercatore non dà cenno di interrompere la sua ricerca quando l’altro l’incalza con ferma dolcezza “Ma non ti sei accorto che qui la chiave non c’è?” Solo allora il cercatore si arresta. L’uomo è in ginocchio i glutei poggiati sui talloni, le mani sulle cosce, i gomiti larghi a sostenere le spalle stanche. Alza il capo e il volto si apre in un tenue, grato sorriso rivolto allo straniero “Certo, amico mio! Non sono mica matto! So benissimo che qui la chiave non c’è, ma so anche che solo qui c’è la luce!” e continuò a cercare. Cosa comprese l’allibito straniero da questa storia? Che io sappia non c’è un’altra storia che lo spiega. Una sola cosa è certa, col nuovo giorno tutto sarà più chiaro! Si diceva, yoga che non si vede, o meglio ancora si potrebbe dire che il meglio dello yoga non è in quello che si vede.

Shiva e Shakti
Una delle immagini simboliche più diffuse e meno comprese dello yoga è insieme quella che ne rappresenta la sintesi segreta. In essa gli sposi celesti sono raffigurati intenti all’atto sessuale, come spesso accade in queste iconografie. In questa celeberrima, in particolare, Shiva è raffigurato supino, immobile, inerte (in apparenza) con Shakti che lo sovrasta facendosi penetrare dallo sposo, ma al contrario di quegli è mobile e seducente. Che cosa volevano indicare i santi maestri con questa rappresentazione? Volevano significare che la rivincita del principio femminile ha le sue radici nei cieli dello yoga? Indicare quale fosse il ruolo dello sposo nell’ambito del processo riproduttivo: una sorta di fuco che muore dopo l’accoppiamento? Che la via dell’illuminazione è una via tutta al femminile? Niente di tutto questo. L’immagine racconta di come il maschile e il femminile siano fra loro embricati (il femminile in movimento, il maschile passivo), ma soprattutto espone l’insegnamento fondamentale dello yoga.

L’impulso creativo
Uno degli aspetti più interessanti e originali dello Yoga è proprio la risoluzione corporea di concetti filosofici e mistici. Questa visione alchemica e integrata del processo di auto-realizzazione, nell’ambito di una visione tantrica, propone all’uomo una prospettiva di straordinaria apertura dove il corpo non è più visto come un limite, ma come un preciso riferimento mistico. È in questo senso che va letta l’immagine sacra: alla base della colonna vertebrale sta Shiva, immobile, in erezione. Il dio simboleggia l’impulso creativo (la coscienza che crea) e il luogo da cui esso deve nascere: la base della colonna. Sopra è Shakti che asseconda dolcemente e rende fertile e manifesta questa forza. Nella pratica e certamente qualcuno se n’è accorto, accade generalmente il contrario. La rigidità della Shakti inibisce il manifestarsi di Shiva. Shakti Vs Shiva.


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