Cordo di Videoreporter e Videomaker Giornalistico

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  • Corso
  • Roma
  • 56 ore di lezione
Descrizione


Rivolto a: Il corso si dirige quindi sia a tutti coloro che, pur avendo delle conoscenze di base del mezzo digitale, vogliano utilizzarne la tecnica per finalità prettamente giornalistiche, ma anche a tutti quei giornalisti propriamente detti,che non conoscono ancora bene il linguaggio delle immagini.

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Roma, Italia

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CORSO DI VIDEOREPORTER E VIDEOMAKER GIORNALISTICO

Docente: ERCOLE ROCCHETTI - inviato del programma televisivo "Chi l'ha visto?", documentarista, regista, giornalista e videomaker, ha lavorato molti anni con il regista Pupi Avati, il produttore di molti sui documentari su tematiche sociali girati in Italia e in paesi del Sud del Mondo, ha lavorato 3 anni per Exit, programma giornalistico di La7 condotto da Ilaria D’Amico.

INTRODUZIONE AL CORSO:
La crisi del mercato televisivo, ma prima ancora, lo sviluppo delle nuove tecnologie, hanno accelerato il processo di metamorfosi della figura professionale del video-reporter. Con questo termine mi riferisco a un determinato tipo di professionista, in grado di uscire “armato” della sua sola attrezzatura per produrre un pezzo giornalisticamente valido. Si tratta di un reporter la cui penna è il video digitale.
In Italia, programmi come Report, ma anche Rainews24, sono nati proprio con queste finalità. A livello mondiale, realtà come Current tv stanno ormai diventando un punto di riferimento.
Il problema è che ancora oggi non esiste una scuola specifica per questa professione, essendo un mestiere che si impara esclusivamente sul campo.
Tra l’altro, le doti giornalistiche di un video reporter sono quasi sempre accompagnate da una tecnica approssimativa, quasi dilettantistica, trattandosi di un giornalista a cui è stata data in mano una telecamera. Ciò ha portato nel contempo ad un sostanziale scetticismo verso queste nuove figure, da parte di alcune testate broadcast.
Inizialmente la scelte di video-maker giornalisti era dettata esclusivamente da ragioni di budget, o meglio, di non–budget; ma oggi quello del video reporter si è trasformato in un linguaggio identitario, diretto e in soggettiva, che riesce a penetrare in situazioni in cui la troupe ENG tradizionale avrebbe qualche difficoltà.

Dall'altra parte, invece, coloro che il linguaggio delle immagini lo conoscono bene, come i numerosi videomaker e filmaker usciti dalle scuole, col desiderio di lavorare nel Cinema, finiscono spessissimo per svolgere ruoli puramente tecnici in televisione o nei sempre più rari documentari. Pur vantando un’adeguata formazione professionale, sono il più delle volte lacunosi e insicuri da un punto di autoriale e giornalistico.

Il corso si dirige quindi sia a tutti coloro che, pur avendo delle conoscenze di base del mezzo digitale, vogliano utilizzarne la tecnica per finalità prettamente giornalistiche, ma anche a tutti quei giornalisti propriamente detti,che non conoscono ancora bene il linguaggio delle immagini.

Ma non solo. Il corso di Video-Reporter guarda con decisione anche al futuro del giornalismo mondiale. La rivoluzione digitale e i mezzi di ripresa leggeri stanno sempre più eliminando le differenze un tempo esistentil tra il video e il film, ma anche tra il cinema e il giornalismo. Il dilagante uso di DSLR (reflex con sensore digitale) nel cosiddetto CINEMATIC JOURNALISM o semplicemente la diffusione di IPHONE in grado di registrare video in HD, hanno aperto degli scenari ancora inimmaginabili in relazione al prodotto video-giornalistico.

PROGRAMMA DEL CORSO

1^ SESSIONE (DURATA 4 ORE)
Introduzione. Spiegazione delle finalità del corso e verso chi è diretto.

A)Evoluzione del mercato video-giornalistico in Italia e nel mondo. La televisione e il web.

B) Introduzione al linguaggio giornalistico digitale. Differenza tra troupe ENG classica e Videomaker giornalistico. Descrizione in concreto della figura del video reporter e dei mezzi di ripresa leggeri. L'uso del DSLR Filmaking. L'uso del videotelefonino applicato al Citizen Journalism.

C) La regola aurea del giornalismo anglosassone: le 5 W e 1H.

D) Il video-giornalismo in Italia e specificità del servizio giornalistico, il reportage e l'inchiesta. Differenze e coincidenze con gli altri linguaggi audiovisivi.

E) Differenze tra linguaggi: Racconto documentaristico e di fiction (la posizione della telecamera e le inquadrature nel primo e nel secondo). Concetto di rappresentazione della realtà e realtà vera e propria.

2^ SESSIONE (DURATA 4 ORE)
L’ossatura di un servizio giornalistico: Introduzione dei vari strumenti narrativi di un servizio giornalistico audiovisivo: la Vox Popoli; i Live; le Interviste; Il racconto di una “Storia” giornalistica; descrizione dei luoghi per mezzo di Suoni e Immagini.

A) L’intervista. Quando e come farla. Scelta del set nel caso di intervista “concordata”; intervista “a freddo” e intervista “rubata”. Intervista celata (“Gola Profonda”). Coperture e dettagli delle interviste a seconda delle circostanze.

B) Le situazioni “vive” (live). Quando seguirle in piano sequenza o con cambio di inquadratura ai fini del montaggio.

C) Le Vox Populi. La scelta del set e dei soggetti a cui dar voce allo scopo di creare una contrapposizione concettuale.

D) Il racconto di una “Storia” o testimonianza giornalistica. Come seguirla. Come e quando trovare un punto di riferimento narrativo o un “personaggio cardine” del servizio.

E) Le Immagini: il racconto dei luoghi; le immagini di presentazione dei personaggi, le coperture o “fegatelli".

3^ SESSIONE (DURATA 5 ORE)
Rudimenti pratici di regia e ripresa di un servizio giornalistico.

A) Le inquadrature: i campi e i piani di ripresa.

B) Angolazione e distanza di ripresa dal soggetto. Uso del teleobiettivo o della focale corta come il grandangolo. Lo zoom. L’uso del fuoco descrittivo. La Regola dei Terzi e la regola aurea. Il concetto di profondità di campo. Uso del diaframma, dell’otturatore e dei filtri ND.

C) La Regia e lo stile di ripresa. Quando e come muoversi ai fini del montaggio o del piano sequenza. Il concetto di scavalcamento di campo. Quando girare a mano o con il cavalletto. Differenza tra camera palese e riprese “rubate” (col teleobiettivo, a camera bassa e con telecamera nascosta).

D) La registrazione dell’audio a seconda delle finalità che si vogliono ottenere (in presa diretta, col “microfono super cardioide” montato sopra la camera, con il “radio-gelato” e con il radio- collarino). L’audio autorizzato e il fuori onda.

E) Qualche consiglio di postura fisica e di impostazione del diaframma (umano) per riuscire a conciliare delle buone riprese con la capacità di porre domande giornalisticamente interessanti.

4^ SESSIONE (DURATA 4 ORE)
A) Le Ricostruzioni nel video giornalismo.

B) La Docufiction.

C) Introduzione all'uso della luce nel giornalismo. L'illuminazione a tre punti. Il Taglio, il controluce e il riempimento. Illuminazione a due punti; Illuminazione chiaroscurale. Il lighting veloce e l’uso della luce per un video-reporter.

D) Le Transazioni spazio-temporali. ( es. I time lapse)

E) Conoscenza anche dei limiti del video-reporter, ai fini dell’individuazione di strategie per superarli.

F) Proiezioni.

5^SESSIONE (DURATA 5 ORE)
A) Proiezione, analisi e spiegazione di due famose inchieste e reportage giornalistici. Confronto tra diversi linguaggi utilizzati per raccontare un medesimo tema.

B) I linguaggi del giornalismo. (montaggio di continuità classico. Montaggio discontinuo e telecamera nascosta).

C) Il montaggio applicato al giornalismo.

D) La scelta della tematica: Le ricerche, Preparazione e studio dell’argomento trattato e delle eventuali “carte" a seconda della tipologia del servizio: internet; fonti giornalistiche come libri e giornali; fonti giudiziali; rapporti di associazioni politiche, sindacali e dei consumatori; atti pubblici amministrativi; atti scientifici: ricerca sul campo; fonti private.
Come verificare una fonte. Come non uniformarsi alle notizie convenzionali dei media.

E) Scelta delle Fonti. ideazione e pre-produzione “visiva” di un servizio giornalistico;
Costruzione Produttiva di un servizio giornalistico, di un reportage e di un’inchiesta.
Organizzazione del lavoro. Scelta di chi intervistare e di cosa mostrare.
Come costruire “narrativamente” un racconto per contenuti e immagini, a seconda che si tratti di un servizio giornalistico, di un reportage o di un’inchiesta.

6^ SESSIONE (DURATA 4 ORE)
Introduzione al montaggio non lineare con Final Cut Studio Pro ( I Parte)

7^ SESSIONE (DURATA 4 ORE)
Introduzione al montaggio non lineare con Final Cut Studio Pro ( II Parte)

8^ SESSIONE (DURATA 8 ORE)
Workshop PRATICO di un reportage ( I Parte). Tematica Ambientale e Sociale.

A) Riprese .Organizzazione del lavoro sul campo tra contenuti e immagini
I tempi di lavoro.
B) Ideazione, Produzione.
Individuazione del proprio punto di vista e dell’obiettivo da perseguire iniziale.
Come riuscire a suffragare e conciliare la propria tesi giornalistica con la realtà effettiva.

9^ SESSIONE (DURATA 6 ORE)
Workshop PRATICO di un reportage ( II Parte):

A) acquisizione del girato; acquisizione di eventuale materiale esterno, da Youtube, d’archivio, documenti pubblici, ecc..

B) Scalettatura e analisi del girato.

L’acquisizione del materiale effettivamente girato e la scrematura dello stesso attraverso la selezione di interviste, live, immagini, intro giornalistiche e documenti.

C) Individuazione del proprio punto di vista giornalistico e dell’obiettivo da raggiungere, risultante da quello che si è effettivamente girato e la tesi iniziale.

D) Scrittura e incisione dell’eventuale “Speech”.

E) Assemblaggio di tutto il materiale;

10^ SESSIONE (DURATA 4 ORE)
A) Scrittura e incisione del testo. Quando mettere le parole al servizio delle immagini e viceversa. Quando le immagini diventano contenuto.

B) L'idea chiave nel servizio giornalistico e la sceneggiatura di un servizio giornalistico.

C) La scrittura del servizio giornalistico e vari criteri di scelta.

1) Prima del montaggo.

2) Dopo il pre-montaggio.

11^ SESSIONE ( DURATA 6 ORE)
Workshop pratico di un reportage (III parte):

A) Introduzione al montaggio. Montaggio definitivo dello Speech insieme ad immagini, interviste, “vivi”, dati, documenti, musiche e suoni.

B) Considerazioni finali e le regole di deontologia giornalistica.

***SI SPECIFICA CHE DURANTEIL CORSO SARANNO FORNITE CIRCA 250 PAGINE DI DISPENSE SCRITTE DALL'AUTORE DEL CORSO.


Info e contatti
Date: a partire da Ottobre 2011
Orari: da definire
Sede: Roma (aula da definire)
Costo: € 900,00 + iva


(*) l’erogazione del corso è subordinata all’adesione di un numero minimo di 20 corsisti.


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