Crediti ECM Scuola di Medicina Funzionale: Formazione in Medicina Funzionale e Catene Causali

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  • Corso post laurea
  • Torrette di ancona
  • Durata:
    6 Giorni
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Torrette di Ancona
via flaminia, 220, 60100, Ancona, Italia
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Programma

ANCONA 8 - 9 maggio 22 - 23 maggio 5 - 6 giugno 2010

1° SESSIONE Omeodinamica e complessità del tessuto connettivo. Proprietà essenziali dei sistemi dinamici e comunicazione biologica. Modello di sistema omeodinamico e modelli di reti dinamiche. Complessità delle malattie.

Principi fondamentali di Medicina Funzionale. Concetto di salute e malattia. Definizione di focolaio, campo perturbante e perturbato. Chiavi di lettura in Medicina Tradizionale Cinese. Catene Causali come strumento d’interpretazione diagnostica. Diagnostica clinica secondo la repertorizzazione dei sintomi e segni.

2° SESSIONE Principi fondamentali, meccanismi d’azione ed applicazioni cliniche in Fitoterapia ed Omotossicologia per l’approccio alla patologia acuta. Utilizzo clinico della terapia di drenaggio emuntoriale e connettivale intra ed extra cellulare. Fondamenti di Omeopatia di Risonanza e detossificazione cellulare. Basi metodologiche per l’approccio alla patologia cronica. Terapia applicata alle Catene Causali. Casi clinici.

3° SESSIONE ATM e principi di posturologia. Test muscolare. Presupposti scientifici e presentazione di metodiche bioelettroniche. Malattia paradontale secondo l’ottica della Medicina Funzionale. Definizione ed impiego del metodo terapeutico ORO (Omeopatico di Risonanza nelle Osi). Terapie riassuntive applicate alle principali patologie croniche.

Ulteriori informazioni sui contenuti:

La CATENA CAUSALE è il Metodo adottato dal dr. H. Schimmel per leggere la patologia.

È una schematizzazione di patogenesi secondo i suggerimenti della Medicina Clinica, Medicina Europea, Biofisica, Medicina Tradizionale Cinese.

Analizza tutti i sintomi e problemi di salute che il malato presenta anche quando apparentemente non sono correlati tra loro.

Poiché la salute è un equilibrio armonico e dinamico dei sistemi omeodinamici, vanno presi in considerazione tutti i distretti dell’organismo: organo, apparato, sistema e funzione che sono correlati tra loro e continuamente si scambiano informazioni di tipo biochimico-recettoriale e fisico.

Ogni organo, apparato, sistema e funzione comunica attraverso:

  • sistemi di collegamento quali ormoni, neurotrasmettitori, linfochine e citochine, meridiani di agopuntura ecc...
  • tessuti di collegamento quali sistema linfatico, sangue, sistema nervoso e matrice del tessuto connettivo.

Quando una NOXA patogena, quale virus, batterio, metallo pesante, agente chimico, radiazione, catabolita tossico, emozione, ecc. colpisce un distretto crea una modificazione che altera l’equilibrio del distretto e quello degli altri che tentano di mantenere comunque l’equilibrio generale.

Si stabiliscono meccanismi di compenso che cercano di eliminare o tamponare il carico “tossico-irritativo” dell’organo che ha subito per primo il danno. Si ha una vicariazione funzionale tanto maggiore quanto l’organo vicariante sarà in buon compenso metabolico- funzionale.

La CATENA CAUSALE ha il nome dell’organo considerato come fonte primaria di malattia.

La CATENA CAUSALE analizza le ripercussioni dell’alterata funzione dell’organo primario su altri organi ed apparati secondari.

La CATENA CAUSALE permette di capire da dove è realmente partito il problema di salute in modo da risolvere completamente il quadro clinico del paziente.

L’OMEOPATIA DI RISONANZA si basa sulla capacità che alcuni rimedi omeopatici hanno, a ben determinate diluizioni ed in specifiche associazioni, di far entrare in vibrazione strutture cellulari specifiche o microrganismi, in modo tale che i tessuti malati attuino un meccanismo di detossificazione ed i tessuti sani emettano un’elevata quantità di fotoni.

La Risonanza è un fenomeno fisico in base al quale una struttura o un sistema che entra in contatto con una vibrazione ondulatoria, pari alla frequenza di vibrazione propria del sistema, risponde con un’ondulazione di lunghezza d’onda uguale ma con un’ampiezza maggiore.

L’Omeopatia di Risonanza si inserisce in questo contesto grazie agli studi eseguiti dal Dott. H. Schimmel negli anni 1992/1993 il quale teorizzò che:
“...singoli rimedi omeopatici potevano avere delle relazioni di risonanza con strutture di organi, cellule, strutture cellulari e microrganismi”.

Egli mise in relazione di risonanza le strutture cellulari sane con singole potenze decimali.
Poiché l’effetto della risonanza avviene per la presenza di una componente ondulatoria, si dovette andare a ricercare quale fosse questa componente.
Le indicazioni ci sono fornite dagli studi di H. Frohlich ed altri sulla membrana cellulare e sui biofotoni.

Studi più recenti sono quelli condotti dal Dr. Popp e coll. (F. A. Popp “Nuovi orizzonti di medicina - La teoria dei biofotoni”, IPSA Editore 1985) che confermano l’esistenza di una radiazione fotonica di intensità ultradebole (che si manifesta in tutti gli organismi viventi e la sua rilevanza sembra aumentare con il grado di evoluzione degli organismi stessi) ma dalla coerenza elevatissima ed è questa che dà la specificità del messaggio. Questi quanti ottici, espressi dai sistemi biologici, vengono chiamati da Popp BIOFOTONI.

Le BIOINFORMAZIONI, o biofotoni coerenti, hanno bisogno di un mezzo dove muoversi: la Matrice, un sistema a tre stadi (solido, fluido e di contatto con le membrane cellulari) ognuno composto da collagene, proteoglicani, fibre elastiche, fibre terminali nervose, glicoproteine strutturali, liquido interstiziale. I componenti connettivali e cellulari e l’acqua collaborano alla trasmissione della bio-informazione. I sistemi biologici, infatti, sono caratterizzati da un’enorme quantità di messaggi cellula-a-cellula o organo-a-organo, sia chimici che fisici, diretti ad ottenere regolazioni omeostatiche in relazione a stimoli esogeni e/o endogeni che possono condurre all’entropia.
I biofotoni sono un importante e velocissimo sistema informativo intra- ed extra-cellulare.
La matrice è il luogo preferito dove si possono incontrare tutti i tipi di “messaggi interni”e dove possono esservi i primi e più importanti contatti con unità esogene (teoria della regolazione di base). La totalità di tutti questi “messaggi” costituisce la cosiddetta “bio-informazione”.

I matrisoma sono la struttura connettivale, costruita come piccole reti arrotolate con dimensioni frattali, attraverso la quale i biofotoni verrebbero scagliati nel mezzo verso i loro obiettivi precisi.

L’emissione coerente di biofotoni è direttamente proporzionale al grado di “salute” di un tessuto: i tessuti che presentano patologie in atto hanno infatti una scarsa emissione di biofotoni sia per la riduzione o l’alterazione della loro funzione metabolica, sia per il blocco del passaggio dei fotoni stessi attraverso un mesenchima alterato.
I biofotoni, emissione sincrona e coerente, hanno, come risonatore chiave all’interno della cellula, la catena del DNA.

Una funzione dell’Omeopatia di Risonanza è probabilmente quella di stimolare la liberazione di molti fotoni, da parte di tessuti sani, per riequilibrare lo scompenso energetico dei tessuti malati.


L’Omeopatia di Risonanza agisce interagendo con organi sani e, a livello dei tessuti ammalati, farebbe vibrare di più le membrane cellulari aiutandole ad eliminare le tossine o i microrganismi posti sulla membrana od all’interno di essa.

Il termine MEDICINA FUNZIONALE è recente, essendo stato proposto nel 1987 dal dott. H. Schimmel, ma con esso ci si riferisce a tutto il bagaglio medico accumulato a partire dagli inizi del ‘900 ed utilizzato con una visione “integrata” di salute e di malattia, prendendo cioè sempre in considerazione l’organismo intero come unità funzionale anche per comprendere processi patologici localizzati.

La Medicina Funzionale, essendo una lettura dell’organismo nella sua interezza, è una concezione innovativa di salute e malattia con un suo proprio corpus teorico e metodologico ed una sua caratteristica strategia terapeutica.

Il termine funzionale significa “che riguarda la funzione di un organo o di un sistema” e non dice nulla sulle caratteristiche “morfologiche” dell’organo o del sistema considerato.

Il termine disturbo funzionale pertanto può essere applicato sia in presenza che in assenza di danni o compromissioni organiche. Pensare che “disturbo funzionale” implichi assenza di lesione organica rilevabile è di per se stesso improprio, così come è di per se scorretto pensare che una lesione organica debba per forza dare alterazione funzionale. Infatti vi sono alterazioni della funzione di un organo cui non corrispondono alterazioni morfologiche rilevabili e, al contrario, esistono quadri di marcate alterazioni morfologiche d’organo cui non corrispondono apparenti alterazioni della funzionalità.

Lo studio della Medicina Funzionale può, quindi, aiutare a recuperare delle intuizioni sulle quali lavorare per un più rapido progresso della Medicina in senso completo.

L’intuizione della Medicina Funzionale può essere riassunta dalle parole di Pischinger del 1983:“essenzialmente il concetto di cellula è un’astrazione morfologica. Considerato dal punto di vista biologico, non può essere accettato senza l’ambiente vitale della cellula”.

Pertanto la visione che la Medicina Funzionale propone è di biologia dinamica e sistemica, rielaborazione moderna della vecchia “medicina umorale”, in contrapposizione alla visione statica della teoria della cellula di Virchow e a quella della medicina morfologica correntemente adottata.
Il soffermarsi sullo studio delle variazioni omeostatiche del microambiente extracellulare spiega perché tali teorie si siano rapidamente diffuse nel mondo omeopatico (attento agli effetti sui sistemi biologici di microvariazioni dei sistemi omeostatici).

La Medicina Funzionale accoglie l’esigenza etica di una medicina a dimensione umana che sappia ascoltare e comprendere oltre che riparare e guarire dall’esterno.
Essa si riconosce nelle linee-guida tracciate da Carrel nel 1937 nel libro “L’uomo questo sconosciuto”.

Le manifestazioni della malattia dipendono essenzialmente dal tipo di risposta dell’ospite e, quindi, uno stesso stato di sollecitazione può causare differenti risposte: nessuna malattia in un soggetto ed una gravissima in un altro.

Le noxae possono determinare disturbi funzionali:
IPERREATTIVITA’ O DISREGOLAZIONE -› INFIAMMAZIONE ACUTA O CRONICA -› DANNO CELLULARE -› NECROSI O MORTE CELLULARE -› DEGENERAZIONE O TRASFORMAZIONE.

Nella prospettiva della Medicina Funzionale acquista particolare rilevanza l’eziologia tossica.

Ciascuna tossina dimostra di avere affinità diverse per i vari tessuti e organi dell’organismo.

In base alle caratteristiche biochimiche o alle evidenze clinico-epidemiologiche, possiamo fornire il seguente schema di tropismo d’organo dei vari tossici:

PANCREAS -› pesticidi- insetticidi, alcool, glutammato, ecc.
FEGATO - CANALI BILIARI -› endotossine (E. Coli, Salmonella), micotossine, tossici lipofili, alcool, farmaci, ecc.
RENE -› metalli pesanti (mercurio, piombo, cadmio), farmaci, ecc.
COLON -› metalli pesanti (mercurio), micotossine, tossine alimentari, ecc.
S.N.C. -› metalli pesanti, campi elettromagnetici, radiazioni, farmaci, glutammato, solventi, droghe, ecc.
MIDOLLO OSSEO -› solventi, citostatici, farmaci, radiazioni ecc.

Ricordiamo che la diagnosi biochimica delle tossicosi croniche viene eseguita su sangue, siero, liquor, tessuti ma, se la tossina ha già raggiunto il DNA cellulare, non è più possibile evidenziarla chimicamente.


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