Corso di Taijiquan (tai chi)

Centroriente
A Torino

330 
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Informazione importanti

  • Corso
  • Livello base
  • Torino
  • 40 ore di lezione
  • Durata:
    8 Mesi
Descrizione

Obiettivo del corso: E'un validissimo strumento di prevenzione e di cura ampiamente riconosciuto dalla medicina cinese contro la decadenza fisica e mentale. E' una disciplina molto versatile: può essere praticata come un'arte marziale estremamente nobile, oppure come una ginnastica curativa e preventiva alla portata anche degli anziani, per cui è praticata da persone di tutte le età e in tutti gli ambienti.
Rivolto a: Tutti coloro che vogliono migliorare agilità, lucidità, prontezza, serenità, equilibrio e ottenere una buona forma psicofisica.

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Sedi

Dove e quando

Inizio Luogo
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Torino
Corso Cadore, 27/E 10153 Torino, 10153, Torino, Italia
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· Requisiti

Non sono richiesti particolari requisiti.

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Sequenza di base
Miglioramento della salute

Professori

LIANG Jianquan
LIANG Jianquan
Maestro di taijiquan

Liang Jianquan è nato a Canton nel 1959. Comincia a studiare arti marziali a 9 anni presso la Wushu Association di Canton. A 20 anni si innamora degli stili interni, cominciando lo studio del taijiquan stile yang e dedicandosi dopo alcuni anni anche allo stile chen. Ha avuto come maestri nello stile yang un figlio di Yang Chengfu, nel chen Lei Muni, allievo del famoso Chen Fake. Per parecchi anni ha praticato il taijiquan a livello agonistico; nel 1985 gli è stato assegnato il titolo di "Istruttore Eccellente" nella Città di Canton. E’ in Italia da 10 anni.

Programma

Cosa è il Taijiquan?

<< Spesso mi chiedono: "Ma che cosa è esattamente il taijiquan?". Alcuni lo praticano perché è arte marziale, altri lo praticano proprio perché non lo è. A mio modesto parere è proprio questa contraddizione la ragione del suo fascino e della sua vitalità. Insistere su un aspetto o sull’altro vuol dire non tenere in considerazione la storia e lo sviluppo del taijiquan. Ma più importante ancora è non tenere in considerazione la sua dinamica che è tutta basata sulle contraddizioni.

Mi viene da pensare alla contraddizione feconda tra lo yin e lo yang che è la causa e, al tempo stesso, la conseguenza delle diecimila cose della vita.

Il taijiquan è il frutto delle contraddizioni tra la durezza e la morbidezza, tra la visione globale e la visione del particolare, tra la continuità nel tempo dilatato e la totalità in un istante, tra il pieno e il vuoto, ecc. Da questo gioco delle contraddizioni nascono quelle caratteristiche della dinamica delle "figure", ad esempio: il principio della immediata alternanza, l’appoggio vero e finto dei piedi, la focalizzazione e il moto a spirale delle forze, il costante coinvolgimento del torace e dell’addome nel respiro, la scioltezza delle spalle e la forza gravitazionale dei gomiti, la sintesi della "figura" nella decisione dello sguardo, la distinzione delle otto forze e così via.

Sono dinamiche recuperate da un ramo delle antiche arti marziali noto come Neijiaquan, cioè stile interno o tecniche di combattimento basate sulla convinzione interiore più che sulla concentrazione esteriore, sul dominio di sé più che sulle sollecitazioni delle proprie forze, sulla forza nascosta nella morbidezza più che sulla potenza evidenziata nei colpi, sulle curve neutralizzanti più che sulla rigidità devastante, sull’altra persona come soggetto dell’incontro più che sull’altro come oggetto dello scontro. Come si vede, c’è più coltivazione "interiore" attraverso il corpo che costruzione del corpo attraverso volontà forzata.

Se ciò è un’arte marziale, il suo modo lento e calmo dell’allenamento è soprattutto un ottimo metodo di yangsheng, ovvero "nutrire la vita", cioè un insieme di metodologie per prolungare la vita o per migliorare la sua qualità. Questo consiste nel miglioramento delle strutture (come i legamenti, le articolazioni, i fasci muscolari ecc.) e delle funzioni (come la circolazione, la digestione, il metabolismo, la respirazione ecc.) e contemporaneamente (perché no?) anche un miglioramento dell’equilibrio della freschezza mentale.

È riduttivo, quindi, vedere il taijiquan come una pura arte marziale o come una semplice ginnastica danzata con tanti cerchi e tante curve liberamente fantasiose.

È forse divertente, ma non è utile, se non si comprende l’importanza delle contraddizioni. D’altra parte, il nome stesso è una contraddizione: taiji è un concetto cosmico-filosofico che richiama l’idea di pace, di armonia e di vita; mentre quan sta per "pugno" cioè potenza e violenza. Anche la storia del suo sviluppo è una contraddizione: da quell’arte marziale nobile, difficilissima e riservata a pochissimi ad una disciplina della salute per chiunque, anche per i malati. Quindi, anche i praticanti stessi sono una contraddizione, ma una contraddizione che va vista necessariamente nell’ottica costruttiva della fecondità tra lo yin e lo yang - cioè l’incontro delle diversità - e nell’ottica positiva della libertà dell’uomo. ..>>

da "Frammenti d'Oriente, settembre 1998":

Mercoledì 6 ottobre 2010, ore 20.30, c/o c/o Centroriente-La Gru Bianca, Corso Cadore 27/E (interno cortile), Torino.

Programma: stile yang, forma 24 (principianti)
Venerdì 22 gennaio 2016 (termine a ottobre 2016, con pausa estiva)

Orario
Venerdì 19.30-21 (La Gru Bianca, Yang 24)

Numero partecipanti Min. 8
Max. 15

Costo
Pagamento per intero all’iscrizione: € 330 + €30 di iscrizione Pagamento rateale: € 360 (€ 65 + 45x 7) + €30 di iscrizione


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