Il ruolo della comunicazione e del pluralismo nel rapporto tra Europa e mondo islamico

UNIVERSITÀ DELLA SVIZZERA ITALIANA
A Mendrisio (Svizzera)

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  • Mendrisio (Svizzera)
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Descrizione Le otto lecture svilupperanno – nell’arco di 16 ore – una riflessione di natura filosofico-politica sul tema del pluralismo culturale e della tolleranza nel mondo di oggi, prestando attenzione alla relazione tra le due sponde del Mediterraneo ed esaminando il rapporto tra politica e scambi di idee, tra Stato e libertà individuale, fede e istituzioni pubbliche. Uno degli obiettivi delle lecture è quello di sottolineare come, soprattutto nel corso degli ultimi due secoli, temi teorici e controversie sociali che erano propri della storia europea abbiano incontrato logiche e culture assai lontane, dando vita a situazioni inedite e come la comunicazione abbia avuto un ruolo fondamentale nelle relazioni tra Europa e i Paesi musulmani più vicini, sia del Nord Africa che del Medio Oriente.

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Mendrisio
Tessin, Svizzera
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Le otto lecture svilupperanno – nell’arco di 16 ore – una riflessione di natura filosofico-politica sul tema del pluralismo culturale e della tolleranza nel mondo di oggi, prestando attenzione alla relazione tra le due sponde del Mediterraneo ed esaminando il rapporto tra politica e scambi di idee, tra Stato e libertà individuale, fede e istituzioni pubbliche. Uno degli obiettivi delle lecture è quello di sottolineare come, soprattutto nel corso degli ultimi due secoli, temi teorici e controversie sociali che erano propri della storia europea abbiano incontrato logiche e culture assai lontane, dando vita a situazioni inedite e come la comunicazione abbia avuto un ruolo fondamentale nelle relazioni tra Europa e i Paesi musulmani più vicini, sia del Nord Africa che del Medio Oriente.

Contenuti

I dibattiti che hanno luogo nei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo utilizzano ben precisi lessici. Una riflessione filosofico-politica può utilmente integrare l’analisi dei diversi sistemi mediatici se aiuta a chiarire i concetti cruciali del confronto pubblico e degli ordinamenti giuridici, oltre che se riflette sulle condizioni istituzionali (a partire dall’assetto proprietario) che regolano il sistema dei media e di conseguenza l’elaborazione di un’opinione pubblica. Più in generale, talune tensioni proprie del mondo arabo-musulmano possono essere meglio comprese grazie allo studio di categorie proprie della tradizione occidentale (laicità, tolleranza, modernizzazione, ecc.) e, al tempo stesso, evidenziando come in quei contesti non europei ogni tema sia stato riformulato alla luce di specifiche esigenze e ben precisi assetti sociali e di potere.

La comunicazione implica sempre il ricorso di una terminologia, la quale sottende dibattiti spesso aspri che esigono di essere tematizzati. Basti pensare a una nozione per molti aspetti ambigua come è quella di “Stato”, emersa in Europa alla fine del Medioevo e in seguito impostasi ovunque in virtù di una serie di contaminazioni e adattamenti. Fuori dalla sua sede naturale, insomma, lo Stato sovrano e nazionale della modernità europea conosce declinazioni molto diverse, che possono essere meglio intese grazie una riflessione che colga quanto esso resti europeo e quanto invece non lo sia nel momento in cui esso è ripensato entro contesti culturali e istituzionali molto diversi. Ma analogo discorso può essere fatto per concetti come “libertà” o “democrazia”.

Prima di riflettere su come taluni dibattiti europei sono stati ripresi e riformulati in altro contesto, è allora cruciale che il mondo di tradizione europea sappia guardare dentro di sé: sapendo cogliere i propri punti di forza e anche le proprie debolezze.

Larga parte dei fenomeni mediatici, culturali e politici della sponda Sud del Mediterraneo – compreso il fondamentalismo islamico – sono d’altra parte difficilmente comprensibili senza uno studio delle categorie principali che la storia istituzionale e la filosofia politica occidentale hanno elaborato lungo i secoli. Anche i fenomeni più apertamente anti-occidentali sono spesso la deformazione di temi ed esperienze di matrice europea, oltre che una reazione a progetti di “modernizzazione” elitaria condotti da gruppi dirigenti formatisi nelle capitali d’Europa. Questa riflessione è particolarmente importante se si vuole agire in favore di una crescita delle società arabo-islamiche e se si vogliono rafforzare le relazioni economiche e culturali tra i Paesi europei e quelle società.

In tal senso è importante cogliere come il Mediterraneo sia uno spazio che unisce e contrappone al tempo stesso la tradizione dell’Europa e società di altra natura. In un mondo in cui tutto tende per certi aspetti a essere più o meno imperfettamente occidentale, questa frontiera tra universi differenti è utile a capire il persistere di distanze importanti e anche a cogliere la dimensione europea nella sua specificità.

Per chi si trova in Europa, collocarsi su quella frontiera che è il Mediterraneo significa prendere atto delle distanze e delle loro implicazioni, sforzandosi d’intendere la peculiarità delle culture che contraddistinguono l’Africa settentrionale e il Medio Oriente. Ma questa posizione deve anche obbligare a indagare meglio la stessa Europa e le sue radici, nella consapevolezza – in particolare – che ogni riflessione sui diritti individuali non possa prescindere da una valorizzazione di esperienze e riflessioni che sono propri della nostra storia.

I temi delle otto lecture

  • Teoria della tolleranza: origini, natura e ambiguità del pluralismo occidentale
  • Il linguaggio dei diritti umani tra universalismo ed eurocentrismo (I)
  • Il linguaggio dei diritti umani tra universalismo ed eurocentrismo (II)
  • Esportare la democrazia? Società occidentale e regimi autoritari
  • Opinione pubblica, media e libertà individuale nelle società contemporanee
  • “Je suis Charlie”: lo sguardo europeo e quello arabo-islamico
  • L’Occidente di fronte all’integrazione: modelli a confronto
  • Costruire il dialogo: lontani dal dogmatismo, lontani dal relativismo

Modalità d’esame

Da definire


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