Ingegneria per l'ambiente e il territorio

Università degli Studi di Udine
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  • Laurea
  • Udine
Descrizione

Dipartimento di riferimento del corso di studio: Dipartimento Politecnico di Ingegneria e Architettura

L’offerta didattica dell'Università di Udine si distingue per i suoi corsi legati allo sviluppo della società e delle nuove professioni. L’ateneo di Udine offre, inoltre, la Scuola Superiore, istituto d’eccellenza per il conseguimento della laurea magistrale, cui accedono per concorso i migliori studenti italiani e stranieri.

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Udine
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Ambiente e territorio
Ingegneria ambiente e territorio
Ingegneria per l'Ambiente e il Territorio

Programma

Dipartimento di riferimento del corso di studio: Dipartimento Politecnico di Ingegneria e Architettura

Obiettivi formativi

Il Corso di Laurea in Ingegneria per l'Ambiente e il Territorio ha l'obiettivo di assicurare allo studente un'adeguata padronanza dei metodi e delle specifiche conoscenze professionali indispensabili per affrontare i principali problemi ambientali dovuti ai processi naturali catastrofici e alle complesse interazioni tra le varie attività antropiche inclusa la progettazione di strutture e grandi opere ed il territorio, riconducibili alle componenti fondamentali del sistema aria-acqua-sottosuolo. Un simile obiettivo presuppone l'acquisizione delle basi teoriche, dei principi generali e delle diverse metodologie che possono venire utilmente impiegati nell'analisi dei diversi tipi di processi naturali calamitosi e nella valutazione dell'interazione tra opera in progetto e ambiente. Per questa ragione particolare attenzione è dedicata all'apprendimento delle tecniche di modellazione numerica utilizzate per la ricostruzione dei possibili scenari di rischio ambientale, per la simulazione di eventi distruttivi (inondazioni, frane, terremoti, ecc.) e per la riproduzione delle complesse interazioni struttura-ambiente (interventi di stabilizzazione dei versanti, opere in galleria, interventi strutturali in aree ad elevata vulnerabilità idrogeologica, interventi in alveo, casse di espansione, progettazione dei siti adibiti a discarica, caratterizzazione dei siti inquinati, ecc.).

La particolare connotazione ambientale di questo indirizzo dell'ingegneria presuppone una conoscenza molto approfondita dei materiali solidi che costituiscono il sottosuolo (geomateriali), siano essi terreni o ammassi rocciosi, e della loro interazione con le acque superficiali e con i fluidi circolanti al loro interno. La forte specializzazione ambientale è assicurata dall'acquisizione di competenze specifiche nel settore idraulico e geotecnico, le quali forniscono al futuro ingegnere una solida preparazione di base sui principali processi naturali che hanno una forte interazione con le attività umane e con le varie opere di ingegneria in progetto o già realizzate sul territorio. I principali processi ambientali vengono trattati sia dal punto di vista descrittivo-fisico che da quello sperimentale e analitico, evidenziando le ipotesi e le assunzioni introdotte nella trattazione matematica e nella modellazione numerica. Il futuro ingegnere ambientale dovrà avere ben chiare le ipotesi di base assunte nei vari modelli di calcolo in modo da poter sempre valutare in maniera critica la loro adeguatezza nella trattazione dello specifico problema ambientale.

Un approccio costantemente multi-disciplinare, favorito da frequenti richiami e riferimenti tra le varie materie trattate, permette allo studente di assimilare il principio fondamentale della complessità del sistema ambientale e della mutua interazione tra le varie componenti che sono sempre presenti nei problemi ambientali reali (aria-acqua-sottosuolo). Inoltre la marcata caratterizzazione idraulico-geotecnica del corso di studi consente di raggiungere un buon livello di approfondimento su specifiche tematiche ambientali molto attuali e assai importanti per il territorio italiano quali i processi gravitativi di versante, quelli fluviali e costieri ed i processi di circolazione delle acque nel sottosuolo. Molti di questi aspetti sono oggetto di una specifica attività di analisi e di progettazione ambientale messa in atto da parte di tutte le regioni italiane per l'individuazione delle aree esposte a rischio di frana e a rischio idraulico come previsto dalla recente normativa nazionale per la riduzione del dissesto idrogeologico (Decreto-Legge 12 novembre 1996 noto come Decreto Sarno, Legge n.677 del 31 dicembre 1996, Decreto Ministeriale dei Lavori Pubblici del 14 febbraio 1997).

Sbocchi professionali • Ingegnere progettista in campo idraulico-geotecnico:

– progettazione di opere idrauliche;

– progettazione di sistemi acquedottistici;

– progettazione delle opere di sbarramento, delle opere di presa e delle opere di captazione dei sistemi fluviali;

– progettazione di infrastrutture marittime e/o costiere;

– progettazione degli interventi di stabilizzazione dei versanti e degli interventi di protezione dalle frane di crollo. 

• Ingegnere progettista in campo ambientale:

– progettazione degli interventi di ingegneria naturalistica;

– progettazione dei siti adibiti a discarica, progettazione degli interventi per la caratterizzazione dei siti inquinati;

– progettazione degli interventi di ripristino ambientale e di messa in sicurezza dei siti interessati da attività estrattiva;

– progettazione dei sistemi di monitoraggio ambientale.

• Ingegnere progettista in campo topografico:

– progettazione dei sistemi di monitoraggio di piene e frane;

– progettazione di specifici sistemi informativi territoriali e ambientali. 

Competenze associate alla funzione:

• messa in sicurezza dei versanti, degli alvei e dei bacini montani;

• realizzazione delle reti urbane di distribuzione dell’acqua;

• protezione dei litorali;

• messa in sicurezza dei siti interessati da attività estrattiva;

• caratterizzazione dei siti inquinati;

• controllo dei processi di inquinamento;

• controllo di processi naturali critici;

• analisi e gestione dei principali rischi ambientali naturali (idraulico, di frana, sismico);

• monitoraggio in tema di protezione idraulica e di salvaguardia delle falde dall’inquinamento chimico. 

Ulteriori sbocchi professionali:

• progettista libero professionista o dipendente nell’ambito di società e studi tecnici di ingegneria specializzati;

• funzionario tecnico presso enti pubblici che istituzionalmente si occupano di ambiente e pianificazione (servizi regionali, provinciali e comunali dell’Ambiente, dell’Idraulica e della Pianificazione Territoriale);

• funzionario tecnico presso enti pubblici che istituzionalmente si occupano di progettazione delle grandi infrastrutture (servizi dei Lavori Pubblici);

• funzionario tecnico presso enti pubblici che istituzionalmente si occupano di progettazione delle opere e degli interventi per la messa in sicurezza del territorio (servizi tecnici della Protezione Civile).

 

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