Corso intensivo di Yoga Sciamanico

Nonterapia
A Lenno e Milano

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Descrizione

Obiettivo del corso: All'insegnamento di tecniche psico-corporee di straordinaria efficacia.
Rivolto a: Si rivolge a tutti, insegnanti di yoga e principianti. Costituisce un'esperienza unica di immersione nella filosofia e nella pratica,un tuffo nella bellezza dello yoga nei suoi molti aspetti, in particolare nada yoga, pranayama, kriya yoga, kundalini yoga, yoga tibetano e yoga sciamanico. In particolare anche a psicoterapeuti.

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Sedi

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Lenno
Abbazia dell'Acquafredda, via dell'Acquafredda 16, Como, Italia
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Milano
Via Gaggia 3, Milano, Italia
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Programma

Il Programma del Corso 333333;">(indicativo – può variare)

Primo giorno – mattina dedicata al mantra yoga, che è un aspetto del nada yoga, lo yoga del suono.

L’iniziazione a mantra tantrici è uno straordinario momento, un “rito di passaggio” che ci apre a possibilità prima sconosciute. Il suono, nato dal vuoto, è il frutto di un pensiero che fa vibrare il Nulla e, propagandosi, crea lo spazio. Il nada yoga è una delle scienze più antiche che utilizza le vibrazioni sonore al fine di giungere alla conoscenza e alla realizzazione del Sé. Si tratta di una dottrina del suono interiore documentata già nelle Upanishad – scritte fra il XIV e XV secolo – ancora oggi insegnata in molte scuole hindu.

A cosa serve.

Inconsapevolmente, fin da bambini, tendiamo a modulare la nostra voce in modo da interagire con le vibrazioni della voce delle persone che amiamo: a volte per imitazione, altre per contrapposizione. Inoltre, i traumi emotivi modificano il timbro della voce agendo direttamente sull’involucro sottile (nadi e chakra) e su quello grossolano (muscoli e tessuti). È con la nostra voce che noi parliamo a noi stessi. Le parti più profonde di noi recepiscono non tanto il messaggio razionale, quanto quello vibrazionale. Nella trasformazione della vibrazione della voce c’è la liberazione dagli obblighi d’amore che ci legano ai personaggi più importanti del nostro passato e il superamento dei traumi emotivi che condizionano il nostro comportamento. Le vibrazioni della nostra voce attraversano lo spazio plasmando gli eventi. Da ciò possiamo comprendere quanto sia importante emettere vibrazioni in sintonia con il nostro essere profondo, per fare ciò dobbiamo apprendere a liberare il nostro suono più autentico. Il Nada Yoga conduce a questo scopo.

Primo giorno – pomeriggio dedicato al nada yoga

Impariamo a conoscere la vibrazione del nostro suono attraverso il nada yoga per comprendere noi stessi, il nostro passato, le nostre abitudini, attraverso la nostra voce. Non esiste una comunicazione efficace uguale per tutti: il nada yoga fa sì che ciascuno possa trovare il proprio modo più efficace di comunicare.

Impariamo a liberaci dall’ansia delle risposte attraverso la capacità di “stare nel suono del corpo”.

A cosa serve

Trasformando la vibrazione della propria voce, molte persone sono state liberate dai circuiti della coazione a ripetere e hanno sostanzialmente raggiunto obiettivi che prima parevano inaccessibili”. È assolutamente straordinario come il lavoro sulla voce consenta di risolvere le obiezioni emotive al successo e permetta il conseguimento degli obiettivi. C’è da stupirsi nel constatare i risultati fantastici che certe pratiche antiche, semplici e dirette, permettono di raggiungere.

Secondo giorno - mattina è dedicata al kriya yoga

La parola kriya significa letteralmente “processo” o “procedimento”, per kriya si intendono particolari procedimenti che comportano l’utilizzo di asana (posture), pranayama (controllo del respiro, mudra, gesti psichici e visualizzazioni al fine di agire sull’energia latente nell’organismo (kundalini) e sui centri energetici del corpo (chakra). Dal manduki kriya al venus kriya, in questa giornata vedremo i più potenti procedimenti del kriya yoga.

A cosa serve.

Conoscerai un altro te stesso; la tua dimensione energetica, sottile, come curarla, guarirla, potenziarla. Ti sentirai più rilassato maggiormente a tuo agio con te stesso.

Secondo giorno – pomeriggio dedicato al kundalini yoga

Si lavora con attenzione consapevole sui chakra (i centri energetici) attraverso l’utilizzo di kriya.

A cosa serve.

Mediante il graduale e sicuro risveglio del serpente (kundalini) beneficerai di una elevazione del tuo stato di coscienza, di una migliore condizione fisica ed energetica e di una espansione dell’attenzione consapevole. La tua vita verrà trasformata in un’esperienza di felicità, salute e armonia, grazie alla progressiva capacità di trasvalutazione di cui entrerai in possesso che ti renderà capace di vivere ogni ostacolo come un’opportunità.

Terzo giorno – mattina dedicata allo yoga del corpo illusorio e allo yoga del calore.

I principi di questi yoga antichi e selvaggi, la cui pratica giunge a noi grazie alle splendide figure di tre grandi yogin, Naropa, Marpa e Milarepa, insegnano come riassorbire la cosiddetta “realtà esterna” in un “mandala interno” o “segreto” e, quindi, come risvegliare le energie capaci di avere effetto su tale mandala. Queste energie sono dette “calore psichico”, conosciuto come Tumo in India e Dumo in Tibet. Attraverso particolari tecniche di respirazione, posture corporee e mudra, “gesti psichici” il calore psichico viene risvegliato e direzionato. Ma la pratica corporeo-energetica di per sé non basta allo scopo, ecco perché, nello yoga sciamanico, alla “esperienza figlio” si unisce “l’esperienza madre”, ovvero la pratica visionaria che cattura, domina e guida i samskara, o “impressioni coscienti”, verso il fine desiderato. In questo processo scopriamo di essere i maestri delle cose e non le vittime delle loro reazioni.

A cosa serve.

La pratica è un’esperienza meravigliosa, una volta appresa resta per tutta la vita, consente di potenziare la fiducia in se sessi, il senso di centralità rispetto al mondo, di diminuire la paura e le incertezze con le quali si vive. È un antidoto alla paura e alla tristezza. Aumenta il senso di forza interiore e anche l’energia fisica e sessuale vengono sensibilmente potenziate.

Terzo giorno – pomeriggio dedicato alla pratica del nyasa e dei “quattro simboli interni”.

La parola “nyasa” significa “sovrimpressione”. La pratica del nyasa comporta la sovrimpressione di alcuni mantra o simboli sonori, vibrazioni evocative, a varie parti del corpo. Tradizionalmente sono conosciuti quattro tipi di nyasa. A questi aggiungiamo il “nyasa dell’espansione”.

1) Nyasa delle membra (anganyasa)

2) Nyasa delle mani (karanyasa)

3) Nyasa del corpo (dehanyasa)

4) Pitha nyasa (nyasa dei luoghi)

5) Nyasa dell’espansione

Nella pratica dei “quattro simboli interni” alla ripetizione dei mantra si alterna la visualizzazione di simboli.

A cosa serve.

Ci consente di prendere contatto con la Kundalini, l’energia che dorma avvolta in due spire e mezza alla base della nostra colonna vertebrale, conoscerla, ridestarla e muoverla in un piacevolissimo sali e scendi che ci riscalda e ci apre a nuovi modi di pensarci e di pensare la nostra vita.

Quarto giorno – mattina dedicata allo yoga del Bardo.

La parola “bardo” significa “transito”. Per transito si intende, in questo caso, un cambiamento da uno stato dell’essere ad un altro, per esempio, quando passiamo dal sonno alla veglia, da uno stato di tristezza a uno di felicità, dalla malattia alla salute, o viceversa, noi transitiamo da uno stato dell’essere ad un altro. Condizione di transito per eccellenza è quella che porta dalla vita alla morte e dalla morte ad una nuova vita. Lo yoga del Bardo concerne la psicopompia, quell’aspetto dello sciamanismo che riguarda altri mondi, comprende la pratica del “volo sciamanico” e della canoa sciamanica”.

A cosa serve.

Lo yoga del Bardo insegna come gestire il cambiamento e come operare delle scelte: non avere paura nel cambiamento ed essere vigili e attenti al momento delle scelte importanti, essere padroni di sé. Il carattere fortemente sciamanico dello yoga del Bardo affascina profondamente, dandoci la possibilità di conoscere altri mondi, altre dimensioni del nostro esistere.

Quarto giorno – pomeriggio dedicato allo yoga della luce chiara e alla “ruota di medicina”o ad altri rituali sciamanici.

Cosa si fa.

La Luce Chiara e il simbolo dell’essenza del nostro essere, di quello stato di perfetta gioia a cui ogni uomo segretamente aspira.

Nello yoga della luce chiara, mediante il puro uso del respiro (“esperienza figlio”), della visione di particolari simboli (“esperienza madre”) e di potenti mantra, apprendiamo a conoscere la luce e a utilizzarla come veicolo di spostamento della coscienza. Nella pratica della “ruota di medicina” conosciamo le forze naturali.

A cosa serve.

Queste pratiche sciamaniche insegnano a raggiungere l’impeccabile pace del guerriero che sa utilizzare la luce e la parola poetica per viaggiare nei mondi, per tornare a casa (la “caccia all’anima”) e a per conoscere le forze naturali nelle quali è immerso (la “ruota di medicina”).