Lingua e cultura sumerica

Centro Studi del Vicino Oriente
A Milano

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  • Corso
  • Milano
  • Durata:
    6 Mesi
Descrizione

Obiettivo del corso: A conoscere lingua e cultura sumerica.
Rivolto a: Ai nostri corsi possono iscriversi tutte le persone interessate alle materie, indipendentemente dal titolo di studio posseduto. Sono previste agevolazioni tariffarie per gli studenti universitari che si iscrivono alla scuola di specializzazione e devono quindi seguire più corsi.

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Milano
Via Vitruvio, 41, 20124, Milano, Italia
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Nessuno.

Programma

Il sumerico è la lingua dei Sumeri, gli antichi abitanti della Mesopotamia centromeridionale (corrispondente all'odierno Iraq del sud). In realtà, il sumerico sopravvisse ai Sumeri stessi, dal momento che, estinto dall'uso vivo al più tardi alla fine del III millennio, restò come lingua "culturale" e "sacra" nelle scuole mesopotamiche, ormai babilonesi e assire, fino alla fine del I millennio.

"Cuneiforme"è l'attributo con cui viene generalmente designato il complesso sistema di scrittura - misto di ideogrammi e sillabogrammi - impiegato (e forse anche inventato) dai Sumeri. Si tratta di una lingua isolata, cioè non imparentabile ad alcun gruppo linguistico noto. Alcune sue caratteristiche, poi, ne fanno una lingua molto diversa dalla nostra: in particolare, si intende qui l'agglutinazione (a fronte del carattere fusionale e flessivo dell'italiano e delle altre lingue indoeuropee) e l'ergatività (da contrapporsi al sistema accusativo della nostra lingua). Agglutinazione significa che le parole si costruiscono per giustapposizione di elementi generalmente immodificabili, e dotati ciascuno di una e una sola funzione. Per es. "agli dèi" in sumerico si dirà: dingir-ene-ra, dove dingir è il lemma per "dio", -ene è l'elemento del plurale, e -ra il segnacaso del dativo. L'ergatività invece ha a che fare con le relazioni grammaticali tra i partecipanti all'azione, e comporta tra l'altro che in sumerico non esistono le categorie contrapposte di soggetto-oggetto, transitività-intransitività, attività-passività, e così via. Non è un paradosso affermare che, nonostante gli straordinari progressi fatti in campo sumerologico, il sumerico è una lingua ancora in gran parte da decifrare. I testi infatti, restano pressoché incomprensibili dalle prime testimonianze scritte, databili intorno alla fine del IV millennio a.C., fino alla metà del III millennio.

Anche quando diventa leggibile, il sumerico resta comunque ancora per molti versi una lingua arcana o "oscura", come ammettevano gli stessi Babilonesi. Molto infatti resta ancora da indagare sul lessico e sulla grammatica sumerica. In lingua sumerica ci è stata tramandata una letteratura quanto mai ricca e variegata: non solo testi economico-amministrativi (che ne costituiscono comunque l'assoluta maggioranza) ma anche epistole, testi scolastici, scongiuri, codici di leggi e sentenze, preghiere e inni, miti, poemi, e così via. Lo studio del sumerico si baserà sulla conoscenza delle caratteristiche principali di questa lingua, e sull'analisi di testi, come alcuni esemplari delle "iscrizioni reali" (in particolare quelle della III Dinastia di Ur e quelle incise sulle statue del celebre principe Gudea di Lagas, tutte databili intorno alla fine del III millennio a.C.) scelte non solo per la loro comprensibilità, ma anche per il carattere classico della lingua (la copia di iscrizioni reali faceva parte del curriculum dei giovani apprendisti scribi).


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