Meditazione

Associazione Kalapa
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Obiettivo del corso: La Formazione è finalizzata all’acquisizione delle competenze e delle conoscenze riguardante la meditazione.
Rivolto a: Per tutti gli interessati alla meditazione.

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Milano
via maiocchi 18, 20129, Milano, Italia
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Domande più frequenti

· Requisiti

Nessuno

Programma

Il silenzio non è non parlare; fermarsi dal parlare non è veramente arrivare al silenzio. E’ qualcosa di più.

In realtà è uno spazio in cui tutto è possibile: dove la vita si può esprimere e dove può scomparire, dove esiste la guarigione, il ritrovarsi. Ma per arrivare in quello spazio dobbiamo fermare qualcosa: è questo il difficile per noi.

La chiave per fermarsi è non controllare nulla e non manipolare nulla. E’ lasciare tutto, lasciare andare le cose. E’ il contrario di quello che pensiamo. In realtà è completamente senza sforzo. E’ qualcosa che non abbiamo bisogno di controllare , né di manipolare. Per questo faremo una meditazione accompagnata, perché quando noi entriamo in contatto con noi stessi c’è una quantità infinita di cose che ci fanno molto rumore dentro.

Ci sono modi diversi di meditare, con diverse intenzioni e diversi benefici che si possono ricevere. Può essere una specie di pace che si instaura, può essere che divento più tranquillo con me stesso. Certe volte le persone che meditano hanno una relazione migliore col proprio ego; si possono sviluppare aperture energetiche….ma non è questo il nostro obiettivo.

Andremo più direttamente verso il vuoto.

Non sappiamo quello che c’è, senza una meta. Vi suggerirò un modo di andare a fare delle domande ,come se andassimo a fare ricerca .

Abbiamo due porte, da sviluppare, molto importanti per ritrovarci, per essere qui, per essere con noi stessi e con gli altri.

1) IL CUORE, l’amore

Amare, l’empatia, il contatto.

Ci avvicina a noi stessi e agli altri.

Per lavorare sulla forza del Cuore, sul potenziale del cuore, c’è un esercizio molto semplice. Non possiamo imparare aad amare: amiamo e basta, non c’è una scuola d’amore.

Racconto spesso questa storia perché è molto chiara.

Un maestro zen, donna, quando accetta gli allievi dà loro un esercizio: esercitati sul non giudizio.

Cioè:quando ti alzi la mattina, prendi l’attenzione di esercitarti sul non giudicare. Quando vai a dormire la sera, fai un bilancio di come è stata la tua giornata, ma non giudicarti. Poi torna fra due anni a rivedermi.

Quello che succede quando fai questa cosa del non giudicare è che il tuo cuore comincia ad aprirsi da solo e l’empatia appare.

Questa è una scuola di cuore con un piccolo esercizio che ha delle grandi conseguenze.

2) LA SAGGEZZA, IL SAPERE

Ad un cuore senza sapere manca qualcosa, sapere senza cuore è nulla.

Quando avremo il cuore e la saggezza insieme , le cose diventano molto più stabili, qualcosa succede.

Per il cammino della conoscenza è molto importante la scuola di cuore, perché la conoscenza senza il cuore non serve a niente.

C’è anche qui un piccolo esercizio che è un pochino più delicato e un po’ più difficile: comincio a darvi un piccolo seme per farlo.

In una meditazione che faremo cominceremo a vedere una modalità di fare domande: quella è la porta per la conoscenza. Un esercizio che possiamo fare su un quadernino è fare la domanda che veramente abbiamo desiderio di porre, non è così definito quello che si vuole chiedere. Nella meditazione porremo le domande”chi sono io e che cosa sono io?” e entreremo nella ricerca con una certa modalità. Potremo scrivere anche altre domande: “che cos’è l’amore? che cos’è la conoscenza?” E poi cominciare ad avere risposte, ma che sentiamo essere vere, non risposte che ti raccontano i tuoi pensieri: il 91% di esse sono menzogne. Risposte che tu senti che vanno verso la giusta direzione. Può essere che sia una cosa che ti prende tempo: scrivi le cose che sono per te vere in quel momento.

E si può anche lavorare in questo modo: per vedere chi siamo, possiamo cominciare a vedere chi non siamo.

L’importante è questo: la modalità di porre la domanda e una ricerca della cosa che è vera.

Se si lavora scrivendo questo lavoro sarà ottimo per arrivare alla conoscenza!

Una parte del perché noi siamo in questo marasma nella nostra vita è proprio perché abbiamo separato queste due porte.

Questo cammino che andrà verso il silenzio è qualcosa che andrà col nostro cuore, ma anche faremo una ricerca per sapere la saggezza che c’è dentro. E il sapere delle cose, può aiutarci a cambiare la relazione con noi stessi, altrimenti il nostro picccolo io torna sempre a prendere le stesse cose. Non serve molto per risvegliare il nostro piccolo io: un pensiero e- tac- è già là.

E’ un modo di essere con noi stessi, è un modo di ricercare , di ricercare il silenzio che è importante. Andiamo a scoprire questi due modi di essere e li mettiamo insieme.

Utilizzeremo lo stillpoint come porta per entrare nel silenzio.

Lo stillpoint è una piccola porta per arrivare al silenzio dinamico; è una piccola porta per scoprire questo mondo del silenzio.

Si parla di sette livelli di stillpoint.

Lo stillpoint è come una nuova qualità; ce ne sono di più superficiali e di più profondi e non si può dire che uno è meglio dell’altro.

1-fisico: il corpo fisico entra nel silenzio, nella quiete. Si immagini anche qualcosa di superficiale. Il corpo fisico si posa, i muscoli di colpo rilasciano, appare un sentimento di benessere nel corpo o di pace, ma molto corporea. Anche il SN entra nella quiete perché è lui che dirige il corpo fisico: potrebbero esserci delle scariche nel corpo fisico prima che entri nella quiete.

La forma di questo livello è chiara.

2-emozionale:nel SN è il limbico che entra nel silenzio. Si possono avere delle scariche a livello emozionale. A livello di collera, di rabbia, di paura: quando ci si arrende al silenzio cosa pensate che succede? La mia collera ,la mia rabbia non sono più importanti, non sono più un fulcro per me, qualcosa si stacca e tutte queste emozioni incontrano il silenzio. Le mie emozioni non sono più assolutamente prioritarie.

Il silenzio per se stesso è” essere”: più scendi negli stati e più sei. Più ti attacchi a qualcosa e meno sei. Tu sei la cosa a cui ti attacchi: ci identifichiamo enormemente con le nostre emozioni. Se non le abbiamo più….”chi sono, cosa mi resta?”

Qui la forma è un po’ più confusa, ma è bella piena, ancora. Si calma improvvisamente. E poi si aprirà

3-psichico: è uno stato difficile per entrare nel silenzio perché meno individuato degli altri. Qualcosa si stacca di colpo: è come se nel nostro cervello di colpo tutti i nostri orientamenti psichici, le sensazioni, le emozioni, di colpo si fermano.

Più scendiamo di livello, più scendiamo dalle cose più complicate alle cose semplici.

Qui succede qualcosa al mio “io” e comincia anche lui ad entrare nel silenzio e sparisce. Non riesco a identificarmi con questa cosa: qualcosa si posa, potrebbe essere anche molto agitato.

Questo tre livelli hanno a che fare con il notro SN.

4-cuore: il cuore va nel silenzio. Si posa la voglia di contatto, l’empatia si placa. Non ho attrazione, ma c’è una presenza. Tutte le cose che mi attraggono, spariscono, non è più un tempo di attrazione. Non è che non c’è l’amore, ma tutto ciò che è condizionato attorno all’amore, scompare. E tutto ciò che non è condizionato diventa soltanto “essere”, senza nessuna ragione speciale. Si incontra un certo vuoto in questo stato perché a volte le cose che mi attraggono sono molto specifiche: sei tu che mi piaci. E le cose qui sono completamente diverse: è il piacere di essere con quello che c’è, senza queste dinamiche.

5-pensieri, la mente: comincia a sparire. Quando la mente si arrende al silenzio, voi scoprite tutti i livelli degli archetipi. Il mondo delle idee si apre. Gli archetipi: la madre è un archetipo, sono delle verità di essere qui. A questo punto questo si apre per voi, senza nessun attaccamento, senza nessuna comprensione. E’ come se ci fosse un pensiero puro, ma non un pensiero che è determinato da qualcosa. E’ difficile da capire per il nostro piccolo cervello perché non ha nulla a che fare col cervello. Quando questo livello si apre….io lo comprendo. E’ una sensazione molto forte.

E’ uno stato molto luminoso.

6-spirito : è lo spirito stesso che va nel silenzio. E’ come immaginare che l’anima incontra il silenzio, l’anima non è il silenzio. Questo è uno stato in cui non c’è nulla da dire perché quando l’anima va nel silenzio, cosa resta? La coscienza pura, la coscienza in se stessa. Non la coscienza rinchiusa in questa incarnazione, è di più , è la coscienza che si risveglia in se stessa, separata dal livello dell’anima. E questo avviene proprio nel nostro corpo e non ho bisogno di sparire perché avvenga. Quando si arriva in un luogo come quello, si sperimenta davvero”chi sono veramente?” E’ per questo che non si può parlare molto, lo si sperimenta.

Passando in questi livelli noi percepiamo la differenza di qualità di ciò che in ogni livello avviene e vengono tutti dalla stessa cosa: il silenzio stesso.

7-sorgente : la sorgente stessa entra nel silenzio. Niente da dire.

Potete sentire cosa vuol dire quando la sorgente stessa entra nel silenzio: è come se un passo del silenzio dinamico è il silenzio stesso. Il silenzio dinamico ha già un’intenzione, si parla già del suo potenziale, di muoversi, di creare qualcosa: qua no, prima di tutte le forze della creazione. Non si può dire neanche una parola, però le possiamo sperimentare.

Siamo tutti nati dalla sorgente, quello stato non ci ha mai abbandonato, ci si può sentire lontani.

E questa è tutta una danza in questi differenti livelli.

Questa è la meditazione.


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