Progettazione gestione e valutazione dei servizi sociali

Università degli Studi di Roma La Sapienza
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Descrizione

La laurea magistrale in “Progettazione gestione e valutazione dei servizi sociali” (PROSS) si consegue attraverso il superamento di 11 esami, per complessivi 90 cfu, più laboratorio-tirocinio 12 cfu, tesi magistrale 18 cfu.

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Roma
Piazzale Aldo Moro, 5, 00185, Roma, Italia
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Domande più frequenti

· Requisiti

I laureati magistrali devono essere capaci di:
- progettare e realizzare con piena e autonoma competenza attività di studio, ricerca e intervento, in generale e con riferimento a specifiche misure e servizi di natura sociale.
Tali capacità saranno acquisite sopratutto attraverso momenti esercitativi guidati e troveranno massimo sviluppo nelle attività per la preparazione della prova finale. La verifica avverrà attraverso i momenti di esame degli insegnamenti caratterizzanti e nella analisi nell'analisi di elaborati scritti, anche relativi alla (e integrativi della) prova...

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Servizi
Servizi sociali
Gestione
Strumenti
Politiche sociali

Programma

I laureati in Progettazione gestione e valutazione dei servizi sociali dovranno acquisire conoscenze avanzate delle scienze sociali (sociologia, antropologia, psicologia sociale), del servizio sociale, delle discipline statistiche, economiche e giuridico-politologiche, anche in chiave inter e trans disciplinare, che consentano loro un'elevata capacità di rappresentazione ed interpretazione dei fenomeni e problemi sui piani micro, meso e macro, una spiccata capacità di attuare politiche sociali territoriali, coordinare servizi sociali integrati, nonché una consolidata capacità tecnica di gestire attività di ricerca, ricerca-intervento e valutazione nell'ambito dei servizi alla persona, e un'efficace ed autonoma competenza decisionale e direzionale nei settori di intervento.
Il profilo formativo della Laurea magistrale Progettazione gestione e valutazione dei servizi sociali va quindi collocato in uno scenario che pone al centro dell'attenzione l'evoluzione delle Politiche sociali nel nostro Paese, nell'ambito del processo di riforma avviato con la Legge 328/'00 e la revisione del Titolo V della Costituzione, disegnando uno specifico indirizzo di studio centrato sulla conoscenza delle norme e disposizioni, delle strutture e dei servizi sociali, delle articolazioni organizzative pubbliche e private, nonché della dimensione psicologica propria dei comportamenti individuali e collettivi.
Il percorso formativo previsto è quindi fondato sugli strumenti e sui metodi per acquisire tali conoscenze. Al centro dell'apprendimento ci sarà l'analisi della domanda e dell'utenza dei servizi sociali nonché dell'organizzazione dei servizi stessi, anche nella prospettiva delle reti integrate di relazioni che ne connotano la loro struttura odierna.
Ne consegue che gli allievi dovranno impadronirsi degli strumenti concettuali e delle tecniche di analisi indispensabili per organizzare le loro conoscenze - sia quelle acquisite nell'attività sociale, sia quelle elaborate nel contesto sociale di cui sono parte - nel quadro di una lettura critica delle capacità e dei limiti di intervento del sistema di welfare nelle sue varie articolazioni.
A questo fine concorrono i diversi corsi e moduli didattici, ognuno contribuendo alla formazione di tale apparato metodologico e critico, con propri orientamenti e strumenti intorno a nuclei fondanti atti a consolidare le specificità e al tempo stesso le trasversalità disciplinari.
L'impianto concettuale di questo corso di studi presuppone la conoscenza:
• dei principi e delle tecniche metodologiche per analizzare i fenomeni sociali;
• del funzionamento dei modelli europei di welfare, ivi compreso quello italiano, in termini di composizione, finalità e strategie d'azione, principali attori e agenzie preposte;
• delle norme e delle direttive emanate a livello europeo, nazionale, regionale e locale;
• del funzionamento delle amministrazioni e dei servizi pubblici;
• dei modi di interazione tra pubblico, privato e terzo settore;
• dei meccanismi di partenariato (outsourcing, accreditamento, ecc.) a livello locale;
• della concertazione e partecipazione dei cittadini, anche in forma associata.
La mappa di competenze acquisite è quindi configurabile come segue.
Rispetto alle politiche sociali:
1. saper riconoscere e analizzare fenomeni sociali utilizzando le diverse prospettive disciplinari (giuridiche, sociologiche, psicologiche);
2. saper contestualizzare i fenomeni sociali alla luce della loro matrice storica e dei diversi ambienti istituzionali;
3. saper prospettare soluzioni alla luce delle disponibilità offerte dai diversi sistemi e "combinazioni" di welfare.
Rispetto al rapporto tra organizzazioni, Pubblica Amministrazione, organismi del privato sociale e tra operatori e utenti dei servizi:
1. conoscere le diverse forme giuridiche inerenti le organizzazioni che gestiscono servizi sociali e sociosanitari e gli strumenti per la formalizzazione di accordi di cooperazione tra enti pubblici (ad esempio "accordi di programma");
2. conoscere i meccanismi di esternalizzazione e contracting-out dei servizi pubblici e le forme di regolazione del mercato dei servizi sociali (ad esempio le diverse modalità accreditamento), le forme giuridiche e le principali normative a livello nazionale e UE che regolano i rapporti economici tra Enti Locali e organizzazioni private e del non-profit;
3. gestire rapporti di partenariato e coprogettazione di servizi e interventi tra organismi e amministrazioni diverse (Comune, Provincia, ASL, ...);
4. saper inquadrare problemi di organizzazione sociale, di formazione e di gestione delle risorse umane.
Rispetto alla valutazione delle politiche e degli interventi sociali:
1. saper inquadrare lo strumento (una misura, un piano, un progetto…) nell'ambito della politica perseguito;
2. saper individuare metodi e approcci adatti agli specifici oggetti di valutazione;
3. sviluppare una valutazione delle performance dei servizi sociali e sanitari e impostare una valutazione dei Piani sociali.
Il percorso formativo prevede nel primo anno un approfondimento relativo agli ambiti della politica sociale e alle logiche implementative dei sistemi di welfare. Nel secondo anno prevede, invece, uno sviluppo degli aspetti politico-economici, statistico-sociali, di scienza politica istituzionale e del diritto del welfare.
Il percorso si completa con un'attività di tirocinio, che risponde alle seguenti finalità:
1. offrire modalità di apprendimento nella quale lo studente possa acquisire conoscenze relative al ruolo organizzativo e gestionale dei servizi sociali;
2. sviluppare capacità nella costituzione e valutazione delle reti sociali, istituzionali e comunitarie, programmazione di interventi e di progetti sociali;
3. offrire uno spazio di inserimento strutturale nell'équipe degli assistenti sociali che stanno conducendo il servizio e/o intervento e quindi compiere una esperienza formativa affiancando l'azione di personale professionale.
La quota di tempo riservata allo studio individuale è definita nel Regolamento Didattico del corso di studio.

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