Scienze del governo e dell'amministrazione del mare I

Università degli Studi di Pisa
A Pisa

Chiedi il prezzo
Vuoi parlare del corso con un consulente?

Informazione importanti

  • Laurea
  • Pisa
Descrizione

Organizzato dall’Accademia Navale di Livorno in collaborazione con le facoltà di Economia, Giurisprudenza, Ingegneria e Scienze Politiche, ha lo scopo principale di formare la figura professionale dell’Ufficiale del Corpo delle Capitanerie di Porto, quali organi periferici dell’Amministrazione Marittima, oggi da individuare nel Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nonchè quale Corpo della Marina Militare. Tale corso di laurea è anche aperto alla frequenza da parte di studenti civili.
I laureati della classe sono professionisti dotati della preparazione culturale (giuridica, scientifico-tecnologica ed economico-politica) e dell’addestramento teorico-pratico adeguati per operare con incarichi di comando, di gestione e di coordinamento. I laureati in tale disciplina devono essere in grado di praticare un approccio integrato(di tipo giuridico, scientifico, geografico-territoriale, economico-politico e tecnico militare) ai problemi relativi all’organizzazione e alla gestione delle unità presso cui trovano impiego (militari e non). Devono, altresì, essere in grado di svolgere funzioni di coordinamento e gestione dei sistemi organizzativo-funzionali afferenti alla sicurezza interna ed esterna e/o di carattere non specificatamente militare.
L’approccio integrato ai suddetti problemi è reso possibile dall’acquisizione di conoscenze di base, avanzate ed applicative e di competenze specifiche per gli ambiti operativi qualificanti il proprio profilo professionale.

Informazione importanti
Sedi

Dove e quando

Inizio Luogo
Consultare
Pisa
Lungarno Antonio Pacinotti, 43 , 56122, Pisa, Italia
Visualizza mappa

Opinioni

Non ci sono ancora opinioni su questo corso

Cosa impari in questo corso?

Governo

Programma

Nei secoli successivi l'Ateneo subì gli effetti della decadenza del Granducato dei Medici, per poi riprendersi sotto la dinastia dei Lorena, che portarono a termine la costruzione della Specola, svilupparono l'Orto Botanico e il Museo di Scienze naturali e istituirono nuove cattedre, tra cui Fisica sperimentale e chimica. Negli anni successivi non vi furono sostanziali cambiamenti fino all'annessione della Toscana all'impero napoleonico che portò alla trasformazione dello Studio in Accademia imperiale, succursale dell'Università di Parigi. Vennero istituite cinque Facoltà (Teologia, Giurisprudenza, Medicina, Scienze e Lettere) e furono introdotti gli esami di profitto, le tesi di laurea e i diversi titoli di studio. L'eredità napoleonica non venne completamente annullata dalla Restaurazione di Ferdinando III, anche se si tornò agli antichi collegi docenti di Teologia, Giurisprudenza e Medicina. Al modello napoleonico fece riferimento anche l'operato di Leopoldo II, che tra il 1824-1838 cercò di potenziare i laboratori di ricerca e il perfezionamento all'estero dei ricercatori. Fu grazie a un suo sussidio che Ippolito Rosellini partecipò alle spedizioni archeologiche in Egitto con Champollion.

Negli anni successivi non vi furono sostanziali cambiamenti fino all'annessione della Toscana all'impero napoleonico che portò alla trasformazione dello Studio in Accademia imperiale, succursale dell'Università di Parigi. Vennero istituite cinque Facoltà (Teologia, Giurisprudenza, Medicina, Scienze e Lettere) e furono introdotti gli esami di profitto, le tesi di laurea e i diversi titoli di studio. L'eredità napoleonica non venne completamente annullata dalla Restaurazione di Ferdinando III, anche se si tornò agli antichi collegi docenti di Teologia, Giurisprudenza e Medicina. Al modello napoleonico fece riferimento anche l'operato di Leopoldo II, che tra il 1824-1838 cercò di potenziare i laboratori di ricerca e il perfezionamento all'estero dei ricercatori. Fu grazie a un suo sussidio che Ippolito Rosellini partecipò alle spedizioni archeologiche in Egitto con Champollion. Nel 1839 Pisa ospitò il primo congresso degli scienziati italiani a cui parteciparono oltre 400 studiosi nelle varie discipline e si propose alla comunità nazionale come luogo di grande apertura intellettuale e politica. Proprio in questo periodo l'Ateneo fu al centro di un'importantissima riforma, voluta dal nuovo Provveditore Gaetano Giorgini, che portò a sei le Facoltà: Teologia, Giuirisprudenza, Lettere, Medicina, Matematica e Scienze naturali. I circa 600 studenti iscritti, di cui un centinaio stranieri, potevano usufruire di un'offerta didattica di una cinquantina di insegnamenti articolati in 9 corsi di laurea o di licenza. Inoltre furono chiamati insegnanti molto noti, tra di cui alcuni esuli politici, per insegnare materie nuove. In particolare venne istituita la nuova cattedra di Agraria e Pastorizia affidata a Cosimo Ridolfi.