Seminario sulla Via Iniziatica Antico Egitto

Shen Ur
A Roma

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Rivolto a: tutti.

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Roma
Zona Anagnina, 00118, Roma, Italia
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La ricerca del divino nell’antico Egitto, aveva modalità e intenti piuttosto inusuali ai giorni nostri. Entrare nel tempio richiedeva attitudini e determinazione ‘speciali’ poiché non si trattava di ricevere e acquisire passivamente delle informazioni, o di accettare fideisticamente la Verità, ma di sottoporsi ad un studio e a un addestramento essenziale per il raggiungimento di certi stadi interiori.

L’adepto doveva rendersi puro e divino, termine reso in antico egizio con s- nether, contribuire ogni giorno a mantenere l’Armonia nel cosmo, e combattere ‘’asfet’, principio di disordine e caos.

Il compito è arduo perché bisogna ‘’impartire ordini’’ e costringere l’universo a obbedire così come fanno gli indù con i mantra. Ma i mantra e le corrispettive parole di potere dell’ antico Egitto diventano veramente tali quando l’ Adepto, liberatosi dalle distrazioni e dalle dinamiche comuni agli esseri umani, si rende ‘immobile’ e scocca formule rese vive da pratiche intense.

Il termine ‘Alchimia’ in una delle possibilità etimologiche fa proprio riferimento a Kemet, la terra nera,resa tale dalle benefiche e produttive inondazioni del Nilo. L’alchimia, tralasciando le varie intellettualizzazioni e le presunte differenti tipologie, è un processo concreto di trasformazione interna volta a trasformare la materia prima, in un prodotto sempre più raffinato, e che nel nostro caso si attua attraverso pratiche meditative; quindi visualizzazioni , cicli respiratori, ripetizione e ‘’assimilazione’’ delle cosiddette formule magiche, posture fisiche, suoni e vibrazioni sacre.

Nella tradizione egizia, come nelle altre, esisteva la parte essoterica rivolta a tutti, e quella esoterica, interiore, destinata a coloro che si mostravano davvero risoluti a morire e rinascere in un’altra forma. Il maestro Pitagora dava lezioni pubbliche, aperte liberamente agli uditori, tra questi poi sceglieva i discepoli da ammettere via via ai diversi gradi iniziatici.

Anche i riti, per quanto suggestivi, se solo forme esteriori, si riducono a semplici manifestazioni teatrali, solo quando davvero si ‘slitta’ accedendo a un livello di coscienza superiore, e il divino si rende visibile, allora diventano ‘misteri sacri’’, quelli che in antico egizio sono chiamati ‘Bes sheta’, le iniziazioni sacre.

Lo scopo di questo seminario sarà quello di introdurre, iniziare, appunto, a questi antichi insegnamenti e misteri, cercando di ricostruire nelle circostanze attuali ‘la corte interiore’.

I principali argomenti trattati saranno:

  • Principi basilari della formazione di un iniziato alla tradizione dell’Egitto, la terra costruita a immagine del cielo. ‘Agire in Maat; non provocare asfet’.
  • Differenza tra via mistica e via magica. Concetto del divino nella via egizia.
  • Il valore del rito. Pratiche di purificazione interiore prima di accostarsi alla divinità. Tecnica della ‘ricapitolazione’’ per cominciare a ‘’sciogliere’’ i nodi emotivi.
  • Trasmissione di alcuni testi in lingua geroglifica tratti dal ‘Libro dei Morti’’ o dai ‘Testi delle Piramidi’. Analisi e ripetizione degli stessi. La ‘’giusta’’ voce per le parole di potenz egizie.
  • Elementi di lingua egizia. Simboli e geroglifici. Meditazione e ‘’interiorizzazione’’ di alcuni dei ‘Medu Neter’, la lingua degli dèi.
  • Sopravvivere alla disgregazione della morte. Gli elementi del corpo sottile. La coscienza intatta. La confessione negativa.
  • Le divinità. I Netheru. Le forze cosmiche da risvegliare nel corpo dell’adepto.


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