Shakespeare alla Stanislavskij

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  • Seminario
  • In company
  • 80 ore di lezione
Descrizione


Rivolto a: Attori.

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Programma

Dal 24 al 30 settembre e il 19, 20, 21, 26, 27, 28 ottobre 2012

L'Associazione Culturale Il TREBBO di Milano

ospita

Shakespeare alla Stanislavskij

laboratorio teatrale condotto da Karina Arutyunyan

Come effettuare lo studio e la costruzione del personaggio in una forma estremamente ludica, come quella di Shakespeare, attraverso il metodo degli études, la cosiddetta “analisi attiva” del testo, la colonna portante del Metodo?

Come raggiungere la massima acutezza ed espressività nel suo disegno psicofisico senza sacrificare il senso della verità? E come poi elevare la verità quotidiana a quella artistica? Come raggiungere l’esistenza ininterrotta, la logica del comportamento, la conduzione del ruolo, studiando e creando in modo integro, credibile e al contempo divertente, i rapporti fra i personaggi senza forzature, illustrazioni e riscrittura del testo originale, unicamente attraverso l’arte dell’attore?

Un laboratorio diviso in due seminari autonomi ma legati tematicamente, che affrontano due testi e due generi diversi di William Shakespeare (la commedia con La Dodicesima Notte e la tragedia con due soliloqui di Amleto), attraverso il Metodo della scuola russa del Realismo Psicologico.

La Dodicesima Notte

Dal 24 al 30 settembre 2012

Tutti i giorni dalle 10.00 alle 14.00 e dalle 14.00 alle 17.00

presso il teatro Il Trebbo

Via De Amicis 17 – Milano

Attraverso un ciclo di esercizi ed improvvisazioni, basati sull’analisi del testo e la sua verifica “ in piedi” in tempo reale, i partecipanti lavoreranno: sulla definizione della sostanza del conflitto di ogni situazione e la trasformazione di una somma di informazioni presi dal testo nella concretezza dell’ interazione psicofisica immediata; sulla logica e sull’evoluzione o rivoluzione dei rapporti; sulla capacità della nascita organica delle soluzioni artistiche dell’immagine in tempo reale e sulla sua espressività, nonché la concretezza e la motivazione per ri-strutturare in assoluto accordo con il testo ma in modo del tutto personale la dinamica della pièce. Si lavorerà inoltre sugli elementi che permettono di creare il carattere, diverso dalle caratteristiche psicofisiche dell’attore, appropriandosi parallelamente delle conoscenze sulla tecnica dell’ improvvisazione (e la sua strutturazione) e dell’osservazione.

Il macro obbiettivo del seminario è arrivare a “testare” tutto il testo in piedi; il mini-obbiettivo è creare una sequenza di alcune situazioni compiute per tracciare un cambiamento nella vita scenica dei personaggi

Alcuni argomenti trattati durante lo stage:

- osservazione sul personaggio immaginario e riproduzione del suo comportamento;

- analisi logica, tematica, filosofica ed attiva del testo e del ruolo;

- temi e messaggi;

- studio della composizione: circostanze date, triade degli avvenimenti, motivazione, intenzione e obiettivo;

- conflitto, tensione e ostacoli;

- azione trasversale e super compito;

- coerenza, logica, politonalità ed evoluzione nella vita psicofisica del personaggio;

- concretezza, espressività, precisione e pulizia nell’esistenza scenica;

- idea del ruolo e la sua realizzazione;

- molteplicità dei piani dell’esistenza;

- linea verticale e linea orizzontale del ruolo;

- prospettiva del ruolo.

E’ richiesta una minima esperienza professionale. Il laboratorio è aperto a un massimo di 12 partecipanti ( la compagnia shakespeariana). La selezione avviene in base ai cv.

Obbiettivo del laboratorio è fornire ai partecipanti tutti gli strumenti necessari per lavorare autonomamente sulla costruzione del monologo, sia all’interno della messa in scena di uno spettacolo, sia per la sua presentazione in una fase autonoma.

In base alla prima “ bozza” della scena, proposta da ognuno dei partecipanti, si lavorerà sulla creazione del “proprio Amleto”, partendo dalle personalità artistiche, dalla sensibilità, dall’emotività e idea del personaggio. Con ogni partecipante verrà fatto un lavoro individuale per mettere in risalto il più possibile l’unicità e originalità nella presentazione dello stesso monologo, a seconda dei seguenti argomenti:

- la necessità del racconto; chi, che cosa, dove, quando, perché, come;

- dal personale all' universale: Io e il Personaggio;

- dal generico cliché alla concreta unicità;

- i tessuti principali: psicologico, letterario, filosofico, ludico, fisico;

- testo e sotto testo; contenuto e forma;

- il principio del montaggio cinematografico: passaggio da un piano all'altro; la scelta dei mezzi;

- il “segreto” del personaggio: visibile ed invisibile, espresso e non espresso;

- la parola espressiva: dalla quotidianità alla verità artistica; colore, suono, ritmo;

- costruire un monologo come un dialogo; diversi partner; il destinatario del monologo;

- l'organizzazione e la composizione; il rapporto tra le varie parti del monologo;

- dal “tavolino” al palcoscenico: la vita psicofisica; il rapporto con lo spazio;

- esserci e condurre; identificazione e distanza;

- la staticità e la dinamica: il punto di partenza e il punto d’arrivo: contrasti obbligatori;

accadimenti, cambiamenti, prospettiva;

- l'importanza dei dettagli;

- il magico ignoto e la bellezza della continua scoperta.

Il laboratorio è strutturato in due week-end (19, 20, 21, 26, 27, 28 ottobre 2012 ) per lasciare ai partecipanti la possibilità di portare avanti nei giorni liberi il lavoro autonomo, per svolgere compiti individuali ed elaborare il materiale affrontato.

E’ richiesta una minima esperienza professionale.

Il laboratorio è aperto a un massimo di 10 partecipanti. La selezione avviene in base ai cv.

E’ possibile assistere al laboratorio anche in qualità di uditore (fino a un massimo di 5 partecipanti)

Quota di iscrizione: 250,00 euro / 125,00 euro per uditori


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