Sicurezza - RSPP Modulo B1

Associazione Provinciale Aziende Innovative
A San Giovanni Teatino

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Informazioni importanti

Tipologia Corso
Diretto a Per professionisti
Inizio San giovanni teatino
Ore di lezione 36 ore di lezione
  • Corso
  • Per professionisti
  • San giovanni teatino
  • 36 ore di lezione
Descrizione

Obiettivo del corso: A svolgere il ruolo di RSPP, che ha funzioni e compiti di supporto tecnico ed organizzativo per l'azienda, e compiti relazionali con i lavoratori e i RLS, su problemi di sicurezza sul lavoro. Tra i compiti al RSPP vi sono: la collaborazione con il datore di lavoro per l'individuazione dei fattori di rischio e delle misure di sicurezza, ai fini della stesura del DVR; la proposizione di programmi di informazione e formazione del personale; la partecipazione alle consultazioni in materia di tutela della salute e sicurezza. l'incarico di organizzare la formazione e l'informazione ai lavoratori.
Rivolto a: La figura del RSPP é OBBLIGATORIA in tutte le aziende che hanno dipendenti e/o figure assimilate al dipendente. Il datore di lavoro può SOLO in alcuni casi assumere in prima persona il ruolo di RSPP, e quando non può, o non vuole, deve incaricare un dipendente o un professionista, in possesso degli attestati abilitanti. Il corso è rivolto a dipendenti e/o professionisti, in possesso almeno di un diploma di scuola media superiore, che vogliano assumere l'incarico di RSPP (frequentando ANCHE il modulo C) o ASPP (frequentando solo il modulo A + il modulo B del settore ateco corrispondente).

Sedi

Dove e quando

Inizio Luogo
Consultare
San Giovanni Teatino
VIA PO n. 37, 66020, Chieti, Italia
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Inizio Consultare
Luogo
San Giovanni Teatino
VIA PO n. 37, 66020, Chieti, Italia
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Domande più frequenti

· Requisiti

L’unico requisito richiesto dalla normativa vigente, per seguire il corso RSPP modulo A è il possesso di almeno un diploma di scuola media superiore. Mentre per quanto riguarda i corsi RSPP moduli B e C, per poterli frequentare occorre essere in possesso dell’attestato relativo al modulo A o essere esentati dalla frequenza del modulo A, per il possesso di attestati di laure in determinate discipline, quali, ad esempio, laurea in Tecniche della prevenzione, o Ingegneria, etc. etc.

Programma

Lezione 1
PRESENTAZIONE DEL CORSO: Aspetti giuridico normativi metodologia del corso, l’aggiornamento obbligatorio. VALUTAZIONE DEI RISCHI: - Obiettivi della valutazione dei rischi (Art. 28 D.L.gs. 81/08); - Analisi dei pericoli e dei rischi: sequenza logica (fase preliminare, identificazione dei fattori di rischio e dei lavoratori esposti, stima dell’entità di esposizione ai pericoli, stima della gravità e della probabilità degli effetti, programmazione o messa in atto delle misure di prevenzione); - Ruolo del Datore di lavoro, dei dirigenti e dei preposti (Artt. 17-18-19 D.L.gs. 81/08); - Elementi per la costruzione di una matrice.


Lezione 2
ANALISI DEI RISCHI:
Criteri e strumenti per la individuazione dei rischi
RISCHI DERIVANTI DALL’ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO: Ambienti di lavoro (Allegato IV D.L.gs. 81/08); La movimentazione manuale dei carichi (Titolo VI D.L.gs. 81/08); Movimentazione, sollevamento, mezzi di trasporto (Allegato V Parte II);
IL RISCHIO INFORTUNI; Rischio elettrico; Rischio meccanico; macchine ed attrezzature, Rischio di particolari attrezzature; Rischio cadute dall’alto. Valutazione del rischio senza misurazioni: quando e perché.

Lezione 3
ANALISI DEI RISCHI :
Documento di valutazione dei rischi: Le ricadute applicative e organizzative della valutazione del rischio
La classificazione dei rischi in relazione alla normativa
La valutazione di alcuni rischi specifici in relazione alla relativa normativa di salute e sicurezza


Lezione 4
ESERCITAZIONE:
Applicazione pratica della matrice su un modello predisposto e su singoli casi aziendali

Lezione 5
ANALISI DEI RISCHI:
Il Rischio di esplosione. Direttiva 1999/92/CE del 16/12/1999 prescrizioni minime per il miglioramento della tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori che possono essere esposti a rischio specifico di atmosfere esplosive
Gestione del rischio residuo: DPI Collettivi ed individuali, Caratteristiche e scelta dei dispositivi di protezione individuale.


Lezione 6
RISCHI SPECIFICI IN AGRICOLTURA:
RISCHI DI NATURA FISICA: rumore, vibrazioni, MMC, microclima, illuminazione, esposizione a radiazione solare, esposizione a calore.
RISCHI DI NATURA CHIMICA: composti e sostanze, TLV; Gas, vapori, fumi, polveri, fumi, nebbie. Leggere e capire la scheda di sicurezza; Frasi R (rischio) e S (sicurezza); Etichettatura delle sostanze e dei composti.
RISCHI DA AGENTI CANCEROGENI E MUTAGENI
EFFETTI: allergizzante, sensibilizzante, gastroenterico, neurologico, cancerogeno, mutageno, teratogeno.

Lezione 7
RISCHI SPECIFICI IN AGRICOLTURA
RISCHI DI NATURA BIOLOGICA: batteri, virus, macro e micro parassitari: anchilostomiasi, actinomiceti termofili; Caratteristica di pericolosità: infettività, patogenicità, trasmissibilità, neutralizzabilità; Le zoonosi: da contatto diretto con animali, da punture di zecche; Gestione del rischio nell’attività agricola. Le tossinfezioni. VALUTAZIONE DEL RISCHIO RUMORE NELL’ATTIVITÀ AGRICOLA. GESTIONE DEL RISCHIO RESIDUO: protezione delle vie respiratorie, degli occhi e del viso, dell’udito, delle mani e della pelle, dei piedi. Criteri per una corretta scelta dei DPI


Lezione 8
ESERCITAZIONE
Rischi specifici in agricoltura
Applicazione pratica di una matrice di settore
Macchine e attrezzature per il trattamento delle deiezioni: carrobotte, agitatore, albero cardanico. Individuazione dei rischi e soluzioni.

Lezione 9
ANALISI DEI RISCHI: LA PROTEZIONE ANTINCENDIO: Misure di protezione passiva; Vie di esodo, compartimentazioni, distanziamenti; Attrezzature ed impianti di estinzione; Sistemi di allarme; Segnaletica di sicurezza; Impianti elettrici di sicurezza; Illuminazione di sicurezza. Procedure da adottare quando si scopre un incendio; Procedure da adottare in caso di allarme; Modalità di evacuazione; Modalità di chiamata dei servizi di soccorso; Collaborazione con i vigili del fuoco in caso di intervento; Esemplificazione di una situazione di emergenza e modalità procedurali – operative; Presa visione e chiarimenti sulle principali attrezzature ed impianti di spegnimento; Presa visione sulle attrezzature di protezione individuale (maschere, autoprotettore, tute. etc.). Il D.M. 10 Marzo 1998.

Ulteriori informazioni

Alunni per classe: 10

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