Sicurezza - RSPP Modulo B4

Associazione Provinciale Aziende Innovative
A San Giovanni Teatino

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Informazioni importanti

Tipologia Corso
Diretto a Per professionisti
Inizio San giovanni teatino
Ore di lezione 48 ore di lezione
  • Corso
  • Per professionisti
  • San giovanni teatino
  • 48 ore di lezione
Descrizione

Obiettivo del corso: A svolgere il ruolo di RSPP, che ha funzioni e compiti di supporto tecnico ed organizzativo per l'azienda, e compiti relazionali con i lavoratori e i RLS, su problemi di sicurezza sul lavoro. Tra i compiti al RSPP vi sono: la collaborazione con il datore di lavoro per l'individuazione dei fattori di rischio e delle misure di sicurezza, ai fini della stesura del DVR; la proposizione di programmi di informazione e formazione del personale; la partecipazione alle consultazioni in materia di tutela della salute e sicurezza. l'incarico di organizzare la formazione e l'informazione ai lavoratori.
Rivolto a: La figura del RSPP é OBBLIGATORIA in tutte le aziende che hanno dipendenti e/o figure assimilate al dipendente. Il datore di lavoro può SOLO in alcuni casi assumere in prima persona il ruolo di RSPP,o non vuole, deve incaricare un dipendente o un professionista, in possesso degli attestati abilitanti. Il corso è rivolto a dipendenti e/o professionisti, in possesso almeno di un diploma di scuola media superiore, che vogliano assumere l'incarico di RSPP (frequentando ANCHE il modulo C) o ASPP (frequentando solo il modulo A + il modulo B del settore ateco corrispondente).

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Sedi

Dove e quando

Inizio Luogo
Consultare
San Giovanni Teatino
VIA PO n. 37, 66020, Chieti, Italia
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Luogo
San Giovanni Teatino
VIA PO n. 37, 66020, Chieti, Italia
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Domande più frequenti

· Requisiti

L’unico requisito richiesto dalla normativa vigente, per seguire il corso RSPP modulo A è il possesso di almeno un diploma di scuola media superiore. Mentre per quanto riguarda i corsi RSPP moduli B e C, per poterli frequentare occorre essere in possesso dell’attestato relativo al modulo A o essere esentati dalla frequenza del modulo A, per il possesso di attestati di laure in determinate discipline, quali, ad esempio, laurea in Tecniche della prevenzione, o Ingegneria, etc. etc.

Programma

Lezione 1
PRESENTAZIONE DEL CORSO: Aspetti giuridico normativi metodologia del corso, l’aggiornamento obbligatorio. VALUTAZIONE DEI RISCHI: - Obiettivi della valutazione dei rischi (Art. 28 D.L.gs. 81/08); - Analisi dei pericoli e dei rischi: sequenza logica (fase preliminare, identificazione dei fattori di rischio e dei lavoratori esposti, stima dell’entità di esposizione ai pericoli, stima della gravità e della probabilità degli effetti, programmazione o messa in atto delle misure di prevenzione); - Ruolo del Datore di lavoro, dei dirigenti e dei preposti (Artt. 17-18-19 D.L.gs. 81/08); - Elementi per la costruzione di una matrice.

Lezione 2
ANALISI DEI RISCHI:
Criteri e strumenti per la individuazione dei rischi
Rischi derivanti dall’organizzazione del lavoro: Ambienti di lavoro (Allegato IV D.L.gs. 81/08); La movimentazione manuale dei carichi (Titolo VI D.L.gs. 81/08); Movimentazione, sollevamento, mezzi di trasporto (Allegato V Parte II);
IL RISCHIO INFORTUNI; Rischio elettrico; Rischio meccanico; macchine ed attrezzature Rischio di particolari attrezzature; Rischio cadute dall’alto. Valutazione del rischio senza misurazioni: quando e perché.

Lezione 3
ANALISI DEI RISCHI (parte II): IL RISCHIO CHIMICO (Titolo IX D. Lgs. 81/08): Gas, vapori, fumi; Polveri, fumi, nebbie; Liquidi; Etichettatura.
IL RISCHIO FISICO (Titolo VIII D. Lgs. 81/08): Rumore; Vibrazioni; Microclima; Illuminazione; RadiazioniVideoterminali.
RISCHIO DA AGENTI CANCEROGENI E MUTAGENI.
I L RISCHIO BIOLOGICO (Titolo X D. Lgs. 81/08).
GESTIONE DEL RISCHIO RESIDUO: Dispositivi di prevenzione collettivi ed individuali. Caratteristiche e scelta dei dispositivi di protezione individuali.

Lezione 4
ESERCITAZIONE:
Applicazione pratica della matrice su un modello predisposto e su singoli casi aziendali

Lezione 5
Discussione ed analisi delle esercitazioni sulla matrice
Contenuti del documento di valutazione dei rischi (i criteri adottati, le conclusioni della valutazione, l’individuazione delle misure di prevenzione e protezione, il programma di attuazione di ulteriori misure previste per un miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza).
Situazioni critiche che possono dar luogo a situazioni di emergenza
Il miglioramento continuo

Lezione 6
ESERCITAZIONE SUI RISCHI SPECIFICI
descrizione di un’industria della carta, eseguita sulla matrice e su immagini di un macchinario e valutazione delle operazioni eseguite dal lavoratore.
I RISCHI ORGANIZZATIVI E TRASVERSALI

Lezione 7
I RISCHI SPECIFICI, APPROFONDIMENTI:
RISCHIO CHIMICO: strategie di monitoraggio, sistemi di campionamento; dispositivi di protezione collettivi; gestione del rischio residuo: dispositivi di protezione individuale; scelta del DPI adatto per la protezione delle vie respiratorie, del viso e degli occhi, delle mani e della pelle; lavorazione del legno: polveri di legno duro e legno tenero
DEFINIZIONE DI PERICOLO BIOLOGICO: infettività, patogenicità, trasmissibilità, neutrabilizzibilità; orientamenti per la valutazione del rischio; metodi per la stima del rischio; indicazioni per la sorveglianza sanitaria; misura dei microrganismi aerodispersi; misura della contaminazione biologica di superficie.
I PRINCIPI DEL METODO HACCP

Lezione 8
I RISCHI SPECIFICI, APPROFONDIMENTI:
RUMORE E VIBRAZIONI:
Metodi per la scelta del DPI corretto. Azioni conseguenti la misura del rumore in ambiente confinato; Vibrazioni trasmesse al sistema mano – braccio, trasmesse al corpo intero. Effetti sulla salute.
ESERCITAZIONE
Costruzione di una matrice specifica di un’industria.
Identificazione dei rischi connessi alle mansioni ed alle lavorazioni.

Lezione 9
IMPIANTO ELETTRICO, MESSA A TERRA, SCARICHE ATMOSFERICHE:
verifiche dell’impianto elettrico, della messa a terra, dell’impianto contro le scariche atmosferiche; gli impianti in luoghi "a maggior pericolo di esplosione e di incendio"; l’elettrocuzione,
LE ATMOSFERE ESPLOSIVE: quando e perché.

Lezione 10
MOVIMENTAZIONE MANUALE E MECCANICA DEI CARICHI
MMC E MOVIMENTI RIPETITIVI (WMSDS): Procedure, modelli e criteri di valutazione del rischio connesso alla MMC; Modello raccomandato per il calcolo del limite di peso (NIOSH); Indicatori di rischio e azioni conseguenti
PATOLOGIE CORRELATE ALLA MMC: Definizione del termine Work Related Muscoloskeletal Disorder e patologie correlate; Incidenza delle patologie correlate a movimenti ripetitivi . MOVIMENTAZIONE MECCANICA DEI CARICHI – MACCHINE E ATTREZZATURE: imbracatura dei carichi, sollevamento e movimentazione; il registro delle manutenzioni periodiche secondo le linee guida ISPESL; infortuni e manutenzione; concetto di efficienza, efficacia, economicità; valutazione dei rischi delle macchine, pericoli delle macchine (meccanici e non), protezioni delle macchine secondo le norme UNI EN; Direttive CEE

Lezione 11
ESERCITAZIONE:
descrizione di un’industria della lavorazione della carta, eseguita sulla matrice e su immagini di un macchinario e descrizione delle operazioni eseguite dal lavoratore.
VALUTAZIONE DEI RISCHI
Identificazione delle fasi lavorative dove è più probabile la MMC; calcolo del limite di peso raccomandato.
LA GESTIONE DELLE EMERGENZE: Primo soccorso. L’influenza della viabilità dei luoghi di lavoro sugli accadimenti e sul sistema di soccorso

Lezione 12
ANALISI DEI RISCHI: LA PROTEZIONE ANTINCENDIO: Misure di protezione passiva; Vie di esodo, compartimentazioni, distanziamenti; Attrezzature ed impianti di estinzione; Sistemi di allarme; Segnaletica di sicurezza; Impianti elettrici di sicurezza; Illuminazione di sicurezza. Procedure da adottare quando: - si scopre un incendio; - in caso di allarme; Modalità di evacuazione; Modalità di chiamata dei servizi di soccorso; Collaborazione con i vigili del fuoco in caso di intervento; Esemplificazione di una situazione di emergenza e modalità procedurali – operative; Presa visione e chiarimenti sulle principali attrezzature ed impianti di spegnimento; Presa visione sulle attrezzature di protezione individuale (maschere, autoprotettore, tute. etc.). Il D.M. 10 Marzo 1998.

Successi del Centro

Ulteriori informazioni

Stage:

Non è previsto lo stage per questo tipo di corso


Alunni per classe: 10
Persona di contatto: Valeri

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