Start-Up e Modelli di Business Nell'Era della Conoscenza

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Descrizione

Obiettivo del corso: A conoscere i seguenti modelli di business: 'Free', 'Free to use, pay for related service', 'Freemium', 'Freedom to pay', 'Nothing free'.
Rivolto a: Tutti.

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Domande più frequenti

· Requisiti

Connessione ad internet.

Programma

Nella definizione di una strategia per un progetto web, le prime cose che devono essere decise sono certamente due: lo scopo che si vuole raggiungere, e il modello di business che sosterrà l’impegno. Il difetto della prima ondata di imprenditorialità web, infatti, è stato proprio quello di prescindere completamente da modelli di business e metriche, concentrandosi solo ed unicamente sul prodotto e su analisi quantitative dei risultati: “get big or get lost” era uno dei motti in voga nella Silicon Valley di fine anni ’90, che hanno portato al fallimento un modello economicamente insostenibile, e alla nascita di nuovi e più efficaci modelli che sono oggi alla base della rivoluzione del Web 2.0.

I modelli di business principali che andremo ad analizzare, sono: “Free”, “Free to use, pay for related service”, “Freemium”, “Freedom to pay”, “Nothing free”.

Il docente

Antonio Bonanno ha cominciato la sua avventura su Internet intorno al 1996. Dopo un periodo da webdesigner per piccole imprese, nel 1999 realizza con l’aiuto di un programmatore finlandese la prima versione di Estesia, un sito di pubblicazione di testi collegato al canale IRC #poesia. Dopo aver vissuto per un anno negli Stati Uniti in piena bolla dot-com, torna pieno di buoni propositi e nel 2001 incontra Giorgio, con il quale collabora nell’attività professionale di realizzazione siti e fonda il club culturale Débris, raccogliendo un gruppo di coetanei che tra le diverse iniziative apre la community Etz.it, oggi vicina al suo quarto anno di vita.

Studente di giurisprudenza all’Università di Pavia, negli ultimi tempi ha unito i due campi di interesse cominciando a specializzarsi in diritto dell’informazione e diritto d’autore, con una particolare attenzione per il mondo delle licenze Creative Commons.

Nel 2007 ha fondato DigitalNatives