Storia del pensiero politico contemporaneo

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L’Università degli Studi Guglielmo Marconi, è la prima Università “aperta” (Open University), riconosciuta dal MIUR con D.M. 1 marzo 2004, che unisce metodologie di formazione “a distanza” (materiale a stampa, dispense, Cd Rom, piattaforma e-learning) con le attività di formazione frontale (lezioni, seminari, laboratori, sessioni di ripasso e approfondimento) al fine di raggiungere i migliori risultati di apprendimento per lo studente.

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Cosa impari in questo corso?

Democrazia
Critica

Programma

Programma del Corso

DISCIPLINA

Storia del pensiero politico contemporaneo

DOCENTE

Angelo Arciero

CODICE DISCIPLINA: SPS02003
SSD: SPS/02

CREDITI: 06

OBIETTIVI E FINALITÀ DELL’INSEGNAMENTO

Tema del corso: Individuo e stato nel pensiero politico e filosofico del Novecento

Attraverso l’analisi dei movimenti politici e filosofici del Novecento e dei loro principali esponenti il corso di Storia del pensiero politico contemporaneo si soffermerà sull’evoluzione delle idee democratiche e liberali alla luce del confronto che, a partire dal XIX secolo, si instaura con le ideologie socialiste, con le teorie delle élites e con la tradizione del pensiero conservatore. Le contraddizioni e le tensioni ereditate dall’Ottocento, la rivoluzione sovietica e l’avvento dei regimi fascista e nazista, nell’acuire la crisi dei fondamenti democratici si traducono in uno scontro ideologico con totalitarismo che, prolungatosi negli anni della guerra fredda, mette in discussione le tradizionali categorie della politica. In particolare, la pressione esercitata dall’avvento del totalitarismo rappresenta un momento di cesura destinato a ripercuotersi negli orientamenti politici della seconda metà del Novecento. L’analisi delle relazioni tra individuo e potere coinvolge infatti le questioni sollevate dal consolidamento della società di massa e dal mutato contesto dei rapporti internazionali, imponendo la ricerca di nuove proposte politiche incentrate sulla revisione critica delle nozioni di sovranità, rappresentanza e democrazia.

PROGRAMMA DEL CORSO

  • L’eredità ideologica dell’Ottocento e la crisi dello stato liberale. La critica della democrazia borghese e la nascita della società di massa (Marx e Engels, Tocqueville, J.S. Mill)
  • Il pensiero delle élites. Mosca e la “classe politica”, Pareto e la “circolazione delle élites”, Michels e “la legge ferrea dell’oligarchia”
  • Liberalismi a confronto: Weber e il disincanto del mondo, Kelsen e il problema della rappresentanza, Dewey e i fondamenti culturali della democrazia
  • Cristianesimo e democrazia. Il pluralismo sociale di Maritain; l’individuo e lo stato di diritto nel pensiero di Sturzo
  • Le ideologie della destra e il pensiero conservatore
  • Fascismo e Nazionalsocialismo: Gentile e Schmitt
  • Il marxismo tra rivoluzione e riformismo: Bernstein, Kautski, Lenin, Gramsci
  • Il dibattito sul totalitarismo
  • Elitismo e democrazia: Schumpeter e Aron
  • La società aperta di Popper e la società liberale di Hayek
  • Hannah Arendt, dalla critica del totalitarismo alle analisi sulla rivoluzione
  • La scuola di Francoforte. Adorno, Horkeimer, Marcuse
  • Nuovi orientamenti del liberalismo: Berlin, Bobbio, Rawls
  • Habermas e la questione della democrazia nel secondo dopoguerra
  • Problemi della contemporaneità: la globalizzazione e il multiculturalismo

LIBRI DI TESTO

Oltre alle lezioni realizzate dal Docente ed ai materiali didattici pubblicati in piattaforma, è obbligatorio lo studio del seguente testo:

  • Rocco Pezzimenti, Il pensiero politico del XX secolo. La fine dell´eurocentrismo, Rubbettino, 2013

Solo le parti seguenti:

  1. Premessa: il secolo “lungo”: pp. 7-9
  2. Tra due secoli: pp. 11-30
    (parr. 1. Il 1895 di Engels; 1.1 Ultime pagine come testamento?; 1.2 La «revisione» di Bernstein; 1.3 Controversie all’interno della sinistra)
  1. Il potere durante e dopo la rivoluzione sovietica: pp. 56-85; 99-110
    (parr. 2. Lenin e la sua nuova macchina da guerra; il partito 2.1 Che fare? Necessita di un partito 2.2 Finalità del partito; 2.3 La propaganda; 2.4 Il partito: macchina mondiale; 3. L’esercito e il dualismo di poteri in Trotzkij; 3.1 Un vuoto da riempire: la costituzione dell’Armata rossa; 3.2 La rivoluzione permanente; 3.3 Quale rivoluzione?; 6. Il ritorno di Ivan il terribile e la rivoluzione; 6.1 La rivoluzione mondiale: Stalin; 6.2 Il socialismo in un solo Paese; 6.3 Il partito: strumento di potere: 6.Nel segno della continuità mondiale: Stalin)
  1. Populismo e antiparlamentarismo: pp. 125-158
    (parr. 3. L’elitismo antidemocratico: a) V. Pareto; 4. L’elitismo antidemocratico: b) R. Michels; 5. G. Mosca: pensatore di transizione; 6. La crisi del sistema tedesco: a) M. Weber; 7. La crisi del sistema tedesco: b) C. Schmitt)
  1. Tra autoritarismi e totalitarismi analisi e discussioni: pp. 171-206; 220-234; 237-242
    (parr. 1. Una via tutta italiana; 1.1 I due volti del fascismo: tra "rivoluzione" e ceti medi; 1.2 Componenti del fascismo: Mussolini come momento di sintesi; 1.3 La "dottrina" fascista; 2. Il nazismo come visione totalitaria; 2.1 Il presupposto razziale; 2.2 Mein Kampf; 3. L’egemonia culturale e politica in vista di un’opposta visione totalitaria: A. Gramsci; 3.1 L’eredita della guerra; 3.2 La necessita di un partito nuovo; 3.3 Il partito e le lotte politiche; 3.4 I dirigenti; 5. Riflessioni sul fenomeno totalitario; 5.1 Prime parziali analisi; 5.2 Fenomeno tipico della destra come della sinistra hegeliana; 5.4 Il totalitarismo e gli intellettuali)
  1. Ascesa e affermazione di una grande potenza: pp. 278-283; 297-306
    (parr. 3. Libertà, creatività e progresso sociale: John Dewey; 7. Schumpeter e l’evolversi del capitalismo; 7.1 L’economia come un problema storico; 7.2 Le istanze economiche da verificare; 7.3 Problemi aperti)
  1. Dalla scuola di Francoforte alla “contestazione”: pp. 361-379
    (parr. 1. L’eredità di una scuola; 1.1 Il metodo critico: T.W. Adorno e M. Horkheimer; 1.2 Il filosofo della ribellione: H. Marcuse)
  1. Tra liberalismo e socialdemocrazia: pp. 413-421; 426-431; 464-468
    (parr. 3. Diritto e valori in Hans Kelsen; 4. Karl R. Popper e la critica dei falsi profeti del nostro tempo; 4.1 Popper critico di Hegel; 4.2 Le attese di Marx e i suoi sogni deterministici; 4.3 Il metodo storicistico; 5.4 L’insofferenza dell’individuo davanti la pianificazione: F.A. von Hayek 5.5 Il fallimento della pianificazione; 5.6 Rivitalizzare la democrazia; 5.7 L’abuso della ragione; 16.1 Il neocontrattualismo di J. Rawls; 16.2 Lo Stato minimo in R. Nozick)
  1. La dottrina sociale della chiesa nel pensiero politico-sociale cattolico del novecento: pp. 568-572; 588-595
    (parr. 3. La riflessione cattolica durante l’affermarsi dei partiti di massa; 7. Il ritorno di don Sturzo; 8. Il peso della riflessione cattolica francese)

Testo di approfondimento:
Angelo Arciero, T.S. Eliot: alle origini del pensiero politico contemporaneo, Rubbettino, 2011

MODALITÀ DELL´ESAME FINALE

Prova scritta e/o orale

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