Corso sulla Fiaba - Se Puoi Sognarlo Puoi Farlo

L'Incontro - Centro di Psicologia Milanese
A Milano

70 
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  • Laboratorio
  • Milano
  • 9 ore di lezione
Descrizione


Rivolto a: psicologi ed appassionati di psicologia. A tutte quelle persone che sono cresciute a “pane & fiabe”, che amano raccontare e sentirsi narrare delle fiabe e che credono nel potere del sogno e della fantasia.

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Milano
via Vincenzo Monti 34, 20123, Milano, Italia
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Professori

Cecilia Falcetta
Cecilia Falcetta
psicologa

Noemi Lucrezia Pepe
Noemi Lucrezia Pepe
Psicologa clinica

Psicologa clinica ad orientamento psicodinamico. Collabora presso l'Università Cattolica di Milano e tiene le esercitazioni di psicologia dinamica presso l'Università Cattolica di Brescia.

Programma

La fiaba è una forma letteraria di altissimo livello culturale ed artistico, che ha la capacità di raggiungere ogni stadio della vita psichica dell'uomo. Principalmente riconosciuta come un genere destinato all'infanzia, in realtà può essere occasione di riflessione ed arricchimento anche per l'adulto, rispondendo agli inevitabili interrogativi che egli si pone sulla sua natura ed origine. Il corso proposto consiste in un approfondimento dei temi principali presenti nelle fiabe più popolari (Cenerentola, La bella addormentata nel bosco, La Sirenetta, Biancaneve e i sette nani) raccontate dai fratelli Grimm, da Charles Perrault e da Walt Disney. Lo scopo è quello di arrivare ad una loro comprensione, integrando la lettura psicoanalitica a quella junghiana. I temi presi in esame durante i sei incontri previsti sono i seguenti: 1.Perchè la fiaba? Il bisogno di magia del bambino vs il bisogno di razionalità dell'adulto. La fiaba si presenta come un'occasione per affrontare temi pressanti per il bambino, attraverso un linguaggio per lui comprensibile, a livello conscio ed inconscio. Inoltre i simboli e la narrazione magico-simbolica gli permettono di spostare sui personaggi fantastici tutto il vissuto emotivo angoscioso che non sarebbe tollerabile se investito sulle figure parentali. 2.La genitorialità: padri, figlie e matrigne cattive. Madri misteriosamente scomparse e sostituite da matrigne gelose, padri soli e potenti alle prese con la ribellione adolescenziale della figlia, coppie che desiderano tanto un bimbo che non arriva. La fiaba, in quanto specchio della vita relazionale ed intrapsichica dell'individuo, non può esimersi dal dipingere il complesso rapporto genitori-figli. 3.Il sogno realtà diverrà: l'autorealizzazione oltre l'oblio del sonno. Il sogno è la sede del desiderio, dell'aspettativa, della speranza; un rifugio da una realtà insoddisfacente. Grazie al sogno, la protagonista affronta le difficoltà quotidiane. Il sonno, al contrario, rappresenta il pericolo di un congelamento psichico, una fuga dalla vita, un evitamento delle emozioni. 4.La natura amica e nemica: l'ambivalenza dell'intrapsichico. La natura è rappresentata come lo specchio del mondo interno della protagonista: cattiva e persecutoria quando sono in gioco emozioni negative, benevola e complice quando la speranza si riaccende. Allo stesso modo, nell'individuo coesistono oggetti buoni ed oggetti cattivi, pulsioni di vita e pulsioni di morte, Anima e Ombra. 5.Il principe azzurro: l'uomo giusto al momento giusto. L'unione del principe e della principessa coincide con la conclusione di un percorso di maturazione personale della protagonista. In questo senso il principe non è l'eroe che salva, ma è il tassello mancante di un puzzle il cui completamento rappresenta da parte della principessa la conquista di una nuova consapevolezza dì sé in quanto donna adulta. 6.E vissero felici e contenti: il naturale bisogno del lieto fine. La speranza viene esaudita, l'ordine vince sul caos. Le angosce che il bambino ha spostato sui personaggi della fiaba si sciolgono, allentando così le ansie e le paure che naturalmente lo possono turbare. Anche l'adulto si sente rincuorato: l'equilibrio tra le forze psichiche ambivalenti può essere in qualche modo raggiunto.


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