Tecniche di Narrazione

Associazione Culturale Oasi
A Torino

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  • Corso
  • Torino
  • 24 ore di lezione
  • Durata:
    3 Mesi
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Rivolto a: Tutti.

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Torino
Via Pinelli 23, 10100, Torino, Italia
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Professori

Silvia Iannazzo
Silvia Iannazzo
Docente conduttore.

Attrice, narratrice e drammaterapeuta, diplomata nel ’93 alla scuola del Teatro Stabile Torino diretta da L. Ronconi. Formatasi con i più importanti maestri del teatro (Mnouchkine, Grotowsky, Vassiliev, Nekrosius, Stein, Lassalle), ha allestito spettacoli in proprio e recitato col Teatro Stabile Torino, Teatro di Roma e Teatro Settimo. Da anni, svolge attività didattiche in ambito teatrale, sulla comunicazione espressiva e sullo storytelling con training decennale presso Fay Prendergast.

Programma

TECNICHE DI
NARRAZIONE
Un corso per imparare a raccontare
Ideato e condotto da Silvia Iannazzo

PER CHI
Per tutti coloro che vogliono imparare, sperimentare ed affinare con piacere, emozione e
divertimento l’arte del raccontare, per capire, anche, un po' più di se stessi. Più nello
specifico, da un lato per genitori, insegnanti, educatori, operatori del sociale, di ludoteche
e biblioteche, nonni e nonne; dall'altro per chi per lavoro deve avvincere un uditorio di
qualsiasi genere (manager, formatori, gestori di gruppi) che può trovare utile arricchire la
capacità oratoria con le tecniche di narrazione, partendo dal presupposto che la storia è il
modo migliore di organizzare un sistema di conoscenze; in tal senso, questo corso è il
naturale completamento del corso di public speaking IN PUBBLICO.

PERCHE' RACCONTARE
Raccontare è molto diverso dal leggere ad alta voce una fiaba, o dal recitare un monologo.
Raccontare è un atto antico, che deriva da una millenaria tradizione orale. Prevede
innanzitutto la presenza di chi narra e chi ascolta. Occhi negli occhi però, e basta. Solo la
storia, con la sua voce, crea personaggi e paesaggi, e passaggi. Raccontare è un atto
semplice e nello stesso tempo presuntuoso: voler trasportare chi ascolta, con il solo aiuto
del corpo e della voce del narratore, lontano, in un altro mondo fantastico, in un’altra
dimensione. E poi riportarlo, gentilmente o a volte bruscamente, qui. Ma qualcosa sarà nel
frattempo cambiato, non sarà più lo stesso. La polvere di quel mondo raccontato gli sarà
rimasta attaccata alle suole delle scarpe, e lascerà un’orma, piccola o grande, nei normali
tragitti quotidiani.
Gli studi psicologici e cognitivi più recenti dicono che il cervello destro tende a registrare le
esperienze emotive sotto forma di immagini e a organizzarle in un ordine che ha una
forma narrativa. La forma narrativa è quella più “digeribile” e più gradevole per noi umani
nella trasmissione della conoscenza. Da sempre infatti i grandi saggi si esprimono per
parabole, e i popoli che non conoscevano la scrittura tramandavano la loro memoria
storica sottoforma di storie narrate. Anche i moderni manuali per manager raccomandano
di servirsi spesso di aneddoti per catturare l’uditorio. Perché una serie di eventi e di
esperienze, nel momento in cui diventa una storia, acquista un senso. Il raccontare è
dunque connesso al creare significato. Raccontare crea di per sé un valore.Il raccontare è una facoltà che tutti possiedono e che può essere sviluppata e coltivata. Ma
raccontare è anche un’arte, è come tale va imparata e allenata. Ogni narratore possiede
una propria personalità e uno stile unico. Scoprirlo e affinarlo è anche un modo per
scoprire chi si è veramente. E’ l’inizio di un’avventura che porta sempre più in là di quanto
si possa immaginare.
Perché raccontare dunque? Perché è bello, ed è bello ascoltare.

MATERIE D’INSEGNAMENTO
Corpo:
 rilassamento
 riscaldamento fisico
 il gesto
Voce:
 riscaldamento e esplorazione della voce, rudimenti di articolazione e intonazione
 il volume
 le sfumature
 le voci dei personaggi
 il ritmo
 la velocità
Immaginazione:
 esprimere immagini e suggestioni con le parole
 come costruire una storia
 esercizi di invenzione e creatività
Le mille e una storia:
 molti modi per raccontare una storia, trovare il proprio modo personale,
Storie e memorie:
 l’arte del ricordare,
 costruire storie a partire dalla propria esperienza,
 storie della quotidianità
Chi ci ascolta?
 come ammaliare l’uditorio,
 creare la suspence,
 tenere l’attenzione
 un tocco di teatralità in più


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