Master in Geotecnologie per L'Archeologia (Gtarc)

Università degli Studi di Siena
A San Giovanni Valdarno

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  • Master II livello
  • San giovanni valdarno
  • 735 ore di lezione
Descrizione

Obiettivo del corso: Il Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti e Il Centro di Geotecnologie – CGT dell’Università degli Studi di Siena hanno istituito un Master Universitario di secondo livello in GeoTecnologie per l’Archeologia (GTARC).
Rivolto a: Il GTARC è rivolto a giovani laureati in discipline umanistiche, nel settore dei beni culturali, e in discipline scientifiche, a professionisti, dirigenti e quadri della Pubblica amministrazione che operano in ambito archeologico.

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San Giovanni Valdarno
Via Vetri Vecchi, 34 , 52027, Arezzo, Italia
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· Requisiti

laurea in Lettere, Conservazione dei Beni Culturali, Scienze Geologiche, Scienze Ambientali, Scienze Naturali, Scienze Forestali, Scienze Agrarie,...

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Programma

Master universitario di secondo livello in GEOTECNOLOGIE PER L'ARCHEOLOGIA (GTARC)

La storia dell’archeologia è comunemente intesa come storia delle grandi scoperte…

…ma ancor più di questo, essa è la storia del modo in cui siamo giunti a guardare con occhi nuovi alle testimonianze materiali del passato dell’uomo, e del modo in cui i nuovi metodi ci aiutano nel nostro lavoro.
(Renfrew C., Bahn P. )

Il Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti e Il Centro di Geotecnologie – CGT dell’Università degli Studi di Siena hanno istituito un Master Universitario di secondo livello in GeoTecnologie per l’Archeologia (GTARC). Il master, afferente alla Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali e alla Facoltà di Lettere e Filosofia, ha l’intento di formare professionisti in grado di coniugare ed integrare tematiche umanistiche e geotecnologiche attraverso l’applicazione di metodologie innovative di indagine ed interpretazione dei contesti archeologici.

Al giorno d’oggi, lo studio e la valorizzazione dei Beni Culturali richiedono sempre più conoscenze scientifiche e tecnologiche e diventa pertanto cruciale un’interazione costruttiva tra operatori umanistici, tecnici e scientifici. La ricerca archeologica, non può pertanto prescindere da interventi conoscitivi di ampio respiro e quindi da un rapporto organico a carattere interdisciplinare con tutte le aree del sapere scientifico.

In questo contesto il dibattito attorno al tema della tutela dei beni culturali, ha evidenziato la necessità di utilizzare innovativi strumenti di monitoraggio sempre meno invasivi per l'individuazione e la salvaguardia dei beni archeologici e ambientali. La nuova figura dell’archeologo che emerge anche dal recente Decreto Legge sull’Archeologia Preventiva (DL63/2005 articolo 2bis e 2ter) sembra andare proprio in questa direzione: coloro che, come prescritto dalla nuova normativa, si troveranno a dover verificare l’impatto archeologico di opere infrastrutturali, non potranno fare a meno di strumenti tecnologici non invasivi quali il telerilevamento, la fotointerpretazione, la geofisica necessari per una corretta lettura e interpretazione del territorio.

Si sta pertanto aprendo, un nuovo mercato del lavoro per figure professionali specializzate, in grado di integrare le competenze archeologiche e geotecnologiche che siano quindi in grado di:

Individuare ed interpretare le tracce delle antiche frequentazioni antropiche con metodi non invasivi, contestualizzare le evidenze archeologiche nel territorio e in un quadro geomorfologico e paleoambientale, costruire la cartografia tematica per la gestione ed interpretazione delle emergenze archeologiche, fornire data set e organizzare strutture GIS funzionali alla programmazione degli interventi archeologici e alle esigenze amministrative territoriali (tutela, valorizzazione, pianificazione...)

A scala territoriale l'integrazione dei dati provenienti da fonti diverse (GPS, analisi da remote sensing, fotointerpretazione, indagini sul campo) all'interno di un GIS diviene strumento e chiave di lettura fondamentale per la ricostruzione della storia del paesaggio. Nell'ambito degli interventi archeologici sul territorio è necessaria la gestione rapida e coordinata della grande quantità dei dati raccolti durante l'attività di scavo e ricognizione. In questo senso l'apporto delle nuove tecnologie permette di archiviare ed integrare all'interno di un sistema relazionale le varie tipologie di documentazione (cartografia, piante di fase, database di reperti, documentazione grafica e fotografica) rendendole fruibili in modo dinamico ed in tempo reale.

Il GTARC vuole dare una risposta alla crescente domanda di formazione nei settori della ricerca e soprattutto delle nuove professioni relative alla:

Individuazione dei Beni Archeologici con metodologie non invasive e loro inserimento nel contesto territoriale

Lettura integrata del dato archeologico, geomorfologico e paleoambientale

Salvaguardia e monitoraggio del patrimonio culturale

Gestione informatizzata dei dati archeologici

Divulgazione multimediale

Il GTARC è rivolto a giovani laureati in discipline umanistiche, nel settore dei beni culturali, e in discipline scientifiche, a professionisti, dirigenti e quadri della Pubblica amministrazione che operano in ambito archeologico.


Contenuti del Master GTARC

Il Master in GeoTecnologie per l’Archeologia (GTARC) affronta i tre momenti fondamentali della ricerca archeologica:

Prospezione archeologica

Scavo e interpretazione delle evidenze archeologiche

Organizzazione, gestione e diffusione dei dati

Prospezione archeologica

Prima di effettuare una campagna di scavo è necessario approcciare il campo con tecniche di prospezione non invasive, quali il telerilevamento, la fotogrammetria, i sistemi di posizionamento satellitari (GPS) e la geofisica applicata.

Il contributo del telerilevamento (l’insieme delle metodologie di acquisizione, elaborazione ed interpretazione di immagini digitali rilevate da aereo, satellite o altra piattaforma più prossima all’oggetto da studiare) è fondamentale in quanto permette la ricostruzione della paleogeografia di regioni entro le quali effettuare ricerche di antichi insediamenti o per ipotizzare interpretazioni di scelte insediative o funzionali di siti archeologici già noti. La fotogrammetria digitale consente oggi un facile approccio alle tecniche di costruzione, aggiornamento ed integrazione di cartografia di dettaglio costituendo uno strumento potente per la prospezione e il censimento dei beni archeologici. Altrettanto importanti sono i metodi geofisici di prospezione archeologica. Questi rappresentano uno strumento fondamentale per la rilevazione non distruttiva di strutture naturali e antropiche sepolte e in archeologia possono fornire valide indicazioni per la progettazione degli interventi di scavo nonché dare informazioni su aree più vaste adiacenti agli scavi stessi e quindi consentire di meglio relazionare il sito archeologico con il territorio circostante.

Alla serie di prospezioni non invasive può fare riscontro una ricognizione sul terreno dove il rilievo delle strutture antropiche e l'identificazione di elementi di micromorfologia possono essere registrate con accuratezza attraverso i sistemi di posizionamento satellitare (GPS). Tutte queste metodologie rappresentano uno strumento di identificazione e contestualizzazione fondamentale per la salvaguardia del nostro patrimonio culturale.

Scavo e interpretazione delle evidenze archeologiche

Per la comprensione dei processi di formazione ed evoluzione dei depositi antropici è cruciale possedere una buona padronanza del metodo scientifico di indagine e interpretazione dei dati archeologici. Particolare attenzione è rivolta ai principi metodologici del rilievo archeologico e al trattamento dei dati in relazione alla loro archiviazione e gestione anche tramite le schede dell’Istituto Centrale per la Catalogazione e Documentazione (ICCD).

Altrettanto rilevante, per una migliore contestualizzazione di un giacimento, è la programmazione di indagini cronologiche e archeometriche. Tali tematiche saranno affrontate anche tramite la visita ai laboratori del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Siena, di Dendrocronologia del Museo Civico di Rovereto e al LaBEC - Laboratorio di Tecniche Nucleari per i Beni Culturli - dell'INFN di Fierenze.

Organizzazione, gestione e diffusione dei dati

L’ultimo decennio ha visto un notevole incremento dell’impiego di tecnologie informatiche negli ambiti più diversi della ricerca archeologica ma sono sicuramente i GIS – Geographic Information System e RDBMS - Relational Database Management System ad aver riscosso un importante successo, prima come sistemi per la gestione globale dei dati archeologici di provenienza stratigrafica, poi come strumenti decisivi nell’interpretazione dei contesti archeologici. Il loro primo campo di applicazione riguarda gli studi di archeologia del paesaggio. Le applicazioni si orientano in molteplici direzioni e partecipano allo studio degli elementi antropici e geografici che hanno caratterizzato il territorio, cercando di indagare il rapporto tra uomo e ambiente nei termini di scelte insediative, sfruttamento delle risorse, viabilità, percezione, ecc. Oltre che immettersi in uno scenario di studi territoriali già consolidato, le potenzialità offerte dagli strumenti GIS hanno anche stimolato la crescita del dibattito sulle diverse variabili umane e spazio-temporali che partecipano al processo di comprensione del nostro passato e sulla scelta delle metodologie di acquisizione dei dati da introdurre nell’analisi e dei modelli interpretativi. Oltre agli studi su scala territoriale i GIS offrono interessanti potenzialità applicative nel campo delle analisi spaziali a scala di sito archeologico. Le elaborazioni di dati intra-site costituiscono una importante metodologia per lo studio dei processi e delle fasi di formazione dei depositi archeologici, la cui ricostruzione è indubbiamente decisiva nella validazione di qualsiasi successiva analisi deduttiva. La puntuale registrazione della distribuzione spaziale dei resti aiuta a leggere la ripartizione dello spazio e a riconoscere l’eventuale presenza di unità funzionali. I GIS si sono rivelati spesso determinanti nell’identificazione dei processi di aggregazione spaziale dei dati archeologici attraverso modalità di trattamento contestuale e/o selettivo di variabili a connotazione spazio-temporale. I corsi si articolano in due parti, una teorica ed una applicativa svolta in laboratorio durante la quale gli studenti eseguiranno esercizi pratici di applicazione GIS inter-site e intra-site ed acquisiranno la capacità di interpretare e elaborare carte tematiche a fini archeologici.

Inoltre il lavoro dell'archeologo oggi trae un notevole aiuto dalle rappresentazioni del dato attraverso modellazioni 3D sia per finalità analitiche sia per scopi divulgativi.

REQUISITI ll Master in Geotecnologie per l’Archeologia (GTARC) si rivolge a laureati:

- del vecchio ordinamento (normativa previgente il D.M. 509/99) in Scienze Geologiche, Scienze Ambientali, Scienze Naturali, Scienze Forestali, Scienze Agrarie, Ingegneria Ambientale, Ingegneria Civile, Ingegneria Idraulica, Ingegneria Mineraria, Ingegneria Informatica, Chimica, Fisica, Biologia, Lettere, Storia e Filosofia, Lettere indirizzo archeologico, Conservazione dei beni culturali, Conservazione e restauro del patrimonio storico-artistico.

- delle nuove lauree specialistiche (ai sensi del D.M. 509/99) e delle lauree magistrali (ai sensi del D.M. 270/2004) nelle classi 2/S, 3/S, 4/S, ,6/S, 10/S, 12/S, 20/S, 21/S, 24/S, 27/S, 28/S, 38/S, 54/S, 62/S, 68/S, 74/S, 82/S, 85/S, 86/S, 87/S

Sono ammessi giovani laureati di Paesi dell'Unione Europea e extracomunitari il cui titolo di studio sia valutato equipollente a quelli richiesti dal Collegio dei Docenti del Master.

Il numero massimo dei candidati ammissibili al GTARC è 25 .

L'ammissione al GTARC è condizionata al superamento di una selezione basata su titoli (votazione di laurea, altri titoli di studio, titoli scientifici o professionali) e a un colloquio sul curriculum del candidato.

AMMISSIONE

Le domande di ammissione al Master GTARC, indirizzate al Magnifico Rettore dell'Università degli Studi di Siena, dovranno pervenire per posta ordinaria o per fax all'Ufficio Formazione Post Laurea dell'Università di Siena (Via S. Bandini, 25 - 3100 Siena)

La domanda dovrà essere compilata su apposito modulo (che può essere scaricato cliccando qui).

L'ammissione al Master avverrà mediante una selezione effettuata da una Commissione di valutazione composta da due componenti del Collegio dei Docenti, sulla base del curriculum dei candidati.

SCADENZE

L ’Ufficio Formazione e Post Laurea dell'Università di Siena procederà ad inviare a ciascun candidato, ammesso al Master, apposita comunicazione a mezzo posta, e-mail, telegramma o fax.

La pratica di iscrizione dovrà essere perfezionata facendo pervenire all’Ufficio Formazione e Post Laurea i documenti previsti all'articolo n.5 del bando entro il termine indicato nella comunicazione.

I primi 25 candidati idonei saranno ammessi al Master GTARC.

La rinuncia o mancato perfezionamento dell'iscrizione da parte di uno dei candidati ammessi, comporterà l’esclusione e il posto sarà ricoperto dal primo degli idonei non ammessi.

TASSE

La tassa di iscrizione al GTARC è 3.500,00 Euro da corrispondere in due rate.
Tutto il materiale didattico del corso, sarà fornito in formato PDF scaricabile dall'area Intranet Studenti del CGT o su supporto CD. La tassa di iscrizione comprende ogni altra spesa di laboratorio.

La rinuncia volontaria al Master, comunque motivata, non comporterà il rimborso della quota di iscrizione.

La tassa di iscrizione, rientrando i Master nell'attività istituzionale dell'Ateneo e non in quella commerciale, resta al di fuori del campo di applicazione I.V.A. e pertanto non potrà essere rilasciata alcuna fattura.

Sono previsti rimborsi alla tassa di iscrizione , basati sul profitto degli esami sostenuti durante il Master, nel numero e per l'ammontare di:

Da 1 a 9 iscritti Da 10 a 25 iscritti Oltre i 25 iscritti 1 rimborso pari al 50<%br />1 rimborso totale 1 rimborso pari al 50<%br />2 rimborsi totali

Le domande per il rimborso dovranno essere presentate contestualmente alla domanda di ammissione (per scaricare il modulo clicca qui).

La selezione per il contributo alle quote di iscrizione sarà effettuata da apposita commissione designata dal Collegio dei docenti.

TITOLO CONFERITO

Come stabilito rispettivamente dall’Art. 1 e dall'Art. 7 del Regolamento sui Master dell’Università degli Studi di Siena, con il superamento delle prove di verifica, lo svolgimento dello stage, la produzione dell'elaborato finale e la dissertazione orale vengono riconosciuti 69 CFU (Crediti Formativi Universitari) e viene conferito il titolo di:

"Diploma di Master Universitario di Secondo Livello in GeoTecnologie per l’Archeologia".

AGEVOLAZIONI

Gli studenti iscritti ai Master hanno la possibilità di alloggiare presso il collegio del CGT a prezzi agevolati

Gli studenti iscritti al Master GTARC potranno usufruire dei seguenti servizi:

• Mensa universitaria;

• Prestito biennale senza interessi e senza spese di € 1.350 della Banca del Valdarno-Credito Cooperativo per l'acquisto di un computer portatile;

• Postazione di lavoro con HW e SW professionale in uno dei laboratori del CGT.

Per ulteriori informazioni consultate le pagine web relative alle facilitazioni riservate ai Futuri Sudenti del Centro di Geotecnologie.

STUDIARE GRATIS CON I VOUCHER

Da anni, si è avviata a livello europeo una politica di riforma del sistema della formazione e del lavoro per incentivare lo sviluppo della formazione lungo tutto l'arco della vita. Per questo motivo le regioni e le province, da alcuni anni, bandiscono finanziamenti a studenti e lavoratori al fine di accrescere conoscenze e competenze professionali volte all'incremento dell'occupazione lavorativa.

Per informazioni più dettagliate potete rivolgervi ai Centri per l'impiego del vostro comune o della vostra provincia.

Ulteriori informazioni

Stage: stage

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