I modelli della Lean Production applicati alle realtà produttive delle PMI

Artioli & Sala Consulting
A Modena

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  • Corso
  • Modena
  • 72 ore di lezione
  • Durata:
    3 Mesi
Descrizione

La finalità del progetto è quella di sviluppare la cultura della Lean Production nelle realtà produttive delle PMI.
La lean production mira in maniera sistematica a minimizzare gli sprechi produttivi, logistici e globali fino ad azzerarli, attraverso un contributo razionale di management. Si tratta di un approccio basato in maniera determinante sul teamworking e sulla guida alla "caccia agli sprechi".
Il percorso è diretto a chi in azienda rivesti ruoli collegati alla produzione, alla qualità, ufficio tecnico e tutti gli ambiti di gestione della produzione.

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FSE:Corso finanziato FSE (Fondo Sociale Europeo)

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Modena
Via Taglio 105, 41100, Modena, Italia
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· Requisiti

Il corso si rivolge alle aziende emiliano-romagnole ed in particolare del tessuto della provincia modenese che intendano formare uno o più dipendenti nella tematica del project management. Il corso é gratuito.

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Cosa impari in questo corso?

Lean production
Qualità dei processi industriali
Problem solving

Programma

OBIETTIVI GENERALI
La finalità del progetto è quella di sviluppare la cultura della Lean Production nella realtà produttive delle PMI.
Il termine Lean Production (letteralmente "produzione snella") identifica un approccio manageriale che si basa sul Toyota Production System. Attraverso numerose revisioni ed ampliamenti negli anni, la Lean Production mira in maniera sistematica a minimizzare gli sprechi produttivi, logistici e globali fino ad azzerarli, attraverso un contributo razionale di management. Si tratta di un approccio basato in maniera determinante sul teamworking e sulla guida alla "caccia agli sprechi" come fil-rouge permamente. A questi vengono ovviamente affiancati numerosi strumenti ("Lean Tools") che possano analizzare gli sprechi, comprendere l'origine e guidare il miglioramento.
In un primo momento il concetto di produzione snella viene impropriamente ritenuto idoneo alla grandi aziende manifatturiere, negli ultimi anni invece si è compreso che è proprio nelle PMI che questo concetto ottiene grandi risultati. Applicato anche nelle società di servizi con successo, è oggi l’unico strumento che ci consente di fare una corretta “spending review”, tesa non tanto ai tagli, ma alla riduzione degli sprechi, quindi orientata alla creazione di maggior valore nonostante la diminuzione dei costi.
Ecco che in un momento come quello attuale si rivela l’unico strumento in grado di aiutarci a superare una crisi aziendale senza lasciare le aziende “svuotate” quindi non in grado di generare valore, lavorando sugli sprechi si mantiene la capacità produttiva, la qualità e l’innovazione, si è quindi pronti di cogliere le future possibilità di ripresa.
All’interno del percorso sarà attribuita grande importanza alla trasmissione dei cosiddetti "Lean Tools", strumenti ed azioni necessari per una produzione snella. Occorre tenere presente che molte PMI hanno rapporti con le grandi imprese soprattutto per la lavorazione conto terzi, molto spesso esse esigono che vengano utilizzati metodi in linea con il sistema Lean, in modo particolare quando occorre dare al cliente una tempestiva risposta sulle cause che hanno determinato eventuali errori e non conformità, così come nell’ informarlo sulle azioni di miglioramento intraprese per la soluzione del problema.
In questo contesto il metodo delle 8D, diventa indispensabile, citiamo ad esempio CESAB-TOYOTA-CNH che sono alcune delle realtà con le quali occorre adottare questo metodo per poter mantenere i rapporti di fornitura.
Gli altri “Lean Tools” che verranno trattati all’interno del percorso saranno:
  • Il miglioramento continuo
  • La settimana Kaizen
  • Le 7 categorie di spreco
  • Le 5 S
I partecipanti saranno guidati dal formatore ad analizzare la propria realtà produttiva e a sviluppare un vero e proprio progetto di miglioramento organizzato con i principi della Lean.

MODULI DIDATTICI
ORGANIZZAZIONE AZIENDALE
  • Il concetto di sistema organizzativo
  • L’organigramma e le principali funzioni aziendali
  • Tipologie di strutture organizzative
- la struttura semplice
- la struttura funzionale
- la struttura divisionale
- la struttura matriciale
- la lean-organization
  • Elementi di progettazione organizzativa
  • L’evoluzione delle teorie organizzative: Il taylorismo, le relazioni umane, l’approccio sistemico
  • L’organizzazione per le PMI: gli assetti (elementare,imprenditoriale, diffuso, innovativo)


IL PROBLEM SOLVING NELLA QUALITA' E NELLE NON CONFORMITA'

  • Le fasi del processo decisionale e i processi decisionali;
  • Gli obiettivi del processo decisionale;
  • La definizione del problema;
  • Distinguere tra problema tecnico e problema umano;
  • Analizzare la situazione: raccogliere e selezionare le informazioni;
  • Valutare le soluzioni possibili;
  • Strumenti:
- Il diagramma causa effetto di Isikawa
- P.D.C.A. di Deming
- La matrice Swot
  • Il Metodo 8 D:
- 1-D Formare il team
- 2-D Descrivere il problema
- 3-D Contenere i sintomi
- 4-D Individuare le radici delle cause
- 5-D Scegliere e verificare le azioni correttive
- 6-D Implementare le azioni correttive
- 7-D Prevenire il ripresentarsi del problema
- 8-D Congratularsi con il team


CONCETTO DI LEAN PRODUCTION
  • I principi base della Lean production.
  • I “Lean Tools”
  • Gestione del miglioramento sviluppata attraverso due azioni principali:
- Il miglioramento continuo "daily" ovvero il miglioramento continuo che il team sviluppa giorno dopo giorno
- La settimana Kaizen o evento Kaizen: un momento di miglioramento focalizzato che permette in un brevissimo periodo di tempo di raggiungere risultati significativi.
  • Le principali 7 categorie di spreco identificate da Toyota, che tutt'ora rappresentano i 7 capitoli principali di miglioramento:
- SOVRA-PRODUZIONE: quando produco di più di quello che serve.
- PRODOTTI DIFETTOSI: quando ho prodotto dei materiali che non andranno al cliente perché difettosi (oppure non me ne accorgo e se ne accorge il cliente,.... peggio ancora).
- TRASPORTI NON NECESSARI: quando movimento la merce, i WIP, le materie prime, in maniera eccessiva.
- MOVIMENTI MANUALI; quando l'operatore spende un quantitativo eccessivo di energie/movimenti/tempo/.. per fare un lavoro che sarebbe fattibile in maniera più economica
- RITARDO / ATTESA: quando un reparto, funzione,.. è in attesa di un "qualche cosa" che non arriva
- SCORTE / Work in Process: quando ho magazzini e reparti, dove i volumi di scorte e WIP eccedono il necessario
- LAVORAZIONE: quando rotture ed impianti mal regolati generano interferenze nella produzione
  • Il metodo delle 5 S:
- Seiri - separare
- Seiton - riordinare.
- Seiso - pulire
- Seiketsu - sistematizzare o standardizzare
- Shitsuke – diffondere o sostenere


STRUTTURA E DURATA
60 ore d'aula + 12 ore di project work individuale
lezioni della durata di 4 ore (dalle 14.00 alle 18.00) al giovedì

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