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  • Seminario
  • Cagliari
  • 24 ore di lezione
Descrizione

Obiettivo del corso: Alla rielaborazione dell'esperienza educativa.
Rivolto a: Insegnanti, educatori, istruttori, pedagogisti.

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Sedi

Dove e quando

Inizio Luogo
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Cagliari
VIA GIOVANNI MARIA ANGIOY, 09124, Cagliari, Italia
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Domande più frequenti

· Requisiti

Possesso di esperienza pedagogica professionale

Programma

Perché non partecipare ai laboratori In società evolute e in contesti avanzati le competenze sociali vengono via via professionalizzate.

Perdiamo competenze e le deleghiamo ad altri, smettiamo di fare e accettiamo che ci sia qualcuno che fa per noi quello che non vogliamo e non sappiamo fare.

Tutto questo va bene, è normale e pacifico e qualche volta ci pone davanti alla nostra incapacità.

Con un sorriso ci accorgiamo che abbiamo delegato ad altri non solo le funzioni di reperire il cibo e di creare un rifugio (non cacciamo più, non costruiamo le nostre case, altri lo fanno per noi), ma abbiamo delegato il divertimento (le agenzie di animazione) e alcuni delegano la propria vita sociale (le agenzie matrimoniali).La questione diventa più dura, difficile e complessa quando si cominciano a delegare funzioni che diventano essenzialmente legate alla nostra storia e alle caratteristiche più radicali dell’essere uomo.

Pagare per avere comprensione e qualcuno che ci ascolti è un sintomo di questa superfetazione della delega e di questa spinta verso la professionalizzazione delle funzioni vitali.

Ancora di questi tempi è il tema del pagare qualcuno perché ne educhi un altro.

L’emergenza dell’educazione professionale e di colui che di questa è esperta, l’educatore professionale.La vicenda privata, intima dell’educare tradotta in prestazione esibita in cambio di denaro, la necessità di capire bene cosa si vende e cosa si compra e come dirsi soddisfatti intrecciano la vicenda di questa professione nuova, come la necessità di capire cosa differenzi chi fa educazione professionalmente rispetto alla mamma, o al maestro di vita o all’amico.Ancora, come tutti i linguaggi che interferiscono nella lettura e nelle interpretazioni dei dati educativi possano essere utilmente usati dal professionista.

In questo campo di esperienza sono intrecciati livelli di complessità crescente che convergono nel definire un livello piuttosto ampio di problematiche che vanno dalla necessità di costruire un linguaggio soddisfacente che dica i fenomeni di cui mi occupo senza cadere in psicologismi e sociologismi mal (o ben) digeriti, alla creazione di un setting adeguato che renda conto delle diversità delle esperienze condotte.Crediamo che queste cose possano essere meglio comprese se si parla d’altro, se si gira intorno se ci si avvicina per spirali di (non) senso, se ci si lavora insieme come artigiani, in un luogo costruito ad arte e dandosi tutto il tempo di sbagliare e tornare indietro.

Caratteristiche dei laboratori

Il laboratorio è costruito come setting di rielaborazione di gruppo dell’esperienza educativa, è gestito come un seminario di approfondimento critico delle proprie attività professionali.Ogni seminario è guidato da una figura metaforica che comprende una serie di contenuti comuni all’esperienza educativa professionale, orienta la discussione e l’approfondimento e aiuta il gruppo a fare sintesi.Ogni seminario è lento e inconcludente, gira intorno a una immagine e la sfibra fino alle sue più lontane capacità evocative.I temi sono volutamente inutili e finalizzati a mantenere il massimo livello di interpretazione, lontani (ma vicinissimi) dalle vicende quotidiane, dalle risposte a problematiche contingenti eppure costruiti sull’analisi attraverso figure iconicamente molto aperte dell’esperienza quotidiana.

Laboratori


  • PALUDI E MURI. il linguaggio pedagogico fra autonomia e interdipendenza rispetto ad altri linguaggi
  • LA FAVOLA DI EROS E PSICHE. paradossi dell’esperienza educativa
  • PASSIONE E MORTE DI DIONISO. L’esperienza della fine e del limite nella relazione educativa
  • L'URLO. Dolore e sua interpretazione linguistica attraverso la mediazione dell’educatore
  • LA BROCCA VUOTA.Memoria e dimenticanza nell’esperienza di apprendimento
  • RUOLETTE RUSSA. Il gioco come organizzatore metaforico dell’esperienza

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