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Descrizione


Rivolto a: Rspp Aspp, professionisti e consulenti del settore.

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Roma
VIA DELL'ACQUA TRAVERSA 187, 00135, Roma, Italia
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Programma

CORSO DI PERFEZIONAMENTO BE SAFETY CONSULTANT
Roma, 3 maggio – 6 luglio 2012

Un percorso formativo articolato e completo suddiviso in tre moduli,coordinati ma fruibili anche individualmente
Valido come aggiornamento per Rspp e Aspp

Troppo spesso l’operatività del RSPP e dell’ASPP viene relegata solo ai ruoli di controllo e ispezione o di manutenzione tecnica o di sostituzione nelle attività dei preposti. Le norme della legislazione vigente sono fondate invece sulla natura consulenziale di queste figure, anche se danno un aiuto limitato su come trasferire nella quotidianità di tutti i giorni un processo di autovalutazione e autoapprendimento all’interno dell’organizzazione, sviluppando una vera e propria cultura della sicurezza in tutti i suoi componenti. Questa la finalità principale del Percorso Formativo denominato “ BE SAFETY Consultant”: offrire strategie d’intervento, strumenti e tecniche operative che consentano di esercitare con efficacia questo ruolo e svolgerlo secondo i principi del BESAFETY. E’ questa una nuova metodologia di sicurezza che si sta affermando progressivamente in Italia e che si fonda su: - due valori base: la consapevolezza (personale ed organizzativa) e l’apprendimento (duraturo e sistematico), da cui nascono i comportamenti di sicurezza e la capacità di proporre all’organizzazione e alle sue persone la concezione della sicurezza come valore di riferimento e come occasione per ottimizzare processi, produttività, motivazione e benessere. Tre capacità sono alla base della metodologia: (FARE) CONSULENZA DAVVERO: la capacità di essere consulente della sicurezza e di fare consulenza FARE DIAGNOSI : la capacità di leggere l’organizzazione e fare diagnosi organizzativa GENERARE CULTURA: la capacità di diffondere e sostenere i comportamenti di sicurezza Queste tre capacità rappresentano le diverse fasi del Percorso BE SAFETY Consultant. Destinatari Responsabili e addetti Servizio di Prevenzione e Protezione, consulenti e professionisti del settore. Attestato Al termine di ciascun modulo sarà rilasciato un attestato di partecipazione dall’Istituto Informa. I Responsabili e gli Addetti SPP riceveranno, inoltre, un attestato di frequenza al Corso, con relativa durata, dall’Università degli Studi Roma Tre, valido ai sensi del D. Lgs. 81/08 e dell’Accordo Stato Regioni 26.01.06. Metodologie didattiche Ti consentono di interagire attivamente attraverso la simulazione di situazioni concrete. La partecipazione al corso sarà preceduta da un’analisi ex ante rivolta a tutti gli iscritti allo scopo di mirare i contenuti e le modalità erogative alle concrete esigenze dei partecipanti. L’erogazione dei contenuti avverrà attraverso lezioni frontali, lavori di gruppo, esercitazioni e role plays. Materiale didattico Ogni partecipante riceverà una ricca documentazione costituita da: - volume “Testo unico per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro” di A. Pais, EPC - volume “Comunicare il rischio” di D. Piegai, EPC - “ABC della sicurezza”, manuale ad uso dei lavoratori, di M. Lepore, EPC - “ABC dell’informazione antincendio”, manuale ad uso dei lavoratori, di S. Marinelli, EPC - una raccolta inedita di relazioni e presentazioni dei docenti, sia su supporto cartaceo che su pen drive. Articolazione Il corso di perfezionamento è articolato in 3 moduli, per un totale di 6 giornate di formazione, fruibili anche singolarmente.
Programma MODULO N. 1 CONSULENTI DAVVERO
Roma, 3 – 4 maggio 2012
Il modello BE-Safety ha l’obiettivo di creare un apprendimento di sicurezza in tutta la struttura aziendale e renderlo duraturo e permanente entro il sistema organizzativo. Risorse chiave diventano il RPSS e ASPP a patto che non si limitino ad erogare metodi di analisi e di intervento, relegando l’organizzazione a mero fruitore di diagnosi e cure, bensì inneschino un processo di autovalutazione e autoapprendimento entro l’organizzazione, sviluppando la competenza dei suoi componenti e del sistema all’utilizzo dei metodi di osservazione, interrogazione, correzione. BE-Safety, infatti, vuole essere un processo che coinvolge l’intero sistema organizzativo a individuare processi gestionali e sistemi di comunicazione che, pur focalizzati sull’ottimizzazione dei comportamenti di sicurezza, si riverberino sul clima e sulla produttività dell’organizzazione come sistema. Obiettivi Il corso intende sviluppare la capacità di consulenza degli RSPP e degli ASPP verso la propria organizzazione, intesa come capacità di leggere e interpretare le peculiarità organizzative e di sviluppare nei membri dell’organizzazione la capacità di percepire, capire, interpretare e agire sugli eventi che si verificano nel loro contesto di appartenenza. Allo stesso tempo il corso vuole sviluppare, nei partecipanti, la capacità di resistere alla tentazione di assumere un ruolo di esperto che si limita a risolvere i problemi al posto dell’altro, impedendo di fatto l’attivazione e la generazione di un apprendimento reale. Contenuti Il mandato organizzativo e sociale affidato dal D. Lgs. 81 al Rspp: gli aspetti critici del ruolo RSPP e ASPP: consulenza esperta o consulenza di processo? Gli aspetti fondamentali della consulenza di processo: · Gli strumenti per astenersi dal modello “esperto” di consulenza: osservare senza pregiudizio, astenersi dalle interpretazioni, usare le domande, coinvolgere nelle diagnosi. · creare situazioni in cui persone o gruppi possano produrre apprendimento; · aiutare il “cliente” (dirigente, preposto, lavoratore, RLS) a capire la natura del problema o del progetto, guidandolo attraverso le fasi di Esplorazione, Diagnosi e Azione · costruire condizioni che permettano al “cliente” di operare al meglio delle sue possibilità. Il modello BE SAFETY e la consulenza di processo: · saper leggere gli antecedenti della sicurezza: il profilo d’incubazione · riconoscere i connettori di sicurezza: gestione dell’errore, attenzione ai segnali deboli o silenti, attenzione alla prima linea e agli ultimi arrivati, distanza di potere ottimale, reiterazione delle informazioni. Per uno svolgimento "competente" del ruolo · La capacità di fare domande · Le competenze di leadership · La capacità di agire sulle leve motivazionali · la gestione costruttiva del confronto e del conflitto interpersonale e organizzativo Definizione dei piani di autosviluppo · individuazione dei propri stili di comportamento · gli atteggiamenti da modificare per la realizzazione di un miglioramento individuale in linea con il miglioramento organizzativo
MODULO N. 2 SAPER FARE DIAGNOSI ORGANIZZATIVA
Roma, 7 – 8 giugno 2012
Nelle organizzazioni ad alta affidabilità incidenti e infortuni non sono concepiti come fondati sulle tradizionali variabili di incompetenza, overconfidence o impreparazione. Queste variabili sono radici di una minima parte degli infortuni sul lavoro. L’attenzione viene rivolta al contesto e alla dimensione culturale entro il quale il fenomeno infortunio si evidenzia. Nelle organizzazioni ad alta affidabilità gli infortuni sono in una certa maniera prevedibili, poiché prima della loro manifestazione si verifica sempre un loro “periodo di incubazione”. Il modello BE-Safety si fonda su una interpretazione degli infortuni come esito di un “processo di incubazione” organizzativa di un problema, non si occupa solo dell’individuazione della “colpa” individuale, poiché ricercando una spiegazione individualistica del fenomeno manterrebbe inalterato il problema organizzativo soggiacente. Il modello Be-Safety circoscrive il paradigma individualistico di lettura dell’infortunio e distingue, entro quell’insieme di infortuni generalmente attribuiti a “errore umano”, quelli che sono interpretabili come “infortuni organizzativi”, che diventano dunque anticipabili nella misura in cui l’organizzazione si dispone ad analizzare e conoscere il proprio sistema previsionale e a individuarne le gabbie e le distorsioni. Obiettivi Il corso intende sviluppare una particolare abilità nel vedere gli antecedenti dell’infortunio e dell’incidente e individuare e correggere gli errori prima che la situazione peggiori ed esploda sotto forma di crisi. Contenuti Cultura e clima di sicurezza: centralità della diagnosi organizzativa Il modello BE-Safety e la diagnosi organizzativa Le variabili da tenere sotto controllo per definire il Profilo di Incubazione: Struttura, Riconoscimento, Stimolo · Struttura: regole organizzative e obiettivi di ruolo, accessibilità e diffusione delle informazioni, ambiti di discrezionalità ed autonomia, gestione della conoscenza. · Riconoscimento: la percezione di equità, la qualità percepita delle relazioni, il sistema di monitoraggio e feedback e la sua fluidità nel perseguire un obiettivo di consapevolezza e crescita. · Stimolo: efficacia personale e impegno, processi di delega, obiettivi di sviluppo, cittadinanza organizzativa, innovazione Gli strumenti di analisi e valutazione da utilizzare Le variabili BE-Safety e “Management Standards” (ISPESL-HSE: Domanda, Controllo, Supporto, Relazioni, Ruolo e Cambiamento): l’importanza di fare diagnosi anche ai fini dello stress lavoro correlato Costruzione del “Profilo di Incubazione”: definizione delle priorità di intervento e la progettazione di programmi operativi ad hoc. Come utilizzare i risultati della diagnosi: il rapporto con il management aziendale e con i collaboratori. Definizione dei piani di auto sviluppo: obiettivi di apprendimento, azioni, tempi
MODULO N. 3 GENERARE CULTURA
Roma, 5 – 6 luglio 2012
Per generare cultura risultano essere fondamentali la capacità di diagnosi e di consulenza del RSPP e ASPP. Ma nelle aziende ad alta affidabilità ad essi è riservato un altro ruolo ugualmente significativo. Quello di diffondere e sostenere i “connettori di sicurezza”: le buone prassi e le abitudini del sistema organizzativo e dei suoi componenti specificamente finalizzate alla conoscenza del sistema di aspettative organizzative legate alla sicurezza e alla previsione degli infortuni e dei fenomeni inattesi.

Obiettivi Il corso intende sviluppare la capacità di riconoscere e ottimizzare entro l’organizzazione i “connettori di sicurezza” intesi come comportamenti effettivi dell’organizzazione e dei suoi componenti nel presidiare e diffondere processi ed eventi ad alta affidabilità.
Contenuti
La cultura di sicurezza come strumento per determinare il comportamento sicuro e come driver dell’organizzazione -
Come nasce il comportamento imprudente: percezione del rischio e tendenza al rischio -
Dalla motivazione alla sicurezza ai fattori determinanti del comportamento sicuro -
Come contribuire allo sviluppo della cultura di sicurezza: la metodologia delle “5C”
Dalla cultura di sicurezza ai sistemi ad alta affidabilità -
Passare dalla visione di sicurezza all’azione di sicurezza -
Cosa sono i connettori di sicurezza e la loro funzione
Comportamenti ad alta affidabilità da presidiare e diffondere le pratiche di gestione dell’errore - rendere gli incidenti o gli errori mancati strumento di analisi, valutazione e previsione - come superare automatismi e copertura sugli errori e creare apprendimento dagli errori Attenzione ai segnali deboli e/o silenti -capire se il sistema si sta muovendo secondo modalità inattese -come elaborare anticipazioni competenti sugli eventi critici Attenzione alla prima linea e agli ultimi arrivati -dare valore all’informazione dei ruoli operativi e di recente esperienza -come saper sollecitare processi di segnalazione Distanza di potere ottimale -sviluppare la comunicazione orizzontale e verticale -come far sentire le persone soggetto attivo nel fornire e ricevere le informazioni Principio della reiterazione delle informazioni -dare valore alla partecipazione di tutti gli attori organizzativi -come rendere tutte le informazioni opportunità di apprendimento Definizione dei piani di auto sviluppo: obiettivi di apprendimento, azioni, tempi.

Relatori
D.ssa Paola PIRRI Psicologa del lavoro e dell’organizzazione Dott. Andrea PUCCI Psicologo del lavoro e dell’organizzazione. Esperto in ricerca psicosociale Prof. Francesco TULLI Psicologo del lavoro e dell’organizzazione. Consulente di Direzione Aziendale


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