Utopiabââ

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Storia

Continuiamo a credere nel teatro-vita e vita-teatro come luogo d’incontro e di relazione, spazio unico, privilegiato e circolare dove gli occhi si incontrano e finalmente si guardano.

A credere nella scelta dell’attore come persona, come appestato creativo, come sosteneva Artaud; nella centralità dell’espressione dell’energia dell’attore come autore di Mejerchol’d; nell’inevitabile lavoro che l’attore deve fare su se stesso e al Metodo delle azioni fisiche di Stanislavskji; nella necessità di far emergere le potenzialità creative dell’essere umano e trovare attraverso la trasformazione il luogo della propria verità ed esprimerla.

Per presentare e non rappresentare.

Per tenere viva la memoria.

Per questi motivi Adriana, Rosi e Nives hanno deciso di continuare il percorso iniziato insieme più di 20 anni fa con Comuna Baires,

I vantaggi di studiare qui

La formazione teatrale unisce il Metodo - The Method dell'Actor's Studio di Lee Strasberg con le tecniche di formazione apprese in 30 anni di teatro con Renzo Casali, fondatore di Comuna Baires. Qui e ora - Il personaggio è ciò che fa e non ciò che dice di essere.- Verità in scena.

Argomenti in cui è specializzato

Utopiabââ è specializzata nella formazione attori, lavoro sul corpo e acrobatica, mediazione trasformativa dei conflitti

Descrizione

Cos’è l’abââ

L’Africa subsahariana viveva in villaggi e i problemi della comunità si discutevano nella casa degli uomini (l’abââ o il palabre) in cerchio sempre all’aperto. Esposta la questione, tutti potevano intervenire e chi prendeva la parola aveva uno “scettro della parola” e poteva continuare finché non avesse passato il bastone a un altro. Come forma di gestione dei conflitti, l’abââ può risolvere difficoltà sia esterne che interne, anche se questo metodo è poco studiato e rimane quasi sconosciuto nella sua vera essenza. L’abââ è una discussione che si evolve fino ad arrivare all’unanimità e implica l’uguaglianza e la totale libertà di espressione dei membri di una comunità. È quindi il luogo per eccellenza del politico. Il palabre riafferma il potere del simbolico, ridefinisce l’identità, ricorda l’origine, assume il conflitto e predispone soluzioni per consolidare la vita comunitaria.

L’abââ ha senso solo in una società per cui il tempo non è denaro e dove i partecipanti trovano piacere in tali discussioni.

Spesse volte le contese si risolvevano in modo teatrale: le parti

- o parlavano e facevano una cerimonia con movimenti anche di vita quotidiana (davano da mangiare ai bambini, accudivano gli animali…), così che l’intero villaggio prendeva atto di ciò che avveniva,

- o veniva raccontata e vissuta una vecchia parabola

- o intonavano una canzone destinata ad indicare dove si dovesse trovare una soluzione.

L’importante non era pronunciare un giudizio salomonico, ma mantenere l’unità della comunità. Il tentativo era quello di ristabilire l’armonia e l’unità. Le conclusioni erano sicuramente sentenziose, ma, come gli oracoli di Delfi, soddisfacevano provvisoriamente tutti perché davano la possibilità a ciascuno di interpretarle a proprio beneficio.

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