Corso di Recitazione

Studio 254
A Roma

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  • Roma
  • 200 ore di lezione
Descrizione

Obiettivo del corso: Recitare.
Rivolto a: Aspiranti attori.

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Roma
Via Appia Nuova, 254, 00183, Roma, Italia
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CORSO DI RECITAZIONE
OBIETTIVI TECNICI DEL CORSO

Ecco alcune informazioni sui corsi di recitazione, per chi desideri iscriversi a
”Studio 254” – La nuova Accademia di Spettacolo e Comunicazione di Cesare Lanza


Il corpo diventa teso, la voce tesa e si perde la fantasia. Lavoreremo per trovare la capacita’ di concentrarsi a tal punto da essere completamente con voi stessi e rilassati. Hai provini non conta tanto il lavoro che si fa prima ma quello che avviene li in quel momento: e’ per questo motivo che bisogna essere completamente lucidi e particolarmente furbi nel capire veramente quello che il regista o il casting vuole e diventare quello che cercano.

INSEGNANTI DEL CORSO

Lina Bernardi e Roberto Calabrese

Se non abbiamo un CORPO allenato all’espressione;

una VOCE che sappia emozionare;

delle EMOZIONI vere sempre pronte ad uscire da noi stessi;

e non sappiamo sfruttare il testo che abbiamo a disposizione, possiamo anche avere una gran voglia di comunicare, ma alla fine non arriverebbe nulla al pubblico.

Per questo motivo le due ore saranno suddivise in questo modo:

1) LAVORO SUL CORPO

2) LAVORO SULLA VOCE

3) LAVORO SULL’EMOZIONI

4) LAVORO SUL TESTO

1) Il corpo e’ il luogo principale del lavoro dell’attore. Sara’ allenato a tal punto da essere in grado di comunicare, di restituire, in un unico impulso, l’energia espressiva.

Si tratta di preparare il corpo a saper gestire tutta l’energia dell’espressione e la conduzione.

Il corpo dell’attore deve essere un corpo potente e calmo, di DOMINIO, pieno, impossessato dalla voglia di esprimere, ma che riesca a controllarla questa espressione.

Dobbiamo mettere l’emozione nei muscoli.

Arriveremo ad avere un corpo che domina lo spazio in modo di avere una forte presenza in scena.

Arriveremo ad avere un corpo bello da vedere, che controlliamo perfettamente, che crea delle figure nello spazio bellissime, e soprattutto che emoziona.

2) Creeremo una VOCE ARTISTICA.

La voce e’ considerata strumento dell’attore “contiguita’ ” tra TESTO e PUBBLICO, “esito finale” del “contatto” tra ATTORE e PUBBLICO, luogo privilegiato dove si realizza l’interpretazione del testo.

Lavoreremo per trovare una voce che sia VERA, NATURALE, e che sappia fare emozionare.

La voce non sara’ timida ma incisiva, andra’ fino in fondo: riusciremo a piangere, a ridere, gridare, parlare a bassa voce facendosi sentire, essere intensi….

Diremmo cose con la voce che le parole non riescono a dire o addirittura negano.

Il corpo pero’ e’ strettamente legato alla voce, non si puo’ fare un lavoro sulla voce senza farlo anche sul corpo: la voce dell’attore e’ una voce PUBBLICA, deve essere bella da sentire, quindi deve essere molto presente, e per essere presente, come abbiamo detto prima, c’e’ bisogno del corpo:

ogni movimento, gesto del corpo, e’ strettamente legato ad una determinata voce, ad un determinato timbro.

Arriveremo a creare una voce che sia PROIETTATA nello spazio e sul pubblico: per “proiettata” intendo una voce che agisce sugli altri, al fine di provocare un cambiamento.

Infatti quando si utilizza la voce, c’e’ sempre un obiettivo umano: creare un’azione su una persona, comunicare qualcosa dentro quella persona.

Proveremo piacere nell’utilizzare la voce ma soprattutto emozioneremo.

3) Se abbiamo un corpo e una voce allenate a tal punto da poter emozionare, a questo punto bisogna solo essere veri con se stessi, e lasciarsi andare, essere generosi nel dare quello che abbiamo dentro.

Alleneremo le nostre emozioni, i nostri sentimenti, in modo da poterli utilizzare in ogni momento, senza fare troppa fatica e senza concentrarci per troppo tempo.

Lavoreremo su sentimenti diversi: aspetteremo che il sentimento germogli, lo faremo crescere dentro di noi, che sia odio, amore, felicita’, paura, quando e’ cresciuto dobbiamo esprimerlo con tutta la nostra forza, senza nessun pudore.

Poi impareremo a controllarle ma all’inizio bisogna fare il massimo anche troppo, esagerare.

Per controllarsi ci sara’ tempo.

4) Il testo e’ soltanto un pretesto per l’attore per comunicare qualcosa di suo con parole di qualcun altro.

L’attore sfrutta quelle parole per dire quello che vuole e non soltanto il significato delle parole che sono fine a se stesse: le parole si fermano lì, sul testo, mentre i sentimenti sono infiniti e posso dire, anzi sicuramente dicono molto di più- Proprio questo dovrà fare l’attore :

DIRE MOLTO DI Più del testo….

Quando si recita un testo non bisogna dare l’impressione di saperlo gia a memoria.

Quelle precise frasi, quelle precise parole, che hanno avuto uno studio precedentemente molto approfondito, dovranno nascere li’, in quel momento: l’attore deve STUPIRSI delle parole che dice in scena, deve annullare quello che c’era prima e vivere solo lì in quel momento, stupendosi di tutto quello che fà.

Lo stupore crea anche un cambiamento del corpo, che irradia di piu’, comunica di piu’.

Una volta imparato bene il testo, lavorato bene sulle parole, sui loro suoni, il loro significato si potra’ finalmente partire con l’interpretazione.

Prima di interpretare un testo si fa un respiro profondo, si sceglie uno stato d’animo inerente a quel testo, si aspetta, bisogna sapere aspettare che il sentimento germogli, farlo crescere, quando e’ al massimo partire con la prima battuta.

Praticamente nel momento in cui partiremo con L’INTERPRETAZIONE, in quel preciso istante si unisce tutto in un unico impulso: CORPO-VOCE-EMOZIONI-TESTO.

Ma dovremmo essere talmente allenati che non penseremo a cosa fare col corpo, con la voce …quindi non penseremo alla tecnica, bensi’ vivremo solo in quel momento, lasciandoci andare, pensando solo a quello che si sta creando,sensa sentirsi, stupendoci delle parole e delle azini che si fanno …. e basta!!!

Dobbiamo assimilare talmente tanto la tecnica, metterla dentro di noi, che non dobbiamo piu’ pensarla, altrimenti si vede un attore che non vive in scena, ma pensa soltanto ad avere un bel corpo, una bella voce, e questo al pubblico non interessa: il pubblico non se ne fa niente di sentire una bella voce, ma vuole emozionarsi, vuole uscire da teatro che ha imparato qualcosa, qualcosa che gli rimane dentro.

RECITAZIONE CINEMATOGRAFICA E TV

Quando ritengo che sapete fare teatro, allora lavoreremo su come recitare davanti ad una macchina da presa. Questo richiede una tecnica del tutto differente, ma se avete assimilato bene la tecnica teatrale, quest’altro tipo di tecnica la imparerete molto facilmente.

La cinepresa amplifica 100 volte ogni espressione facciale ed ogni battito di ciglia.

Davanti alla cinepresa l’attore deve usare gesti ed espressioni facciali in maniera estremamente economica.

Sfortunatamente questo spesso viene frainteso dall’attore “imbecille”, che pensa che economizzare le espressioni significhi fare di meno ed è portato ad una recitazione naturalistica e banale che non contiene alcuna profondita’ emotiva, diviene un’attore che ha poca “presenza” sullo schermo e la performance e’ noiosa.

Sul set gli attori spesso si sentono ammonire “fai di meno” io direi invece “fai di piu” ma “interiormente”.

In realta’ non c’e’ differenza fra teatro e cinema, in altre parole basta aumentare la forza della propria irradiazione e richiamare l’emozioni che vuoi finche’ non sei pieno fino all’orlo.

Se si cerca di fare meno si rischia di uccidere le emozioni. Bisognerebbe solo irradiare in un altro modo l’emozione, e studieremo la tecnica per farlo.

L’energia dee essere sempre forte proprio come in teatro, solo che nel cinema è essere completamente interna ma appunto per questo ancora piu’ forte.

L’attore sul set e’ molto trascurato perche’ i tempi sono veloci e il regista non ha tempo da dedicare agli attori: quindi bisogna andare sul set molto preparati.

LAVORARE SUL PERSONAGGIO

Bisogna semplicemente porsi delle domande:

prima leggere tutto il copione e vedere il personaggio cosa fa, le azioni che commette, in che modo le commette.

Poi farsi la domanda:

-e’ fondamentalmente un personaggio di “pensiero” , “di sentimento” o di “volonta’”?

Poche persone nella vita mantengono l’equilibrio nelle forze di sentimenti, della volonta’ e del pensiero.

Recitando e’ molto utile sapere se si sta lavorando con un personaggio che ha una grande fora di volonta’ e un’energia intellettuale relativamente scarsa oppure con uno che ha una forte vita sentimentale ma una scarsa capacita’ di controllare la propria volonta’

-cosa vuole il vostro personaggio? Il personaggio deve sempre avere dei compiti ben precisi; quale e’ lo scopo del vostro personaggio?

Mentre si recita bisogna sapere il compito del personaggio, cosa vuole.

-quali sono le differenze tra la personalita’ del personaggio e la vostra?

E’ la differenza che l’attore deve rappresentare, e’ questo che rende la performance artistica e interessante. Le similarita’ verranno da sole.

Anche se il personaggio e’ molto simile a voi, dategli comunque qualche differenza: non ha senso essere un attore se non ci si puo’ trasformare.

PREPARAZIONE PER UN’AUDIZIONE

Il problema per l’attore in un’audizione e’ particolarmente uno:

il non essere lucidi perche’ troppo emozionati.

In questo modo il lavoro fatto precedentemente sul personaggio va completamente via, si annulla.


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