Corsi di Tantra Yoga

Surya Chandra Yoga Ashram
A Roma

85 
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Informazione importanti

  • Corso
  • Livello base
  • Roma
  • 8 ore di lezione
  • Durata:
    Flessible
  • Quando:
    Da definire
Descrizione

Obiettivo del corso: A sviluppare il controllo del corpo del prana e della propria mente.
Rivolto a: tutte le persone interessate ad apprendere il tantra yoga all'interno di un sistema tradizionale, in tutta la sua completezza cosi come trasmesso negli antichi ashram o scuole indiane.

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Sedi

Dove e quando

Inizio Luogo Orario
Da definire
Roma
via pandosia,43, 00183, Roma, Italia
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dalle 18 alle 20

Domande più frequenti

· Requisiti

Una buona dose di curiosità assieme ad un reale interesse verso questa antichissima scienza spirituale

Cosa impari in questo corso?

Yoga
Filosofia orientale
Mantra

Professori

Swami Shivananda Saraswati
Swami Shivananda Saraswati
Yogacharya Srividya upasaka Swami Shivananda Saraswati

Swami Shivananda Saraswati, insegna Tantra Yoga a Roma dal 1984. E' il fondatore della scuola Surya Chandra Yoga Ashram a Roma, Segretario Generale della Federazione Italiana Scuole Yoga e della Fondazione del Sanatana Dharma (India) per l'Europa.I suoi Guru sono stati: Guru Siddha Puja Yogashiromani Swami Gitananda Maharaj, fondatore del "Rishi Culture Ashtanga Yoga"Pondicherry India. e Guruji Amritananda Natha Saraswati, Ha ricevuto importanti Diksha (iniziazioni) all'interno del tantrismo Sri Vidya (Sri chakra).

Programma

Hatha yoga: Asana, posizioni posturali del corpo, vengono svolte seguendo una logica e coerente sequenza secondo i principi fisici (circolazione sanguinea) ed energetici dell’individuo (loma-viloma). Attraverso la pratica delle asana si sviluppa l’agilità, il tono muscolare, l’equilibrio, la resistenza, la flessibilità e la capacità di saper rilassare il proprio corpo. Esse ridonano energia e vitalità a tutto il sistema fisico e nervoso, sviluppando una profonda consapevolezza del corpo.

Pranayama: Controllo dei soffi vitali, controllo consapevole del respiro; procedendo inizialmente con tecniche che aiutano a capire e decondizionare il movimento del respiro, progressivamente attraverso le varie pratiche di respirazione si assimila la consapevolezza di cosa sia il Prana, praticando e utilizzando tecniche sempre più sottili e profonde. Il Pranayama ha lo scopo di armonizzare, riequilibrare i flussi energetici che scorrono nelle nadi (canali energetici), portando beneficio sui piani fisico-mentale.

Laya yoga: La parola laya significa “fusione”, “riassorbimento”, “dissoluzione”, è un insieme di modalità e pratiche volte a riassorbire tutte quelle energie e forze che normalmente vengono dissipate durante il vivere quotidiano. Con la meditazione, queste energie vengono canalizzate, portando al risveglio interiore. Il laya yoga include tecniche di meditazione che portano l’energia pranica a muoversi in determinate direzioni, risvegliando l’energia fondamentale Kundalini. Questo richiede una preparazione preliminare, attraverso le asana, la pratica del pranayama e mantra e uno sforzo cosciente a dirigere le energie risvegliate lungo la colonna, affinché poi queste si fondano nel sahasrara chakra. In questo modo si giungerà all’eliminazione delle fluttuazioni della mente, ossia proprio nello stato finale di yoga indicato negli Yoga Sutra di Patanjali.

Mantra: IL suono produce la luce, il suono produce il colore, il suono produce la forma, il suono è la causa dell’intera manifestazione. Il termine mantra prende il significato da Man (mente) Tra (strumento), strumento per la mente o ciò che protegge o è funzionale ad essa. Il mantra è utile per aumentare il potere di concentrazione della mente. Attraverso la pratica del mantra si riesce a modificare le frequenze celebrali del cervello, sviluppando le frequenze favorevoli alla meditazione.

Yantra: è un termine sanscrito che indica vari tipi di rappresentazioni geometriche dalla forma semplice o più complessa e diagrammi simbolici, utilizzati come supporto nella concentrazione o per favorire l’assorbimento meditativo (samadhi). Il termine infatti significa originariamente “veicolo”, “mezzo” o meglio ancora “strumento/oggetto atto a favorire” un’esperienza o conseguimento mistico. Viene spesso utilizzato a supporto della meditazione. In generale, ogni divinità ha il proprio yantra. Lo Yantra è uno strumento, è una concentrazione di potere, è un modo per limitare l’infinito all’interno di una geometria. Limita l’illimitato dandogli una forma attraverso intersecati legamenti, canalizzando l’essenza divina, in una forma conoscibile. Attraverso la sua meditazione si può attingere a stadi di profonda consapevolezza.

Bhajan (canto sacro): La musica è il linguaggio di Dio: Shiva suona il damaru, Krisna suona il flauto e Sarasvati suona la vina; anche il celestiale Narada si accompagna sempre con uno strumento chiamato ekadara. Il termine sanscrito bhajan, dalla radice “bhaj” (prendere parte, condividere) è strettamente legato al termine “bhakti” devozione”, e a “bhagavan”, “Essenza Divina”. Il canto devozionale rappresenta uno strumento della disciplina spirituale, in grado di connettere mente e cuore; questo spiega la ragione per cui i bhajan sono profondamente radicati nella tradizione dell’India. I bhajan sono canti, alle volte semplici, altre estremamente complessi (il sistema ritmico-melodico orientale è estremamente più articolato di quello occidentale), comunque espressi in un linguaggio pieno di devozione (bhakti), sentimento di amore e abbandono verso il Divino.

Filosofia: Tutte le discipline che appartengono alla cultura indiana, si basano su una visione filosofica, attraverso le tradizioni spirituali e le scritture sacre. Questa conoscenza Divina spirituale (sanatana dharma) è stata rivelata (srhuti) all’ origine ai Rishi (saggi) che hanno avuto il merito di saper “ascoltare” e poi trasmetterla (smriti), durante il corso del tempo per l’evoluzione e il benessere degli esseri umani. Nel nostro Ashram vengono insegnati con letture e commenti i testi e i sistemi filosofici più importanti di questa ricca conoscenza spirituale.

Yoga in gravidanza: Tanti possono essere i motivi per cui una persona decide di percorrere il sentiero dello Yoga e uno di questi è la gravidanza. Lo Yoga in gravidanza può essere una esperienza unica, un periodo felice e pieno di gioia e dedicandosi alle pratiche di Yoga adattate al periodo prenatale si può avere una nuova dimensione di questo periodo della vita che per molte donne può essere stressante. Lo Yoga può essere iniziato già dal terzo mese di gravidanza, da chi non ha mai praticato Yoga, anche prima da chi è già esperta; infatti per le yoghini (esperte di Yoga) la gravidanza rappresenta una esperienza oserei dire divina, dove la donna può identificarsi con la Madre o Shakti (Principio femminile) e sperimenta una forte energia e una profonda Unità con Se stessa e con il suo bambino/a. Lo Yoga è un percorso di conoscenza e sperimentazione attraverso posizioni (asana), respirazioni (Pranayama), rilassamento, controllo mentale (Dharana), mantra ecc., che aiuta la donna a prepararsi al momento del parto per arrivare a viverlo nel modo più naturale possibile, con “Presenza” e rilassamento. Lo yoga è “Unione”, tra corpo mente e Spirito, è vivere con “Consapevolezza di Sè” e se ciò è fondamentale per ogni essere umano lo è ancora di più per la donna che sceglie di divenire Madre, accogliendo un piccolo Essere che cresce nel suo grembo; per questo è importante vivere questo periodo con serenità, alimentarsi nel giusto modo, circondarsi di esperienze positive, (in quanto la mamma trasmette al bambino tutte le sensazioni che lei vive), preparare il suo corpo agli evidenti cambiamenti fisici e non solo. La donna deve darsi del tempo per sé, che aiuti ad avere e vivere con più energia, forza, scioltezza la gravidanza e, senz’altro lo strumento più idoneo è lo Yoga.

Yoga per bambini: I bambini vivono in un mondo di fretta, di genitori impegnati, pressioni scolastiche, lezioni incessanti, videogiochi, centri commerciali e competizioni sportive. Di solito non si pensa a queste influenze come stressanti per i bambini, spesso sono gli stessi genitori inconsapevolmente che danno un ritmo veloce di vita ai loro figli, e questo può avere un effetto non benefico sul loro sistema psicofisico.

Lo yoga può aiutare molto a contrastare o/a ri-bilanciare questo stress e tutte queste pressioni che il bambino vive purtroppo oramai come “normalità”.

Nello yoga il bambino impara attraverso le varie tecniche di yoga, a rilassarsi, ad avere un rapporto più profondo con il proprio corpo e soprattutto a riavere “tempo” per se stesso. Lo yoga incoraggia l’autostima e la consapevolezza del corpo con un’attività fisica che è non competitiva, dove si apprende la collaborazione, la condivisione. Attraverso lo yoga i bambini traggono enormi benefici sia fisici che mentali; aumentando la loro flessibilità fisica, la forza, la coordinazione e la consapevolezza del proprio corpo. Inoltre, aumenta la loro capacità di concentrazione e il senso di calma interiore. I bambini hanno bisogno di scoprire il mondo per conto proprio. Dicendo a loro di pensare di più, farlo meglio, o essere in un certo modo, perché è buono per loro, non è il modo ottimale. Lo yoga lascia al bambino la possibilità, capacità e il diritto di essere se stesso.


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