Il caso Puglia e le nuove disposizioni: un esempio di applicazione delle sanatorie edilizie

 

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In Italia, il riconoscimento degli abusi edilizi sugli edifici costruiti anni fa è un tema complesso che richiede documentazione dettagliata sull’epoca di costruzione e sull’esatta posizione dell’immobile. L’introduzione del Decreto Salva Casa ha di recente apportato novità importanti nel campo delle sanatorie edilizie, portando alla rivalutazione di numerosi casi e stabilendo criteri aggiornati per la regolarizzazione degli immobili.

Il caso di studio del Tar Puglia

Un esempio significativo di applicazione delle norme risale al 2018, quando un proprietario in Puglia ha tentato di ottenere la sanatoria per lavori effettuati senza permessi, come il cambio di destinazione d’uso e modifiche strutturali. Il Comune, tuttavia, ha rigettato la richiesta, ordinando il ripristino delle condizioni originarie, poiché la costruzione mancava di autorizzazioni fin dalla sua realizzazione.

Il proprietario ha provato a giustificare la legittimità dell’edificio, sostenendo che fosse antecedente alla Legge Urbanistica del 1942. Tuttavia, il Tar ha stabilito che l’onere della prova ricade sul proprietario, evidenziando che le dichiarazioni non sostituiscono documenti ufficiali.

Il ruolo del “centro abitato” nella definizione degli abusi

La nozione di centro abitato è rilevante nell’identificazione degli abusi edilizi. La giurisprudenza italiana definisce un centro abitato come un gruppo di edifici vicini, seppur distanti dal centro urbano principale. Nel caso specifico, il Comune ha utilizzato ortofoto storiche per dimostrare che l’edificio fosse situato in un contesto abitativo al momento della costruzione, confermando così la violazione.

Nuove prospettive con il Decreto Salva Casa

Con il Decreto Salva Casa, il proprietario ha richiesto una sospensione per rivalutare la pratica, ma il Tar ha ribadito che la valutazione segue le norme vigenti al momento dell’illecito. In altri casi, tuttavia, il Decreto ha aperto la possibilità di sanatoria per edifici non conformi, introducendo il silenzio-assenso e l’opzione di sanatoria senza la doppia conformità.

Questa normativa offre ai proprietari un’opportunità per tentare nuove istanze di sanatoria, valutando le possibilità di regolarizzazione sulla base delle recenti linee guida, pur sapendo che l’accoglimento della richiesta non è garantito.

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