HOBO Segni Non Convenzionali

Compagnia Opificiotrame dance and physical theatre
A Milano

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Informazione importanti

  • Laboratorio
  • Milano
  • Durata:
    5 Giorni
Descrizione


Rivolto a: Attori, danzatori, performer, registi, chiunque sia curioso di conoscere ed accrescere la propria capacità di movimento, indagine, espressione.

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Dove e quando

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Milano
Via Niccolò Jommelli 24, 20131, Milano, Italia
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Professori

Federicapaola Capecchi
Federicapaola Capecchi
coreografa danzatrice

Coreografa e Danzatrice ha debuttato a giugno 2008 all'interno della 6° Biennale Internaz di Danza Contemporanea di Venezia con una creazione originale sul tema “Beauty. Art is beautiful!”, nella piattaforma “giovani coreografi italiani”, progetto Choreographic Collision Part 1 e 2.

Programma

laboratorio di danza e physical theatreHOBO segni non convenzionali,” dal 6 al 10 agosto e dal 17 al 21 settembre 2012.

hobo: termine americano con cui si designano le persone senza fissa dimora — in termini comuni “vagabondi” — che si muovevano attraverso gli stati e che raggiunsero un numero particolarmente elevato durante la crisi economica del ’29 dello scorso secolo. Muovendosi in continuazione da un punto all’altro del continente e raggiungendo località isolate, e spesso accessibili tramite una sola strada, si stabilì fra gli hobo l’abitudine di indicare a chi sarebbe seguito, attraverso dei segni convenzionali tracciati a gesso sui cartelli, il grado di ospitalità o di rifiuto che si sarebbe incontrato o più semplicemente indicazioni pratiche sull’acqua e il cibo.

Il linguaggio dei segni degli hobo è oggi considerato uno degli elementi più caratteristici di questa cultura marginale di cui hanno fatto esperienza personaggi come Woody Guthrie, Jack London, John Steinbeck e Jack Kerouak.

tema del laboratorio:

Il nostro tempo, la nostra società, i desideri, i dolori, i sogni, gli incubi. Comuni, massificati. Sintetici, indotti. Niente di genuino e di nuovo. Viviamo in un mondo di sintesi non di analisi. Si soffre forse di una mancanza che si sta cronicizzando. Una lacuna di ruoli e di coraggio in qualsiasi campo: politico, artistico, scientifico. Di ruoli e responsabilità capaci di immaginare, di percepire, di avere visioni. Di indicare e sconvolgere, di cambiare. Di trasgredire.

Il nostro tempo è costantemente uguale a se stesso.

>E a quelli passati. Conformista. Un’imitazione e scimmiottamento continuo di ciò che è stato prima.

I leader politici, artistici, scientifici di oggi assecondano, non predicono. Cercano di svolgere il loro compitino da leader rispondendo alle masse esattamente con ciò che queste si aspettano di avere in risposta. Siamo una società annoiata, di individui annoiati. Nauseata da se stessa. La frase più ricorrente che viene detta è: oramai non si inventa più nulla, tutto è già stato fatto. Ma sarà vero? O è solo la paura del nuovo, del diverso, del possibile a fermarci? Perché?

Non è che il nostro tempo ha fatta propria la conservazione dello >stutus quo?

L’ha inserita nel suo patrimonio genetico.

Il potere dominante ha finalmente coronanto il sogno cercato in qualsiasi periodo storico: diffondere la voglia generale di mantenere ciò che è.

Senza ricerca alcuna di progresso o evoluzione. Di altro, di oltre.


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