La Conferenza Unificata approva dopo intense trattative: vincoli regionali e nuove modalità di calcolo degli obiettivi

 

Il Decreto Aree Idonee, approvato il 7 giugno dalla Conferenza Unificata, stabilisce le norme per identificare le aree adatte all’installazione di impianti a energie rinnovabili. Dopo lunghe trattative, soprattutto con la Sardegna, il testo finale ha ottenuto il consenso delle Regioni grazie a significative modifiche.

 

Il via libera delle Regioni

La Conferenza Unificata ha approvato il decreto dopo le modifiche apportate, che includono l’esclusione delle aree tutelate e la possibilità per le Regioni di stabilire fasce di rispetto fino a 7 chilometri dai beni tutelati. Questi vincoli non si applicano agli impianti esistenti e alle loro ristrutturazioni.

 

I dettagli del Decreto

Il decreto consente alle Regioni di identificare le aree idonee per impianti di energie rinnovabili, coinvolgendo i Comuni e rispettando i limiti del nuovo Decreto Agricoltura. Le aree privilegiate includeranno superfici già edificate e aree non utilizzabili per altri scopi. Inoltre, il testo riconosce una potenza nominale aggiuntiva per impianti geotermoelettrici e idroelettrici.

 

Il commento del Ministro dell’Ambiente

Il Ministro Gilberto Pichetto ha definito l’accordo un passo importante verso la decarbonizzazione, sottolineando l’importanza del dialogo con le amministrazioni regionali e locali per raggiungere 80 gigawatt di energia rinnovabile. Ha menzionato il supporto di vari strumenti come il Decreto FER 2, il Decreto CER e quello sull’agrivoltaico.

 

La posizione della Sardegna

Alessandra Todde, Presidente della Regione Sardegna, ha affermato che la Regione manterrà il controllo sulle autorizzazioni per impianti eolici e fotovoltaici, sottolineando che ogni campo eolico offshore al largo delle coste sarde sarà conteggiato nella potenza rinnovabile regionale. Todde ha ribadito l’autonomia della Sardegna nel decidere il proprio destino energetico, consultando Comuni e cittadini.

 

Le preoccupazioni degli operatori

L’Associazione nazionale energia del vento (Anev) ha espresso preoccupazione, ritenendo che il Decreto Aree Idonee possa ostacolare il raggiungimento degli obiettivi della transizione ecologica a causa dell’esclusione delle aree tutelate e delle fasce di rispetto introdotte.

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