Agricoltura Sostenibile e Sviluppo Rurale

Università degli Studi di Bari
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Obiettivi formativi specifici
Premesse
Il modello di sviluppo che ha caratterizzato l'agricoltura in questi ultimi decenni ha portato alla ribalta problemi per molti aspetti nuovi rispetto al passato, la cui percezione e importanza è aumentata di pari passo con la crescita della sensibilità delle popolazioni nei riguardi della tutela dell'ambiente naturale e della qualità degli alimenti. Da ciò discendono nuove funzioni dell'agricoltura nel sistema economico e accresciute responsabilità dei produttori agricoli in tema di sicurezza degli alimenti.
La diffusione di progresso tecnico nella ingegneria genetica in aggiunta all'accresciuto impiego di mezzi meccanici e chimici, hanno contribuito ad accrescere la quantità delle produzioni agricole ottenute nei paesi avanzati. Il modello di sviluppo "produttivistico" ha però comportato un continuo e sempre più grave degrado ambientale di cui l'agricoltura è al contempo corresponsabile e in qualche misura vittima. Se è vero che sono necessari meno input per unità di prodotto e che per una data produzione totale si richiede un minor fabbisogno di terra per usi agricoli, è vero anche che l'ammontare totale di fattori impiegati per unità di superficie in produzione continua ad aumentare, provocando esternalità negative rilevanti. D'altra parte si sono ripetutamente verificate situazioni anomale (BSE, polli alla diossina ecc.) che hanno destato un vero e proprio allarme sociale minando la fiducia dei consumatori nei riguardi della sicurezza degli alimenti, come le indagini condotte in Italia dal CENSIS dimostrano. Ciò ha accresciuto l'esigenza di disporre di alimenti controllati e dotati di appropriati requisiti nutrizionali al punto che è stata recentemente decisa l'istituzione dell'Agenzia Europea per la sicurezza alimentare.
Si è così fatta strada l'idea di creare e diffondere tecniche in grado di realizzare un'agricoltura "sostenibile". Un sistema agricolo è sostenibile se l'insieme degli impatti che esso produce non pregiudica la resilienza dell'ecosistema, ovvero la sua capacità di autorigenerarsi. Da questo punto di vista l'agricoltura sostenibile è in grado, attraverso l'uso di tecniche appropriate di mantenere e incrementare nel tempo la fertilità dei suoli, nonché di soddisfare le esigenze di un consumo di alimenti di elevato standard qualitativo.
E' emersa così la necessità di disporre di competenze professionali in grado di padroneggiare le conoscenze dei metodi di produzione agricola sostenibile, esigenza peraltro ampiamente condivisa dall'Unione Europea che negli ultimi dieci anni ha implementato politiche a sostegno dell'adozione di tecniche agricole a basso impatto ambientale. Invero recenti studi condotti da Nomisma e Eurisko valutano in forte crescita, nei prossimi anni, la domanda di prodotti da agricoltura biologica o "integrata" che potrà essere soddisfatta a condizione che si disponga di operatori in grado di gestire e organizzare tali specifiche produzioni.
D'altra parte il progressivo abbattimento delle barriere alla circolazione tra gli Stati di persone, merci e capitali, sta imprimendo un forte cambiamento nella struttura delle relazioni commerciali mondiali. Regioni che nel passato avevano goduto di un'intensa protezione delle proprie produzioni agricole, oggi sono esposte all'azione dirompente della competizione internazionale che se non ben fronteggiata sarà esiziale per le imprese localizzate nei loro territori. In particolare questo rischio grava maggiormente sulle regioni in ritardo di sviluppo per le quali l'apertura dei mercati può, certamente, rappresentare un'opportunità da cogliere per acquisire nuovi sbocchi, ma anche una grave minaccia se esse non saranno in grado di valorizzare le rispettive identità economiche, sociali e culturali.
Appare necessario, quindi, attivare duraturi processi di sviluppo dei territori rurali in cui l'agricoltura diventa una componente sempre più integrata all'interno del sistema economico locale confunzioni non solo di produzione di beni alimentari e del relativo indotto ma anche di tutela e salvaguardia del territorio, di produzione di servizi (culturali, ricreativi, turistici ecc.); così come del resto previsto dalla Politica di Sviluppo rurale adottata in ambito comunitario e attuata in sede nazionale e regionale.
Nella consapevolezza di ciò, e, proprio per soddisfare il fabbisogno crescente di nuova professionalità, in Italia sono stati avviate numerose iniziative (ad es. RAP 100 a cura del FORMEZ) con l'obiettivo di formare "animatori dello sviluppo" da impiegare nell'attuazione di politiche di sviluppo locale. Va tuttavia sottolineato che il profilo professionale che tali iniziative hanno inteso creare, è prevalentemente legato alla conoscenza delle procedure amministrative. Restano pertanto ampiamente scoperti gli aspetti legati alla necessaria conoscenza delle appropriate tecnologie agrarie, della teoria e dei metodi della gestione aziendale, della programmazione negoziata (Piani di Azione Locale, Patti Territoriali, Accordi di Programma, Contratti d'Area, Progetti Integrati Territoriali, Progetti Integrati Settoriali, ecc.) dell' analisi economica e finanziaria degli investimenti pubblici e privati.
Considerato che lo strumento della programmazione dal basso andrà a integrarsi sempre di più con i tradizionali strumenti di intervento pubblico, ne consegue che la disponibilità di professionalità nel campo dello sviluppo rurale andrà crescendo nel prossimo futuro. Appare opportuno, quindi, offrire ai giovani laureati di I livello un curriculum specifico per la formazione di un laureato specialista in Agricoltura sostenibile e sviluppo rurale.
In definitiva il corso di laurea specialistico in Agricoltura sostenibile e sviluppo rurale, si propone di formare competenze professionali che caratterizzino la figura di un agronomo che, consapevole della polifunzionalità dell'agricoltura moderna, abbia un'accurata conoscenza delle tecnologie dell'agricoltura sostenibile alle quali abbinare approfondite conoscenze delle teorie e dei metodi di analisi di gestione su scala aziendale e territoriale e sia in grado di valutare la redditività economico-finanziaria degli investimenti e le loro fonti di finanziamento.
Obiettivi formativi
Qualificanti
I laureati nel corso di laurea specialistico in Agricoltura sostenibile e sviluppo rurale devono:
· possedere una adeguata preparazione culturale nel settore della biologia, della fisica, della chimica, della matematica e dell'informatica indispensabili per una solida formazione professionale specifica;
· possedere un'ottima padronanza del metodo scientifico di indagine;
· conoscere le tecniche di valutazione, anche di laboratorio, delle diverse produzioni vegetali, con particolare riguardo a quelle tipiche dell'agricoltura biologica;
· possedere una elevata preparazione nella economia e politica agraria, con particolare riferimento ai mercati ed al marketing agro-alimentare, nella economia dello sviluppo, nella politica agraria, programmazione economica ed utilizzo delle risorse del territorio rurale;
· conoscere le moderne tecnologie di analisi del territorio rurale (ivi compreso il telerilevamento) e di interpretarne i risultati;
· essere in grado di operare con ampia autonomia assumendo la responsabilità di progetto e di struttura;
· essere in grado di utilizzare fluentemente in forma scritta e orale almeno una lingua dell'Unione Europea oltre l'italiano, con riferimento anche ai lessici disciplinari.
Specifici
Il curriculum del Corso di laurea specialistico in Agricoltura sostenibile e sviluppo rurale prevede attività dedicate:
· all'approfondimento delle conoscenze in materia di ricerca operativa ed informatica;
· all'approfondimento delle conoscenze dei fattori fisici, chimici e biologici che condizionano le produzioni agrarie, e sui principi su cui si fondano le tecnologie tese a mitigare e/o valorizzare gli effetti che essi determinano sulle diverse attività produttive con particolare riferimento all'agricoltura biologica;
· all'acquisizione di una solida conoscenza degli agenti (insetti, patogeni, malerbe) e delle interazioni che essi stabiliscono con le piante agrarie e degli effetti che determinano in esse, con particolare riferimento alla lotta biologica e integrata;
· all'acquisizione di conoscenze operative e gestionali sui mezzi e tecnologie utilizzati nella produzione, difesa, conservazione e trattamento post-raccolta dei prodotti, e sull'impatto che essi possono avere sulla qualità della produzione e sull'ambiente;
· alla conoscenza di aspetti economici della produzione con particolare riferimento alla gestione aziendale, alla valutazione degli investimenti pubblici e privati, alla politica agricola, alla programmazione e utilizzazione delle risorse, all'economia del territorio rurale e dello sviluppo economico, ivi compresa la conoscenza degli strumenti finanziari predisposti dall'U...

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