Laboratorio di Modern Jazz Dance

Accademia Progetto Uomo
A Roma

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  • Laboratorio
  • Roma
  • Durata:
    8 Mesi
Descrizione

Obiettivo del corso: Come insegnante di modern-jazz, lo scopo che mi sono prefissata, che paradossalmente prescinde dalla disciplina e quindi dallo studio, è migliorare le capacità fisiche e sensoriali degli allievi attraverso il piacere della musica, del movimento in uno spazio libero ma condiviso. Questo corso-percorso terminerà con una coreografia corale che fonderà danza e teatro, unendo così il movimento alla parola, per far scoprire un ulteriore possibilità di espressione corporea agli allievi, fornendo loro un valore aggiunto al difficoltoso ma emozionante percorso attoriale". Daniela Ricci.
Rivolto a: Il corso è rivolto a uomini e donne tra i 15 e i 17 anni e tra i 18 e i 35 anni.

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Roma
via Vito Giuseppe Galati, 99, 00155, Roma, Italia
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Programma

Introduzione alla didattica di Daniela Ricci

Sono assolutamente convinta che un bravo attore debba avere una buona conoscenza e coscienza del proprio corpo, di conseguenza dello spazio che lo circonda, per potersi relazionare con esso attraverso il gesto e il movimento, ed infine la parola. Così come l’attore si è evoluto durante il suo percorso storico-teatrale, da attore accademico impostato, ad attore sperimentale, anche la danza e il danzatore, hanno compiuto un proprio percorso evolutivo.
La danza moderna, detta anche libera, nasce alla fine del XIX secolo e porta ad un nuovo modo di concepire la danza di scena in contrapposizione al balletto classico-accademico impostato. Essa è anche il risultato dei cambiamenti di pensiero storico-culturale delle epoche che si sono susseguite nel tempo. Dobbiamo la sua nascita ad alcuni grandi artisti, teorici e danzatori, come Delsarte, Jaques-Delcroze, Rudolf Laban e successivamente Loi Fuller, Isadora Duncan, Martha Gram ed altri. Questi artisti attraverso un proprio metodo di insegnamento didattico portarono l’affermazione e l’evoluzione della danza libera espressionista moderna. Negli anni ’50 assistiamo ad un ulteriore periodo di cambiamento e di evoluzione dovuto anche all’influenza degli Stati Uniti; dalla danza moderna espressionista, si passa alla Post Modern-Dance. L’artista-danzatore non esprime più con la danza solo sentimento ed emozione, ma focalizza l’attenzione sulle numerose capacità del corpo umano, cercando di scoprire i limiti fisici per poi superarli. A questo punto il danzatore dovrà nuovamente recuperare la tecnica della danza classica accademica, per superare appunto questi limiti. Da questo momento in poi la danza non è più solo spettacolo ma evoluzione significativa dei movimenti e dei gesti che interagiscono con lo spazio, i suoni, gli oggetti di scena ed anche con il pubblico. Alcuni coreografi di fama mondiale che hanno contribuito al cambiamento e che tutt’oggi continuano nella loro ricerca sono: Balachine, Alvin Alley, Roland Petit, Béjart, Forsyte, l’indimenticata Pina Bauch, Susanne Linke, ecc.

La lezione
La lezione ha una durata di circa 1 ora e 20 minuti, più 10 minuti circa di rilassamento finale ed è così strutturata: un riscaldamento di 40 minuti, articolato in 4 fasi per la preparazione fisica; 2 fasi finali costituite da diagonali e variazione o meglio coreografia.
Il riscaldamento inizia in piedi e procederà sul risveglio del corpo attraverso lo stretching che attiva la grande e la piccola muscolatura. Si inizierà dagli arti superiori ed inferiori, si passerà alla circonduzione del capo e poi alla rotazione del bacino, il tutto coordinato dai passaggi di peso.
La seconda fase si basa sull’impostazione del corpo e il suo mantenimento durante tutto il lavoro. I punti di sostegno del corpo sono: piedi, bacino, schiena e scapole. L’impostazione corretta del corpo che si ritrova nel suo asse naturale, viene mantenuta dalla continua opposizione di due forze, una verso l’alto ed una verso il basso. Questo comporterà di conseguenza una facilitazione della rotazione delle anche e quindi del bacino in en-dehors. In questa fase lavoreremo le braccia le gambe ed i piedi, nelle cosiddette posizione classiche accademiche; la preparazione, la I posizione, la II posizione, la IV posizione, la V posizione e la VI posizione in en-dedans. Un ulteriore lavoro sarà fatto dalle gambe e dai piedi che eseguiranno esercizi quali il grand-plié iniziale, il tendu dei piedi, lo jeté, il rond de jambe, il frappé, il fondu e il grand battement delle gambe, il tutto in avanti, indietro e laterale, descrivendo durante l’esecuzione di questi esercizi una croce immaginaria.
Procederemo poi con la terza fase a terra. Con il corpo disteso a terra supino, lavoreremo sulle aperture. Con il bacino in en-dehors e con la schiena aderente al pavimento, procederemo con lo stretching delle gambe. Questa fase a terra terminerà con il potenziamento dell’addome e delle braccia. Gli esercizi per l’addome sono molto importanti perché rinforzandoli, sarà più semplice mantenere il corretto assetto della colonna vertebrale.
Siamo arrivati così alle 2 fasi finali costituite da una o più diagonali e dalla coreografia. Le diagonali sono l’insieme dell’elaborazione degli esercizi eseguiti durante il riscaldamento, resi dinamici dallo spostamento del corpo in uno spazio e in un tempo determinato. La coreografia è l’esecuzione dei movimenti in dinamica e si differenzia dalle diagonali perché è completamente danzata. Nasce dall’esigenza di esprimere un’emozione, un’idea, una storia, un tema con alla base però la tecnica. Le coreografie varieranno temi, stili e, quindi, musiche: spazieranno dal jazz al modern-jazz, dal funky al lyrical-jazz per arricchire il bagaglio culturale dell’allievo, rispettando però i tempi di apprendimento ed assimilazione di questi.

Come insegnante di questo corso di modern-jazz, lo scopo che mi sono prefissata, che paradossalmente prescinde dalla disciplina e quindi dallo studio, è migliorare le capacità fisiche e sensoriali degli allievi attraverso il piacere della musica, del movimento in uno spazio libero ma condiviso. Questo corso-percorso terminerà con una coreografia corale che fonderà danza e teatro, unendo così il movimento alla parola, per far scoprire un ulteriore possibilità di espressione corporea agli allievi, fornendo loro un valore aggiunto al difficoltoso ma emozionante percorso attoriale. Daniela Ricci


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