L’assistenza è una delle professioni più appaganti a livello etico e morale, perché ci si impegna ad aiutare il prossimo in un’azione che, a cause di forze maggiori, non è in grado di svolgere da solo. Ad esempio, l’assistenza alla persona nell’alimentazione è una mansione estremamente importante, perché si fornisce supporto a chi non è in grado di mangiare autonomamente.
Chi svolge questo mestiere?
La figura che si occupa di questo mestiere è l’assistente alla persona, uno specialista di supporto ai ruoli sanitari . Il compito di questi assistenti è quello di dare una mano a tutte quelle persone che non riescono a gestirsi da soli o che necessitano di un controllo costante durante la loro quotidianità.
Cosa deve verificare l’assistente?
La prima cosa da fare è preparare un piano assistenziale al paziente. La programmazione è unica per ogni persona, dato che occorre assolutamente verificare di quale aiuto necessita, ma soprattutto perché esistono patologie diverse per ognuno.
Per prima cosa, l’assistente alla persona deve verificare che la dieta affidata al paziente sia quella corretta. Come altro processo di verifica, la figura preposta dovrà prescrivere determinate diete o digiuni qualora il paziente dovesse affrontare controlli o analisi che lo richiedono.
Interventi che deve attuare
Oltre alle verifiche esaminate nel paragrafo precedente, l’assistente alla persona deve attuare importanti interventi per quel che concerne la preparazione all’alimentazione, come:
- preparare i pasti;
- fornire supporto al paziente;
- garantire al paziente tutto l’occorrente per mangiare;
- imboccare il paziente, se presenta importanti deficit fisici.
Quali altre azioni deve svolgere?
Sempre per quello che riguarda l’assistenza alla persona nell’alimentazione, l’incaricato dovrà far sì che l’igiene del paziente sia sempre ottimale, quindi occorrerà affiancarlo nella pulizia personale.
La pulizia dell’ambiente è altamente importante, soprattutto perché sono spazi in cui i pazienti si troveranno a condividere al momento dei pasti.
A fine pasto, l’assistente alla persona deve riferire all’infermiere un resoconto del pasto: se il paziente ha mangiato tutto, una parte o nulla, se ha ingerito liquidi; se ha avuto difficoltà nella fase di assimilazione, oppure se ha avuto comportamenti non consoni e se si è sentito male fisicamente.







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