IDROKINESITERAPIA - RIEDUCAZIONE FUNZIONALE IN ACQUA

Accademy
A Manerba del Garda

650 
+IVA
Vuoi parlare del corso con un consulente?
Gli utenti che erano interessati a questo corso si sono informati anche su...
Leggi tutto

Informazione importanti

  • Scuola di specializzazione
  • Per professionisti
  • Manerba del garda
  • 40 ore di lezione
  • Durata:
    6 Giorni
Descrizione

RISERVATO A MASSAGGIATORI CAPO BAGNINI STABILIMENTI IDROTERAPICI, MASSOFISIOTERAPISTI, LAUREATI IN SCIENZE MOTORIE, ISEF, FISIOTERAPISTI, STUDENTI DELLE RELATIVE SCUOLE DI APPARTENENZA

Informazione importanti
Sedi

Dove e quando

Inizio Luogo
Consultare
Manerba del Garda
Via marconi 5, 25080, Brescia, Italia
Visualizza mappa

Domande più frequenti

· Requisiti

APPARTENENZA ALLE CATEGORIE DI ACCESSO O ALLIEVI DELLE MEDESIME

Cosa impari in questo corso?

Lo scopo del corso è quello di fornire ai partecipanti nozioni e strumenti necessari a strutturare un programma individualizzato di rieducazione funzionale in acqua su paziente ortopedico. Il corso è rivolto ESCLUSIVAMENTE a: masso fisioterapisti
Massaggiatori e capo bagnino degli stabilimenti idroterapici
Laureati in scienze motorie. Possono accedere al corso gli allievi iscritti alle scuole delle relative categorie professionali

Professori

sabrina sozzo
sabrina sozzo
laureata in scienze motorie, massofisioterapista

da oltre 20 anni responsabile settore riabilitativo e rieducativo centro termale bolognese

Programma

L' idrokinesiterapia ha, in ambito riabilitativo, una spazialità storico-culturale estremamente estesa e ben radicata, di cui è indiscussa l'utilità, ma che ha da contro un'esigua diffusione sul territorio.
Le particolari caratteristiche dell'ambiente acqua fanno sì che l' idrokinesiterapia non abbia limitazioni di impiego, spaziando dalle patologie neurologiche a quelle ortopedico-traumatologiche senza tralasciare le sindromi algiche , con riconosciuti ottimi risultati.
Una delle peculiarità della riabilitazione in acqua a quella di fornire al paziente, già dalla prima seduta, una discreta autonomia in vasca.
L' esercizio in acqua coinvolge nella sua globalità il paziente, andando a stimolare le sfere intellettiva , psicologica, sensitiva e motoria.
Il paziente quindi scoprirà modalità sensoriali e motricità differenti da quelle a cui è abituato normalmente.
Ciò è dovuto al fatto che l' elemento acqua va a creare una situazione avvolgente che favorisce la percezione corporea, il rilassamento e la facilitazione motoria, portando il soggetto a vivere l'esperienza in acqua come una fonte di piacere e benessere.
L' idrokinesiterapia permette al paziente di anticipare, anche di molto, l'inizio della riabilitazione. Basti ad esempio pensare a fratture di strutture ossee portanti (arti inferiori, rachide, ecc.) in cui è possibile mettere il paziente in carico parziale, sfruttando l'effetto di galleggiamento dell'acqua, con un anticipo da uno a sei settimane rispetto ad una terapia convenzionale.
In questo modo il paziente raggiungerà in tempi più brevi una certa autonomia e troverà, conseguentemente, motivazioni che lo sproneranno a proseguire con maggiore entusiasmo la rieducazione.
L' effetto di galleggiamento prodotto sul corpo dalla spinta idrostatica (Principio di Archimede) elimina il 60-90% del peso corporeo, a seconda del soggetto e del suo livello di immersione, permettendo l'esecuzione di movimenti non effettuabili in altre condizioni.
Questi movimenti, infatti, risultano fluidi e facili da eseguire, con un innalzamento dell'autostima da parte del paziente, accelerando in tal maniera i tempi totali di recupero.
L' esercizio in acqua, grazie soprattutto al lavoro in scarico, determinato dalla diminuzione degli effetti della gravità e dalla conseguente diminuzione del peso corporeo, permette al paziente di evitare quella serie di inconvenienti tipici della fase iniziale della riabilitazione a terra (microtraumi, infiammazioni, versamenti articolari, dolore, affaticamento), che molto spesso causano l'interruzione della terapia, con conseguente ritardo nei tempi di recupero.
La condizione di scarico ponderale concede al paziente la possibilità di non mettere in atto quel meccanismo di difesa e protezione dell'articolazione lesa, così frequente sulla terra, che fa sì che l'articolazione si muova il meno possibile al fine di evitare il dolore.
Il paziente, in acqua, prende coscienza delle possibilità motorie della propria articolazione, rilassando la propria muscolatura, non sentendo dolore e lavorando con ampiezze articolari sempre maggiori.
In acqua è possibile proporre esercizi che permettano al paziente di lavorare in modo globale e simmetrico, in modo tale da evitare quei problemi, che vengono a manifestarsi negli arti o nell' emisoma sani,come sovraccarichi di lavoro e compensi posturali , che vanno a sopperire alle carenze funzionali ed al dolore degli arti o dell' emisoma malati.
Gli esercizi effettuati in simmetria con gli arti permettono al paziente di valutare le differenze esistenti fra l'arto sano e quello malato, focalizzando l'attenzione sull'esecuzione del movimento nell'arto leso, in maniera da effettuare il movimento in modo ottimale, grazie anche alla condizione di facilitazione meccanica in cui si trova l'arto malato.
La spinta di galleggiamento, che contrasta la forza di gravità, crea una diminuzione del peso corporeo, con una conseguente riduzione della coattazione articolare. Ciò comporta una maggiore libertà ed ampiezza dei movimenti, un minore sforzo muscolare, l'assenza o la riduzione di dolore durante il movimento, una diminuzione del carico ponderale; tutto questo determina una facilitazione della stazione eretta e della deambulazione.
La spinta idrostatica va ad alterare il sistema propriocettivo , con conseguente diminuzione del tono muscolare ed una facilitazione del rilassamento muscolare.
Tutto ciò obbliga il paziente a mettere in atto una serie di adattamenti, sensoriali e motori, per ritrovare un equilibrio ed un controllo del movimento adeguati all'elemento acqua. La pressione idrostatica provoca un aumento della pressione intraddominale , determinando la conseguente risalita del diaframma, con un aumento del carico di lavoro per i muscoli respiratori.
Ciò rende difficoltosa l'inspirazione e favorisce l'espirazione, sottoponendo la muscolatura inspiratoria ad un lavoro contro resistenza. Inoltre, la pressione idrostatica, riducendo il calibro dei vasi superficiali, provoca un miglioramento del reflusso venoso, facilitando il riassorbimento dei liquidi interstiziali, degli edemi e dei versamenti intrarticolari.
L'effetto di mobilizzazione che esercita sui tessuti superficiali (cute, adipe, tessuto muscolare), stimola i recettori cutanei, facendo sì che il paziente riesca a percepire i movimenti del proprio corpo e dei propri arti attraverso il sistema sensoriale esterocettivo .
Se si effettua un movimento lento e continuato in acqua, si ottiene, grazie alla spinta di galleggiamento, una facilitazione del movimento.
Il raddoppio della velocità di esecuzione del movimento provoca un aumento, di quattro volte, della resistenza dell'acqua. Con l'esercizio in acqua è possibile sottoporre la muscolatura ad un lavoro intenso, contro una resistenza costante (esercizio isocinetico), migliorando il trofismo ed il controllo del movimento.
La scia che viene a formarsi dietro un corpo in movimento può essere utilizzata sia come fattore favorente che come fattore destabilizzante, a seconda dell'utilizzo che vuole farne il terapista durante l'esercizio.
In definitiva i campi di applicazione dell' idrokinesiterapia sono molteplici, dalle patologie NEUROLOGICHE a quelle ORTOPEDICO-TRAUMATOLOGICHE a quelle REUMATICHE, senza tralasciare le ulteriori applicazioni nel CAMPO EVOLUTIVO e dello SVILUPPO, con il miglioramento delle capacità psicomotorie, attraverso corsi di acquaticità , di bambini sia normali che con ritardi.

PROGRAMMA DEL CORSO:

SABATO 9 MARZO 2013 9,00-13,00:

TEORIA: L’AMBIENTE ACQUATICO

- le basi chimico fisiche della rieducazione funzionale in acqua

- Il galleggiamento del corpo

- La resistenza dell’acqua

- I benefici e le controindicazioni

- Valutazione del paziente ortopedico

- Approccio psicologico col paziente

- L’ambientamento in acqua

TEORIA: LA SPALLA

- Cenni di anatomia e biomeccanica

- Principali patologie ortopediche

- Obiettivi del trattamento in acqua

SABATO 9 MARZO 2013 14.30-18.30:

PRATICA: RIEDUCAZIONE FUNZIONALE IN ACQUA DELLA SPALLA

- La mobilizzazione passiva della spalla

- La mobilizzazione attiva della spalla

- Il rinforzo muscolare

- Il recupero della propriocettività e coordinazione

DOMENICA 10 MARZO 2013 9,00-10,30:

TEORIA : IL GOMITO

- Cenni di anatomia e biomeccanica del gomito

- Principali patologie ortopediche

- Obiettivi del trattamento in acqua

DOMENICA 10 MARZO 2013 11,00-14,00

PRATICA : RIEDUCAZIONE FUNZIONALE IN ACQUA DEL GOMITO

- La mobilizzazione passiva del gomito

- La mobilizzazione attiva del gomito

- Il rinforzo muscolare

- Il recupero della propriocettività e coordinazione

-

SABATO 13 APRILE 2013 9,00-13,00:

TEORIA: LA COLONNA VERTEBRALE

- Cenni di anatomia e biomeccanica del rachide

- Patologie ortopediche del rachide cervicale e lombare

- Principi teorici del trattamento in acqua

- Obiettivi del trattamento

SABATO 13 APRILE 2013 14.30-18.30:

PRATICA: LA COLONNA VERTEBRALE

- La mobilizzazione passiva del rachide

- La mobilizzazione attiva del rachide

- Il rinforzo muscolare

- Il recupero della propriocettività e coordinazione

DOMENICA 14 APRILE 2013 9,00-10,30:

TEORIA: L’ARTICOLAZIONE COXO-FEMORALE

- Cenni di anatomia e biomeccanica dell’anca

- Patologie ortopediche dell’anca

- Obiettivi del trattamento

DOMENICA 14 APRILE 2013 11,00-14,00

PRATICA: L’ARTICOLAZIONE COXO-FEMORALE

- La mobilizzazione passiva dell’anca

- La mobilizzazione attiva dell’anca

- Il rinforzo muscolare

- Il recupero della propriocettività

SABATO 25 MAGGIO 2013 9,00-13,00:

TEORIA: IL GINOCCHIO, LA CAVIGLIE ED IL PIEDE

- Cenni di anatomia e biomeccanica del ginocchio

- Patologie ortopediche di ginocchio

- Obiettivi del trattamento in acqua

- Cenni di anatomia e biomeccanica della caviglia

- Patologie ortopediche della caviglia

- Obiettivi del trattamento in acqua

- Cenni di anatomia e biomeccanica del piede

- Patologie ortopediche del piede

- Obiettivi del trattamento in acqua

SABATO 25 MAGGIO 2013 14.30-18.30:

PRATICA: IL GINOCCHIO, LA CAVIGLIA ED IL PIEDE

- La mobilizzazione passiva del ginocchio

- La mobilizzazione attiva del ginocchio

- Il rinforzo muscolare

- Il recupero della propriocettività e coordinazione

- La mobilizzazione passiva di piede e caviglia

- La mobilizzazione attiva di piede e caviglia

- Il rinforzo muscolare

- Il recupero della propriocettività e coordinazione

DOMENICA 26 MAGGIO 9,00-11.30:

RIPASSO DELLE ESERCITAZIONI PRATICHE

DOMENICA 26 MAGGIO 12,00-14,00:

DISCUSSIONE INTERATTIVA


Gli utenti che erano interessati a questo corso si sono informati anche su...
Leggi tutto