Quando arriva un bambino in famiglia – che si tratti di un figlio biologico, adottato o in affidamento temporaneo – è più che necessario investire tempo, attenzioni ed energie in questo importante cambiamento.
Fino a non troppi anni fa, solo la mamma lavoratrice dipendente godeva del diritto di richiedere e di ottenere il congedo per la maternità; giunti nel 2023 possiamo finalmente dire che anche il congedo per la paternità è diventato una normalità.
Sembra quasi inutile specificare che anche i padri, e non solo le madri, hanno il diritto e il dovere di contribuire alla gestione logistica della casa dopo l’arrivo di un figlio e di fare la loro parte per quanto riguarda l’accudimento del bambino.
Che cos’è il congedo paternità obbligatorio
A partire dal 2021, lo Stato italiano ha iniziato a sperimentare i congedi paternità fino a farli diventare legge con il decreto 105/2022. Dallo scorso anno, dunque, tutti i neo-papà lavoratori dipendenti hanno ottenuto il cosiddetto congedo paternità obbligatorio. Si tratta di 10 giorni, anche non continuativi, di congedo dal lavoro.
Il congedo parentale obbligatorio è rivolto a padri:
- lavoratori dipendenti
- adottivi, affidatari o collocatari
Il congedo paternità può essere richiesto al massimo entro il quinto mese dall’arrivo del piccolo ed è previsto anche in caso di morte perinatale del bambino.
Che cos’è il congedo paternità facoltativo
Il congedo paternità facoltativo, diversamente da quello obbligatorio, può essere richiesto solo nel momento in cui la madre decida di non usufruire di un giorno di congedo maternità.
Anche in questo caso, il congedo può essere richiesto entro il quinto mese dall’arrivo del figlio ed è previsto anche in caso di morte perinatale.
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