Se sei fatto per le lettere e la scrittura, ti presentiamo una delle nuove professioni del futuro: il Chief Storytelling Officer. In realtà non è tanto nuova come sembra, visto che la marca Nike aveva già assunto un CSO negli anni ’90, però è soprattutto adesso che questa figura sta proliferando tra le grandi marche.  Conviene quindi essere preparati e approfittare di questa opportunità lavorativa e che magari non ha ancora tanta concorrenza.

Ma cosa fa esattamente un Chief Storytelling Officer ? La risposta è: scrive la storia dell’azienda in cui si trova a lavorare, mettendoci una buona dose di creatività, mantenendosi fedele alla realtà, senza inventare nulla. Si sa che le marche non sono solo i prodotti che commerciano e che nell’era delle reti sociali saper raccontare storie che coinvolgono è un aspetto imprescindibile per qualsiasi azienda. Questa necessità, di cui le marche sono sempre più coscienti, unita al fatto che spesso i profili che si trovano all’interno delle aziende non hanno questo tipo di competenze, sta spingendo molte firme ad assumere giornalisti, scrittori, redattori e profili creativi in generale. Il loro compito è costruire una narrazione attorno a messaggi concreti che le aziende desiderano fare arrivare non solo ai potenziali clienti, ma anche la pubblico interno, sarebbe a dire i propri lavoratori, per motivarli e coinvolgerli dal punto di vista creativo.

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Questo tipo di narrazione che contribuisce a creare l’immagine corporativa si può definire come la difficile arte alla ricerca degli aspetti interessanti che riguardano un’azienda e che tende a trasformarli in contenuti utili o ispiratori. Per questa ragione il primo compito di un CSO è ascoltare e conoscere a fondo le persone che formano parte dell’azienda, perché le aziende non sono altro che persone che interagiscono tra loro e prendono decisioni, e queste decisioni si vengono prese in conformità con la cultura corporativa.

È così che sempre più profili professionali del mondo della pubblicità, del marketing e della comunicazione ultimamente desiderano formarsi e acquisire strumenti per utilizzare le tecniche di storytelling e saper creare e saper raccontare storie di grande impatto.  Una proposta interessante in ambito formativo, viene da Europa Cube Innovation che dedica alla tecniche di Storytelling un modulo del Master di Social Media e Digital Marketing.  In questo caso l’importanza di saper raccontare storie coinvolgenti viene calato nel contesto digitale, quindi vincolandolo alle reti sociali, al content marketing e alla multicanalità.

Attualmente ci sono ancora pochi professionisti che ricoprono questo ruolo, però uno dei più famosi è lo scrittore pachistano Mohsin Hamid, che lavora come Chief Storytelling Officer per la famosa agenzia di branding Wolff Olins. In un’intervista per la rivista Fast Company, Mohsin Hamid spiegava che esistono tre momenti del ciclo di vita di un’azienda in cui i leaders interni si rendono conto dell’importanza dello storytelling interno: “al momento della nascita perché si tratta di una compagnia che deve farsi conoscere; quando arrivano nuovi leaders o l’azienda si fonde con un’altra perché la “narrativa” aiuti a costruire in una nuova direzione, e quando l’azienda attraversa difficoltà di crescita, per articolare una via d’uscita verso il futuro.

Mohsin Hamid, nella stessa intervista dà anche 4 consigli molto utili per essere un buon CSO:

  • Sii onesto: una storia potente si basa sulla realtà. Devi raccontare com’è realmente una marca/azienda
  • Rivolgiti all’intelocutore: devi pensare al  tuo pubblico e vincolare la storia a questo pubblico. Scrivi usando la seconda persona chiamando in causa direttamente il tuo interlocutore, in questo modo lo farai sentire più importante ed sarà più facile che la tua storia funzioni.
  • Fai leva sulle emozioni: i business sono di solito messi in relazione con la logica e il pensiero razionale, ma non bisogna sottovalutare l’importanza delle emozioni. La gente deve “sentire” qualcosa.  Se devi comunicare gli obiettivi dell’azienda , non ti limitare a parlare attraverso i numeri, parla per esempio di come l’uso del prodotto può influenzare la vita delle persone.
  • Rendilo facile e semplice da capire: a volte pensiamo che le storie devono essere complicate, però non è così, si tratta, invece di raccogliere l’essenza della storia e saper lavorare sugli aspetti emozionali, ma reali.

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