Hai mai sentito parlare di presenzialismo lavorativo? No? Magari lo pratichi già da tempo senza saperlo, o magari lo chiami in modo diverso. Il presenzialismo lavorativo è ciò che sempre chiamiamo “perdere tempo a lavoro”. I motivi di questa cattiva abitudine possono essere diversi: mancanza di motivazione, di concentrazione, un cattivo ambiente in ufficio, etc. Sia quello che sia, l’idea di mantenere un alto ritmo di produttività durante 8 ore di lavoro d’ufficio è poco meno che un’utopia delle imprese, ed è facile che rimanga solo un’aspirazione.

Infatti, sono già stati pubblicati vari studi che dimostrano come lavorare meno giorni in una settimana migliorerebbe la produttività degli impiegati. Però, mentre attendiamo la modifica delle giornate lavorative, come possiamo gestire il nostro tempo, in modo da poterlo sfruttare al massimo?

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Al momento, il consiglio degli esperti è quello di investire la maggior parte del proprio tempo in cose importanti, tralasciando i compiti più piccoli e irrilevanti.

Per raggiungere gli obbiettivi è necessario realizzare i propri compiti in maniera ordinata, seguendo un ordine logico. In questo post ti presentiamo quattro principi scientifici che ti aiuterranno a migliorare alcuni aspetti del tuo lavoro quotidiano.

E tu? Quali sono i tuoi trucchi per non perdere tempo in ufficio? Condividi la tua esperienza con noi lasciando un commento sotto questo articolo!

Le 4 fasi per sfruttare al meglio il tempo a lavoro

  1. Principio ABC.Secondo questo principio dedichiamo molto tempo ad attività che producono pochi risultati, e troppo poco alle attività che produrrebbero risultati più ragguardevoli. Converrebbe cambiare il flusso delle priorità e concentrarci su quelle azioni che sabbiamo che condurrando a risultati importanti.
  2. Principio di Pareto.Prendi nota di questo interesante dato che scoprì l’economista italiano Vilfredo Pareto: approssimatamente solo un 20% delle attività producono l’80% di effetti/risultati. In quanto a produttività, questo implica che dovremmo ripulire la nostra lista di “cose da fare” da tutte quelle attività irrilevanti che non condurranno ai risultati sperati.
  3. Legge di Parkinson.Mai portare a termine un lavoro senza averlo prima pianificato. In altre parole, tutti i nostri compiti devono aver delle tempistiche assegnate, che il lavoratore dovrà rispettare per non dover poi togliere tempo agli altri. Come disse lo studioso britannico Cyril Northcote Parkinson: “Il lavoro si estende fino al punto di riempire completamente il tempo a nostra disposizione, fino a terminarlo”.
  4. Legge di Muprhy. Quante volte abbiamo nominato la legge di Murphy? Ma sappiamo veramente cosa significa?Potremmo riassumerla in una frase: nel momento in cui pianifichiamo qualcosa dobbiamo sempre tenere in considerazione l’eventualità di un imprevisto. Ad esempio, potremmo ritrovarci a corto di materiali, potremmo ammalarci, o avere degli impegni urgenti, etc. Chi non è stato vittima, almeno una volta della famosa Legge di Murphy?¿

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Fonte: TIC Beat

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