Al giorno d’oggi, sempre più sono gli annunci pubblicitari che circondano la vita dei consumatori. In un mercato dove migliaia di brand cercano di impressionare la clientela, si è sviluppata la recente disciplina del Neuromarketing: una materia divenuta oggetto d’interesse per numerosi studiosi del settore. E tu? Sai di cosa stiamo parlando? Se la risposta è no, non preoccuparti! Te lo spiegheremo subito!

Il neuromarketing è una disciplina dell’economia comportamentale che unisce lo studio della neuroscienza con il marketing per di studiare il comportamento d’acquisto del consumatore, comprendendone i processi celebrali al fine di influenzarne le scelte. In maniera più semplice, l’applicazione della neuroscienza per studiare i processi irrazionali ed emotivi che agiscono inconsciamente quando un soggetto di trova di fronte a determinati stimoli. Il neuromarketing si distingue dalle altre discipline poiché per la prima volta unisce due discipline apparentemente così lontane tra loro, consentendo ai brand di dirigere quasi la totalità delle decisioni che appaiono incoscienti.

Le risorse di cui si avvale il Neuromarketing
Gli strumenti utilizzati in ambito neuroscientifico e applicabili all’economia sono vari, fornendo risultati diversi in base ai criteri ricercati. Tra questi troviamo:

  • Imaging a risonanza magnetica funzionale (fMRI). Consente di ottenere immagini dell’attività celebrale quando il cervello é sottoposto a stimoli. Grazie ai grafici celebrali è possibile visualizzare i cambiamenti che avvengono nelle aree interessate durante l’attività. Mediante il segnale emesso dalla risonanza magnetica è possibile effettuare una mappatura e rappresentarla graficamente.
  •  Elettroencefalogramma. Un tipo di tecnologia non invasiva che permette di conoscere la aree celebrali più attive durante il comportamento decisionale. Per permetterne il funzionamento vengono posizionati degli elettrodi nella testa sotto forma di casco che misura le onde celebrali emesse.
  • Eye-tracking. Una delle tecnologie più utilizzate in studi di neuromarketing risulta
    l’eye-tracking, tecnologia di grande impatto e soprattutto accessibile a livello economico. Non solo occhiali come siamo abituati a pensare, bensì eye trackers di forma rettangolare e posizionati sul monitor del computer o in prossimità. Una delle modalità di monitoraggio dell’occhio avviene tramite mappe di calore, indicando con colori diversi le varie zone d’interesse in una scala da verde a rosso.
  • Lettura facciale. Lo studio delle espressioni facciali con software dotati di telecamera rivelano le emozioni che spesso i soggetti tendono a nascondere come per esempio cambiamenti millimetrici dei muscoli facciali.

Molti sono gli strumenti impiegati dalla neuroscienza e molti più saranno quelli utilizzati in un futuro prossimo. Olfatto, il brivido del rischio, colori e nome della marca son tutti fattori che influenzano il processo decisionale del consumatore e che sono studiati approfonditamente da questa materia.

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